Chris Knopf.
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L'ultimo rifugio.
Parte 2.
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Titolo originale: The Last Refuge. 2005.
Traduzione di: Rosaria Fiore.
2008. Marlin Editore,  CAVA DE TIRRENI (SA).
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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L'ultimo rifugio.
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Capitolo quinto.
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La mia casa di Stamford si trovava in mezzo ai boschi, non
lontano dal confine settentrionale della citt, sul bordo di
una bassa scogliera formata dai depositi glaciali. Ai piedi della
scogliera c'era un laghetto che ospitava oche canadesi e
rane toro. La terrazza sul retro della casa era ombreggiata,
d'estate, da un baldacchino di querce e aceri, e, il resto dell'anno,
di abeti canadesi. Un sacco di uccelli mangiavano a
sbafo nella mezza dozzina di contenitori per il becchime
sistemati sul pavimento della terrazza e sugli alberi l attorno.
Una delle mie attivit preferite era inventare modi per
tenere gli scoiattoli lontani dalle casette del becchime: era un
gioco d'astuzia che non vincevo mai. C'era un vecchio
scoiattolo tenace e rognoso che si sedeva sulla balaustra e mi
fissava. Pensavo che fosse a capo delle manovre, intento a
studiare l'avversario.
Fra la terrazza e il salotto c'era una parete di vetro. Quel
pomeriggio faceva cos caldo che non osavo abbandonare
l'aria condizionata, quindi me ne stavo seduto l ad osservare,
fuori dalla finestra, la fauna in lotta. Ero al terzo bicchiere
di Absolut quando Abby rientr dai suoi imprecisati giri
quotidiani. Non si aspettava di vedermi l.
Mio Dio, mi hai spaventata. Cosa fai a casa?
Bevo.
Lo vedo.
Lasci cadere una manciata di grandi sacchetti di plastica
pieni di ogni sorta di mercanzia sul divano accanto a me
e si vers un generoso bicchiere dal bar nell'angolo della
stanza.
E hai fumato, a quanto vedo.
Esatto. Non si possono abbandonare certi vizi per troppo
tempo. Non  sano.
Certo, ovvio. Quanto  stato, vent'anni?
Pi o meno.
Abby si muoveva con molta grazia. Si accomod su una
poltrona dall'altra parte della stanza, appoggi la schiena
e accavall le gambe, puntando il gomito sul bracciolo, in
modo da poter tenere sollevato il bicchiere, agitandolo di
tanto in tanto per sciogliere il ghiaccio. Indossava una camicetta
di seta con grandi tasche quadrate e una gonna ecru.
Una collana d'oro le avvolgeva il collo e spariva nella scollatura.
L'abbronzatura delle gambe era deliziosamente controbilanciata
da un paio di scarpe bianche con i tacchi alti.
Aveva capelli biondi, per lo pi ancora naturali, acconciati a
onde eleganti che mi ricordavano Ethel Kennedy. I costi di
manutenzione di capelli, unghie e viso si aggiravano sui 500
dollari al mese, senza contare lo yoga, il centro benessere e i
massaggi. E si vedeva. Abby costituiva uno standard inarrivabile
per una donna della sua et.
Ebbene?
Ebbene cosa?
Mi vuoi dire perch te ne stai l seduto a sbronzarti, o
devo tirare a indovinare?
Mi  sembrata la linea d'azione migliore, tutto considerato.
Il soffitto del nostro salotto era alto due piani. Di sopra
c'era una loggia che conduceva a tre camere da letto, una delle
quali di mia figlia. La notte di Natale, si sedeva l ad aspettare
che i grandi se ne fossero andati a letto cos che Babbo
Natale potesse fare la sua apparizione. Quando andavo di
sopra, prendevo fra le braccia il suo corpicino abbandonato
e la mettevo a letto, chiedendomi sempre se non stesse fingendo.
La casa era stata progettata da un architetto amico del
padre di Abby, che mi disse che quel tizio era il solo architetto
vivente in grado di fare quel lavoro. Dal canto mio, pensavo
che non avessimo affatto bisogno di un architetto. N,
a dire il vero, di una casa su misura. Abby disse che non avevo
alcuna sensibilit artistica. Non avevo mai visto Abby
aprire un libro, o ascoltare una canzone che non fosse in una
raccolta di grandi successi, o visitare un museo che non ospitasse
una raccolta fondi o un'inaugurazione di cui tutti parlassero.
Nel mondo di Abby, le cose degne di nota si classificavano
in base alla considerazione che la cricca altolocata dei
suoi genitori aveva di esse. Era molto pi facile che valutare
gli oggetti, le localit di villeggiatura, le amicizie e le opinioni
personali sulla base delle loro qualit intrinseche. Ad oggi,
non saprei dire che aspetto avesse davvero quella casa. Per
ricordo che non mi piaceva viverci.
Il centro commerciale era cos affollato che mi sarei
messa a urlare, mi disse Abby. La gente qui  cos maleducata
e prepotente. Non so come non ti dia fastidio.
La gente qui era il codice segreto di Abby per dire gli
ebrei, che presumibilmente abbondavano in zona a causa
della vicinanza con New York. Abby era cresciuta in un sobborgo
di Boston che trasudava antisemitismo. E il fatto che
io non condividessi i suoi sentimenti la esasperava e la
costringeva a tenere il suo fanatismo su un piano eufemistico,
ma, dopo venticinque anni, ero in grado di interpretare.
Perch amo la gente, risposi.
Oh, per favore. Tu la odi la gente.
Non tutta la gente. Solo alcune persone.
Quasi quasi ci credevo.
Osserv il mulinello di ghiaccio nel bicchiere, poi prese
un sorso.
No, hai ragione, proclam. Sei semplicemente indifferente.
Non sai nemmeno che c' della gente al mondo. Non
hai sentimenti per alcunch. O chicchessia. Non posso credere
che tu stia fumando una sigaretta.
Dal modo in cui stava guardando il bicchiere, credetti che
stesse cercando di vedere la propria immagine riflessa. O
stesse controllando il rossetto.
Camel. Adesso le fanno col filtro.
Tutta salute.
Lasciai vagare lo sguardo sul salotto e mi chiesi come mai
avesse quell'aspetto. Avevo pagato tutto quanto di tasca mia,
ma ancora non riuscivo a capire il vero significato di quei
mobili o delle decorazioni. Abby una volta mi aveva detto
che non avrei fatto molta strada nell'arredamento d'interni.
Disse che dovevi crescere circondato di belle cose per capire
quali cose erano belle e quali non lo erano.
Cosa sono tutte quelle scatole sul sedile posteriore della
tua auto?
 la roba dell'ufficio che volevo tenere.
Drizz la testa come uno spaniel in punta.
Non capisco.
La maggior parte delle cose l'ho buttata via o l'ho lasciata
l. Ma da alcuni oggetti non volevo separarmi.  difficile
da spiegare: qualcosa ti dice di tenerti strette certe cose.
Si pieg in avanti sulla sedia, tenendo il drink con
entrambe le mani.
Di cosa diavolo stai parlando?
Se non le porti con te, andranno buttate.
Sei completamente ubriaco?
No, non ancora. Sbronzarsi non  pi facile come un
tempo.
Hai fatto abbastanza pratica.
Bere, Abby. Mi sono allenato a bere, ma non a ubriacarmi.
 una distinzione piuttosto importante.
C' un aggettivo per le persone che bevono tutto il tempo
e non si ubriacano.
Sfortunati?
Mi avvicinai al mobile bar e mi riempii di nuovo il bicchiere.
Abby mi guard in silenzio. Quando mi sedetti, riprese
l'interrogatorio.
Allora, vuoi dirmi cosa sta succedendo o posso andare a
fare la doccia e continuare la mia giornata?
Ho lasciato il lavoro.
Si appoggi di nuovo all'indietro, sollevata.
Buona questa. E io sono diventata papa.
No, davvero, mi sono licenziato. Non ho pi un lavoro.
Cosa stai dicendo?
Gli ho detto me ne vado, e loro, okay. Pi o meno.
Pi o meno?
Non  ancora del tutto ufficiale. Penso che dovr scrivere
una lettera, o firmare qualcosa. Non lo so,  passato un po'
di tempo dall'ultima volta che ho fatto una cosa del genere.
Detti un'occhiata per vedere come se la stava cavando la
fauna selvatica l fuori, ma tutto taceva. Troppo caldo forse.
Cosa diavolo...
Prima che potesse terminarla, respinsi la domanda con
un gesto.
Sono stato convocato alla riunione del consiglio di
amministrazione. George ha preparato un piano strategico
per la SST. Piuttosto ben congegnato, a dire il vero. Gli far
fare un sacco di soldi. Breve termine.
Hai fatto qualcosa di stupido?
Anche se non ero del tutto ubriaco, ero grato per il senso
di intontimento regalatomi dalla Absolut. Ignorai la domanda.
Il piano era di darci dentro come matti nei prossimi sei
mesi per mostrare un aumento di produttivit, abbattere le
spese e liberarsi dei lavoratori in esubero. Questo aumenta
la redditivit, come ben sai. Non voleva ammetterlo, ma lo
sapeva e impallid un tantino all'idea. Il che di solito prelude
a una vendita, conclusi
Che genere di vendita?
La divisione. Servizio e Supporto Tecnico. La mia divisione.
Scorpora e vendi. Tutto quanto, in blocco. Il frazionamento
finale.
Venderanno la SST? Non si pu vendere la divisione di
una grande azienda.
Abby diceva a tutti che lavoravo per una grande azienda.
Mi faceva pensare alle quarte di copertina sui libri in brossura...
diventato ora un grande film con...
Sar una grande sorpresa per George Donovan.
Chi diamine vorrebbe acquistare una divisione? Quasi
fosse una casa in un quartiere di periferia.
Probabilmente una compagnia petrolifera. Una grande
compagnia petrolifera. Molti dei prodotti che abbiamo sviluppato
servono alla lavorazione degli idrocarburi. La maggior
parte delle grandi aziende di raffinazione non vedono
l'ora di mettere le mani su qualche gioiellino tecnologico. Lo
vogliono per le stesse ragioni per cui credevo lo volessimo
noi: diversificare e mettersi al riparo dalla maledizione della
produzione dei beni primari.
Non ho mai sentito niente di pi ridicolo.
Non sottovalutarti.
Ammesso che sia tutto vero, perch dovrebbe avere qualcosa
a che fare con il tuo lavoro?
Andiamo Abby, chiunque ci comprer avr una propria
divisione Servizio e Supporto Tecnico con un manipolo di
gente che fa le stesse cose che facciamo noi. Questo significa
che probabilmente la met dei nostri, dopo essersi fatti il
culo per sei mesi per aumentare il valore dello scorporo, sar
per strada nel giro di un anno. Ci sbudelleranno come un
pesce e poi si mangeranno i resti.
Te compreso.
Una probabilit molto concreta.
D'un tratto Abby si rese conto di aver finito il suo drink. Di
rado ne beveva pi di uno al giorno, normalmente un bicchiere
di vino bianco. Tutto con moderazione, tranne il vetriolo.
Non  quello che ti stanno dicendo. Tu sei sulla strada
per diventare presidente.
La irritava che fossi solo uno squallido vicepresidente di
divisione. Una volta avevo fatto l'errore di dirle che il mio
lavoro di solito era il primo passo verso la presidenza aziendale,
un titolo qualunque per definire il tizio che si occupa
di qualche divisione e una prospettiva allettante per Abby,
sebbene secondo me fosse sciocco avere pi di un presidente
per una sola azienda, per quanto grande. Sembrava di
essere in un libretto di Gilbert & Sullivan: tutti diventano re.
 per questo che lasci il lavoro? Perch pensi che ti licenzieranno
comunque? Stavi per diventare presidente e adesso
ti stanno vendendo? Sto solo cercando di capire.
Immagino sia proprio cos. Potrei aggiungere dei dettagli,
ma il succo  questo.
Qualcosa aveva cominciato a irrigidire il viso di Abby,
forse il cervello aveva captato il primo segnale che la sua vita
stava per deviare dalla rotta principale.
Sei serio, vero?
Puoi scommetterci.
Cosa credi che ci succeder se farai questa cosa mostruosa?
Affond all'indietro sulla poltrona, stringendone i braccioli
cos tanto da impedire che levitasse dal pavimento.
Sono stanco, dissi al mio drink.
Non mi sent.
Sei che cosa?
Vado in pensione.
Hai quarantotto anni.
Vado in prepensionamento.
Perderemo la casa.
La casa  nostra. Se anche non guadagnassi mai pi un
solo penny, potremo comunque vivere mille volte meglio di
quanto i miei genitori abbiano mai osato sognare.
Non voglio vivere come i tuoi genitori.
Non ho detto questo.
Perch mi stai facendo questo?
Non sto facendo nulla a te.
Tutto questo  inaccettabile. Ritira subito tutto quello
che hai detto.
Esitai. Lei incalz.
Cosa ti aspetti che ci faccia con questo? Cosa dovrei dire
a chi mi chiede che lavoro fai? Come diavolo hai potuto pensare
che avrei appoggiato anche solo per un attimo la scelta
di lasciare un'importante posizione di una grande societ
americana, di rinunciare su due piedi a tutto ci che abbiamo
e permetterti di, vediamo, startene l seduto in giro per
questa cazzo di casa e sbronzarti fino a non capire pi un
cazzo di niente?  questo che pensavi mi sarebbe andato
bene? Fottuto bastardo immigrato italiano dei bassifondi.
Francese.
Inspir rumorosamente e disse: Francese?
Fottuto bastardo immigrato francese dei bassifondi. Italiano
solo per un quarto. Francese per la maggior parte. Abbiamo
sempre pensato che la mamma avesse anche un po'
di sangue degli indiani d'America. Questo spiegherebbe gli
zigomi.
Si alz dalla sedia, spian le pieghe della gonna e raccolse
il bicchiere vuoto, immagino per dare maggiore teatralit
al gesto finale. Me lo spinse addosso per enfatizzare ogni singola
parola.
Quando smetterai di dire idiozie, quando toglierai il
naso da quella cazzo di bottiglia di vodka, sar lieta di discutere
con te di questa cosa. Nel frattempo, ho delle cose da
fare, disse, e usc dalla stanza.
La rividi dopo circa sei mesi, e quella fu l'ultima volta.
Il sole cercava con tutte le proprie forze di bucare la
foschia mattutina. Ero a bordo della Grand Prix e guidavo
gi per la North Sea Road verso il Village. La WLIU passava
del jazz. Il Miles Davis degli esordi. Avevo i finestrini aperti
e il riscaldamento acceso. Le orecchie di Eddie svolazzavano
al vento. Stavo bevendo un bicchierone di caff nero non
aromatizzato che avevo acquistato in una di quelle gastronomie
del North Sea che servono abitanti del luogo e uomini
d'affari.
Avevo la quasi totale padronanza della lingua. Mi dilettavo
a canticchiare qualche frase insieme a Miles, che, da parte
sua, non sembrava farci caso.
Quando suonai alla porta dei Lombard, tenevo ancora in
mano il bicchiere di polistirolo. Sotto l'ascella avevo la loro
copia del New York Times.
Porta sempre un quotidiano quando va a casa di qualcuno?
mi chiese Rosaline quando apr la porta.
Ho fatto il fattorino del giornalaio...
Indossava una camicetta bianca a girocollo senza maniche,
una gonna di jeans blu sopra gambe nude e mocassini.
I capelli lunghi erano raccolti sulla nuca e tenuti fermi da
forcine disposte a caso. Il suo naso riempiva ancora met
della casa.
Mi ha portato anche il caff?
Prenda una tazza, ci spartiremo quel che resta.
Molto galante.
La seguii in salotto. Nessuna traccia di Arnold. Indic il
soffitto.
Dorme ancora. Non  morto.
Lo supponevo.
Rosaline si accomod nella poltrona del padre e mi offr
il divano con un cenno di entrambe le mani.
Si metta comodo.
Quando incroci le gambe, la gonna sal fino alla parte
alta delle cosce. Le sue gambe erano una versione pi pallida
di quelle di Abby: lisce e muscolose.
Mi sento un intruso.
Che cosa le sembra di invadere?
La sua vita.
Quale vita?
Poi rise.
Le cose vanno davvero bene. Quando ero pi piccola
non eravamo cos vicini. Troppa differenza d'et. Strano
come, da adulti, si diventi dei figli migliori.
Oppure lui  un genitore migliore.
Forse.
Un le punte delle dita in quell'atteggiamento di preghiera
che a Burton piaceva tanto assumere. Di solito significava
che stava pensando.
A cosa sta pensando? le chiesi.
Non stavo pensando. Stavo fantasticando.
Su cosa?
Su di lei. Cosa  successo?
In che senso?
Perch si  licenziato?
Non la seguo.
Il suo lavoro.
Non ricordo di aver mai parlato del mio lavoro.
Sarebbe sorpreso di sapere quante cose si scoprono grazie
a Internet.
Immagino di s.
Sta pensando che invado la sua privacy.
Esatto!
Ma  disposto a tollerarlo.
Fino a un certo punto.
Per ottenere ci che vuole.
Mi piacerebbe quello che ha sulla Bay Side Holdings.
Sarebbe una buona azione da parte sua.
Disincroci le gambe e le allung di fronte a s, le ginocchia
unite e i piedi inarcati, come una ballerina.
Questo sarebbe un incentivo adeguato?
Non le risposi. Teneva ancora le gambe allungate in avanti,
parzialmente sostenute dalle mani sotto alle cosce.
Signor Acquillo.
Sam.
Lei  dotato di un intuito molto maggiore di quanto non
sia disposto ad ammettere.
Intuisco che lei  una donna dotata di intelligenza, con
desideri incerti e probabilmente conflittuali.
Mi addit.
Lo vede? Sapevo che poteva farlo.
Lasci cadere i piedi a terra e accavall di nuovo le gambe
abbastanza lentamente da farmi intravedere il triangolo
scuro e le pieghe rosa fra le cosce. Riassunse la postura orante
di Burton.
Me lo far rifare dopo che se ne sar andato, disse.
Rifare?
Con l'indice segu l'impressionante arco del naso.
La capisco.
Onest. Eccellente.
Suo padre pensa che la rinoplastica sia un affronto a
Dio.
Giusto di nuovo. Quest'uomo merita un premio.
Penso che dovrebbe farlo. Dopo, potr affrontare i suoi
difetti e le sue insicurezze come tutti gli altri senza usare
come scusante ci che vede riflesso nello specchio.
Santo cielo! Brutale onest. Mi riprendo il premio.
Nel frattempo, chissenefrega. Ha un corpo meraviglioso,
sex appeal da vendere e un naso che  un ottimo argomento
di conversazione. Lo consideri un dono.
Sedette eretta sulla poltrona.
Posso offrirle un po' di caff? chiese.
Certo.
Si alz con aria pudibonda, mi prese la mano e mi condusse
in cucina. Vers caff per entrambi da una vecchia caffettiera
a filtro e fece tintinnare le tazze a mo' di brindisi.
All'onest. Brutale o meno.
Brindai con lei. Dal tavolo della cucina prese una busta
formato commerciale gonfia all'inverosimile.
Nomi, indirizzi e numeri di telefono di tutti quelli che
hanno preso in affitto una casa dalla Bay Side Holdings fino
al 1983, quando pap  andato in pensione. A quel punto
tutto  passato nelle mani dei Sinitar, che hanno rilevato l'azienda
di pap, o per lo meno tutto quello che c'era di acquistabile.
In pi, tutta la corrispondenza che sono riuscita a
trovare con l'ufficio di New York, e una fotocopia del libro
mastro che registra come pap riceveva e distribuiva i profitti
delle locazioni. Il giorno dopo la sua prima visita era gi
tutto pronto. Mi chiedevo se sarebbe tornato.
Mi allung la busta.
Grazie.
Alcuni pensano che lei sia impazzito. Mandare all'aria
tutta la sua vita.
Non creda a tutto quello che legge.
Non credo a nulla che non posso vedere con i miei
occhi.
Un'empirista.
Pigiai la busta nella tasca interna del mio giubbotto di
jeans.
Non la controlla?
Mi fido di lei.
Pos la tazza e mi afferr per la giacca, tirandomi verso
di lei. Affondai nel bacio, che fu lungo e caldo e pieno di promesse.
Mentre mi baciava, saggi con la mano la patta dei
miei pantaloni.
Ti comporti come fossi cos sicuro di te stesso, ma non
lo sei, disse, scostandosi quel tanto che bastava per vedere al
di l del ponte del suo naso.
Non lo sono.
Continuando a tenermi con una mano, mi sistem una
ciocca di capelli che mi era caduta sulla fronte e ripul la zona
attorno alla grossa crosta che avevo sulla testa.
Allora  una buona azione. Potresti insegnarmi come
lo fai.
Mi pos entrambe le mani sul petto e si fece delicatamente
indietro. A quel punto sentii dei rumori di sopra e l'aspro
gracchiare umidiccio di un anziano che si schiarisce la
voce. Mi strinse il braccio e and di sopra a vedere come stava
il padre. Uscii.
Presi la macchina e andai dritto a un tavolo da picnic nel
parco dietro il Municipio e aprii la busta di Rosaline. Misi in
cima alla pila di fogli la lista di nomi e indirizzi che aveva
preparato, poi estrassi la mappa di Jackie Swaitkowski, la srotolai
e tenni fermi gli angoli con una tazza e tre sassi che avevo
raccolto da terra.
Accanto alla mappa misi la grande planimetria che avevo
preso da Bonny Martinez all'Ufficio delle Imposte e che
mostrava i confini e gli indirizzi di ogni singola propriet
tassabile nel North Side appartenente alla Bay Side Holdings.
Erano tutte contigue. I registri di Lombard recavano le stesse
indicazioni della mappa di Jackie, quindi mi fu facile fare
un confronto incrociato fra i tre documenti.
Il mio quarto punto fermo quanto ai dati era un elenco
telefonico che avevo scovato nel bagagliaio della Grand Prix.
Per prima cosa, feci corrispondere gli indirizzi di Oak
Point sulla mappa delle tasse con i registri di Lombard, che
corrispondevano all'area evidenziata che cominciava con
Regina, curvava attorno a Oak Point seguendo la battigia
dell'insenatura, lambiva i terreni della WB e passava alla
penisola successiva, dove ancora una volta seguiva l'acqua
per circa tre quarti del percorso sulla costa. La casa di Regina,
al 18 di Oak Point, era contrassegnata dal numero 33.
Quello successivo era il lotto 35, Herbert e Louise Radowitz
al 16 di Oak Point, che l'avevano affittata per circa dieci
anni, seguiti da John e Martha Glenheimmer. Poi Edward e
Sherry Feldman, poi Eric Fitzsimmons, e cos via. Fui un
tantino infastidito nel rendermi conto che Regina Broadhurst
fosse il solo nome che conoscevo nella strada dove
avevo abitato.
Controllai tutti i nomi sull'elenco telefonico. Solo Ed e
Sherry abitavano ancora nella loro casa della Bay Side; gli
altri si erano trasferiti in altre parti della citt o erano scomparsi
del tutto.
Almeno la met delle case evidenziate della zona di Oak
Point non era nella lista di Lombard. Mi chiesi se lo stesso
valesse per l'altro lato della WB. Quella sezione faceva parte
di un'area molto pi grande chiamata Jacob's Neck e, dal
momento che quel quartiere non mi era altrettanto familiare,
mi ci volle un po' di pi per organizzare tutte le carte.
Il primo numero era il lotto 52, Gary ed Elizabeth
Richardson. Poi 54, Mary Fletcher. Quindi John e Judy Eiklestrum,
seguiti da Wallace e Dolores Weeds. Questi nomi catturarono
la mia attenzione: conoscevo i nomi e la casa. Adesso
mi orientavo con un'immagine mentale del vicinato.
Mio padre conosceva Wally Weeds. Per anni non avevo
ripensato a quel nome, ma adesso potevo risentirlo, pronunciato
dalla voce di mio padre. Sapevo anche che era morto
ormai da anni. Riuscivo quasi a ricordare il giorno esatto
in cui era successo, il giorno in cui il mio migliore amico
Billy Weeds si svegli da qualche parte nei boschi del Connecticut
e trov suo padre colpito al volto da un proiettile
sparato dalla sua stessa carabina.
Come nel caso di Oak Point, la maggior parte delle propriet
evidenziate non erano sulla lista di Lombard. Oltre alla
casa dei Weeds, ce n'erano soltanto altre due. Il numero 73,
George e Janice Fitzhenry e, in coda alla lista, la casa di fronte
a quella di Regina, l'ultima in fondo al lembo di Bay Side.
Lotto numero 78. Julia Anselma.
Decisi di trascorrere il resto della giornata a lanciare palline
da golf attraverso il cortile, cos che Eddie potesse scovarle
in mezzo ai fiori del giardino e ai ciottoli della spiaggia.
La mazza tre quarti di Harmon Killebrew di mio padre
era perfetta per questo scopo. Eddie probabilmente aveva un
po' del cane da riporto, dal momento che adorava riportare
le cose. Ma spesso veniva distratto a met strada e mollava il
colpo per mettersi a seguire le tracce finora ignorate di chissachecosa.
Questo mi dava la possibilit di sedermi su una
delle mie due sedie da giardino di legno di sequoia sfondate
a osservare la baia di Little Peconic attraverso un bicchiere
di Absolut con ghiaccio. Non mi ero dato regole ferree sul
bere durante la giornata, solo generali linee di condotta:
niente superalcolici prima di mezzogiorno. Il materiale che
avevo raccolto sulla propriet di Regina era tutto organizzato
e mi aspettava sul tavolo della veranda. Tuttavia la fretta
di ricominciare ad esaminarlo mi aveva abbandonato. Perci
mi limitai a bere. E a meditare.
Eddie completava sempre il giro, a prescindere dalla lunghezza
della deviazione, e correva indietro senza scusarsi,
con la palla da golf nascosta in bocca.
Mi ero appena trascinato fuori dalla sedia da giardino
cos da poter lanciare la palla in direzione della baia, quando
notai una barca a vela che si avvicinava alla riva. La vista di
un'imbarcazione nella baia, di qualunque genere, era un
evento fuori del comune in ottobre, bench questo fosse il
mese ideale per uscire in mare. L'aria era fredda, ma c'era
quasi sempre brezza, sia un vento dominante da sud-sudovest
o una corrente stagionale da nordovest, pulita e secca,
che proveniva dal Canada. Era una corvetta di discrete
dimensioni, sui dodici metri. Quando vidi le vele sbattere nel
vento, pensai stesse per virare di bordo, ma poi la grande vela
maestra venne arrotolata. Anche se  difficile valutare le
distanze in mare aperto, pensai che - a giudicare dalla prossimit
dell'imbarcazione dalla boa verde all'ingresso dell'insenatura
che conduceva alla propriet di Regina - il fondale
fosse sui cinque metri. Dopo che il fiocco fu arrotolato stretto
come uno spinello, la vela principale cadde sulla boma. Il
vento soffiava da ovest, quindi il fianco della barca si mise
parallelo alla costa. Aveva l'aspetto di una di quelle veloci
imbarcazioni da crociera, con molti angoli acuti, ma anche
un sacco di equipaggiamento appeso allo specchio di poppa
e montato sull'albero.
Vidi una figura solitaria vestita di bianco correre verso
prua e gettare un'ancora fissata alla base dell'albero di bompresso.
La barca oscill delicatamente fino a tendere la catena
dell'ancora, per poi fermarsi con la prua al vento. Pochi
minuti dopo, un gommone gonfiabile irruppe dal pozzetto
e cadde fuoribordo sul retro della barca.
Il tizio in bianco scese nel canotto servendosi di una scala
di corda e portando sulle spalle un piccolo motore fuoribordo,
che mont a poppa: poco dopo stava attraversando
la baia dritto verso riva.
Anche Eddie stava osservando il gommone che rombava
nella nostra direzione. Mi infilai la mazza da golf sotto l'ascella
e mi diressi verso la spiaggia per aiutare lo sconosciuto
ad arrivare sulla terraferma. Eddie si ferm e attese insieme
a me ai bordi dell'acqua.
Nell'avvicinarsi, il gommone rallent e potei sentire i giri
del motore salire e scendere, mentre il conducente cercava di
calibrare la velocit giusta per toccare terra. A quel punto era
abbastanza vicino da poterlo vedere in faccia.
Ciao Burt.
Afferra la prua e dai una bella tirata, ti va? disse, mentre
il gonfiabile si faceva largo sulla spiaggia e lui metteva a
tacere il fuoribordo inclinandolo agilmente per togliere l'elica
dall'acqua. Lo tirai a riva.
Ci stringemmo la mano.
Aspetti i pirati? chiese, indicando la mazza.
Faccio solo qualche tiro con Eddie. Per quanto... non si
sa mai.
Be', sono disarmato. E assetato.
Lo condussi su al cottage e lo feci accomodare su una sedia
da giardino, mentre io entrai per preparare due drink, lasciando
che Eddie lo assillasse per farsi tirare un'altra palla.
Ti ho chiamato, ma nessuno ha risposto, disse Burton.
Sai che hanno inventato le segreterie telefoniche?
Ho un telefono. Non vado oltre.
Stava cominciando a rinfrescare. Il cielo si era schiarito
quasi del tutto e il vento occidentale con cui Burton aveva
lottato durante le operazioni di ormeggio a Sag Harbour era
aumentato di qualche nodo. Presi una felpa per entrambi,
cos che potessimo restare fuori a guardare il tramonto. Burton
mi disse che aveva progettato la barca quasi tutto da solo,
con un piccolo aiuto da parte di Sparkman & Stephens, che
avevano lavorato come progettisti per diverse generazioni di
Lewis. Di vela sapevo quel tanto che bastava per seguire il
suo racconto, dal momento che avevo fatto il mozzo per gli
amici d'infanzia di Marblehead di Abby. Dovetti trasferire la
mia esperienza giovanile sulla baia, fatta di barche da pesca
smantellate e di catamarani, sulle graziose Herreschoff e sulle
Hinkley con cui erano soliti veleggiare gli elegantoni del
Massachusetts: imparai molto, ma quella gente non mi piaceva.
Di certo, per, amavo le loro barche.
Quando la rossa palla infuocata del sole si fece strada all'orizzonte,
illuminando la base delle poche nuvole rimaste con
i toni elettrici del rosa e del giallo, aggiornai Burton su ci che
avevo scoperto a proposito della Bay Side Holdings.
Il signor Lombard  un uomo astuto, sentenzi Burton
quando ebbi terminato.
Un prigioniero.
Una societ controllata dalla Willard and Bollard, Incorporated.
Willard and Bollard.
Burton teneva ancora in mano la mazza di Harmon Killebrew.
La us per indicare al di sopra della mia spalla il folto
boschetto che si estendeva sull'imboccatura dell'insenatura
accanto alla casa di Regina.
WB, dissi.
Il ramo produttivo. La Bay Side  stata fondata per gestire
le propriet della societ. Gli edifici e i terreni su cui sorgevano.
Enormi vantaggi fiscali di quando in quando se fai
la cosa giusta.
Per quanto ne sapevo, la vecchia fabbrica WB era vecchia
quanto il Peconic stesso. Semplicemente, era sempre stata l,
invisibile dalla terraferma o dal mare, accessibile solo da chi
ci lavorava tutti i giorni, sempre meno finch i cancelli non
chiusero del tutto e la ruggine e il sommacco presero il sopravvento.
Non avevo mai saputo per cosa stessero le iniziali WB.
Figlio di puttana.
Burton armeggi sotto la felpa ed estrasse un foglio A4
ripiegato.
Un'e-mail, per gentile concessione del nostro reparto
ricerca.
Cominci a leggere.
Se si risale ai proprietari originari del sito, si arriva al
XIX secolo, quando possedevano una bella fetta di North
Sea, che comprendeva fattorie e boschi. Willard Wakeman e
Carl Bollard acquistarono il terreno nel 1908 e gestirono
un'azienda abbastanza florida per i successivi trentaquattro
anni. Si specializzarono in articoli sportivi: attrezzature da
campeggio, palloni da pallavolo, anelli da quoit, qualunque
cosa usasse la gente per giocare in quegli anni.
Mi guard.
Niente rollerblade o windsurf, presumo.
Zattere, dissi. Mio padre diceva sempre che costruivano
zattere nel periodo di guerra.
Giusto. Zattere e tende cerate per il Pacifico. Come puoi
notare, tutti i loro prodotti contenevano almeno un componente
in gomma, o qualche tipo di materiale sintetico robusto
e impermeabile. Perfetto per le zattere.
Lesse il resto dell'e-mail, saltando dei passaggi dal momento
che avevo indovinato parte del contenuto.
Dal suo apice, attorno al 1896, la propriet della WB fu
ridotta a causa del normale logoramento e come importante
strumento di capitalizzazione per la principale attivit
produttiva, lasciando l'ultimo importante segmento - la
penisola adiacente a Oak Point - con l'ingresso alla baia di
Little Peconic e, successivamente, a Greenport e sul mare. Per
conservare il libero accesso ai due bracci di mare su entrambi
i lati, conservarono tutta la propriet sulla costa. Oltre a
pochi ampi tratti di terreno attraverso Noyack Rd., che furono
venduti negli anni Sessanta. La WB si occupava esclusivamente
di produzione, realizzando i prodotti per conto di
grandi marchi, o, nel caso dello sforzo bellico, degli appaltatori
del governo. Dopo la guerra, hanno continuato con la
stessa mescolanza di prodotti, ma a quanto sembra le vendite
sono andate calando fino al 1976, quando hanno chiuso
la fabbrica in via permanente. Dal momento che le aziende
private hanno degli obblighi di relazione minimi, queste
informazioni sono state tratte da diverse fonti secondarie,
fra cui Dunn and Bradstreet, e non devono essere considerate
definitive, ma piuttosto orientative. Stiamo indagando
pi a fondo in altri database che richiedono un po' pi di
tempo, ma ho pensato che questo potesse essere un buon
punto di partenza.
Quindi la Bay Side Holdings  tutto ci che resta della
WB.
La Bay Side Holdings  la WB, dal momento che non c'
nulla che sia collegato all'entit aziendale tranne i terreni.
Tutti proprio qui, comunque.
Allora, chi possiede la Bay Side Holding?
Questa  la parte interessante, disse Burton, allungandomi
la stampa dell'e-mail. Non ne abbiamo idea.
Ma davvero.
Riusciremo a scoprirlo, ma non sar facile.
Nemmeno per voi? andai con la mente al grosso edificio
di Burton laggi sulla Street.
Per chiunque.  in un fondo fiduciario.
Non mi dire.
Per la quale non esiste un registro pubblico. La Bay Side
 una societ a propriet privata, tassata dal governo federale
e che ricade sotto la legislatura dello Stato di New York, e
tutto il suo patrimonio  detenuto dall'omonima Bay Side
Trust.
E noi non riusciamo a sapere chi possiede cosa?
Se con noi intendi il pubblico generico, s e no. I creatori
di un'amministrazione fiduciaria non hanno alcun
obbligo di pubblicare d'ufficio i nomi dei beneficiari, ma
potrebbero essere obbligati a farlo nel caso di particolari
azioni civili. I beneficiari devono essere citati nel documento
dell'amministrazione fiduciaria che, in determinate circostanze,
finir nel registro pubblico. Ma non ci sono obblighi
di legge che impongano di farlo. Nel novantanove per
cento dei casi, si tratta di affari personali strettamente controllati,
che hanno scarsi effetti su chicchessia a parte i direttori,
ammesso che non ci sia un terreno contestato, una vertenza
fiscale o un'istanza legale. Quello  il prossimo posto
nel quale guarderemo.
Eddie aveva sentito abbastanza e decise di trotterellare
verso la spiaggia per dare un'occhiata alla fauna marina che
invadeva il territorio. Mi ritrovai a guardare in direzione della
WB, come se la fitta cortina di alberi stesse per aprirsi e
offrirmi una straordinaria rivelazione. Quando credi di
conoscere un posto...
Allora, chi ha il documento dell'amministrazione fiduciaria?
Credo Milton Hornsby.
Si torna a lui.
Temo di s. Ma non scoraggiarti. Alla fine riusciremo a
scoprire tutto.
Prese un sorso del suo drink.
Ancora una cosa. Regina Broadhurst. Nessun bene reperibile,
ammesso di considerare la Previdenza Sociale. C' cos
poco su di lei, che quasi sembra non essere esistita. Nessun
rimborso delle tasse dal Fisco o allo Stato di New York dal
1976. L'ultimo anno in cui ha ricevuto un W-2. Qui, secondo
me ci sono due punti interessanti.
Lavorava.
Questo  il primo punto. Infatti lavorava. Era supervisore
di reparto. Essenzialmente un caporeparto con il compito
di supervisionare la produzione, l'assemblaggio o la
gestione dei materiali.
In una fabbrica.
Gi. Fece di nuovo un gesto con la mazza di Harmon
Killebrew.
La WB?
Gi.
Comodo no? Andava a piedi al lavoro.
Il 1976  stato l'anno della chiusura. Non ha mai fatto
altri lavori. Almeno, niente che abbia condiviso col Fisco.
Sto cercando di ricordare suo marito, cosa faceva.
Avresti un bel da cercare.
Sarebbe a dire?
Regina ha avuto il suo numero di Previdenza Sociale nel
1983, a sessantun anni, con il nome di Regina May Broadhurst.
Tanto per andare sul sicuro, il ricercatore l'ha trovata
all'anagrafe della Contea di Suffolk. Nata al Southampton
Hospital il 5 giugno 1922. Regina May Broadhurst.
Non c' mai stato nessun signor Broadhurst.
Continueremo a cercare, non si sa mai.
Avete gi fatto troppo.
Allora preparami un altro drink.
Cambiammo argomento mentre bevevamo guardando il
tramonto e l'acqua blu come l'acciaio, ora increspata dai
venti rinforzati. In controluce, la sua barca era stupenda, una
forma che ondeggiava tranquillamente all'ancora e gettava
un'ombra sui flutti, un riflesso informe dello scafo blu scuro
e dell'albero svettante.
Il sole cominciava a illuminare le querce e i pini nani del
North Sea. Avevo iniziato a correre prima dell'alba e avevo
gi percorso una quindicina di chilometri. Non sono molto
veloce, ma, se sono dell'umore giusto, riesco a coprire grandi
distanze. Ero arrivato fino a Long Beach ed ero tornato
indietro, avevo girato attorno al rifugio per gli uccelli marini
di Jessup Neck e mi ero fermato a bere un caff. La giornata
era fredda e nuvolosa, una dimostrazione del fatto che
novembre era alle porte. Sulla via del ritorno, corsi lungo la
costa fino alla penisola della WB, mi lasciai la terraferma alle
spalle e percorsi la lingua di sabbia che correva parallela alla
recinzione della WB. In corrispondenza di una delle brusche
svolte della strada, presi la rincorsa e saltai. Atterrai circa a
met e mi arrampicai per il resto della salita. Dalla tasca
posteriore dei pantaloncini estrassi un paio di tronchesine
che avevo portato con me e tagliai il filo spinato. Poi, con
molta attenzione, scavalcai e atterrai sul terreno della WB.
Mi trovai davanti un paesaggio di erbacce e vegetazione
spontanea - querce rosse, cedri e sommacco - ma il viale
d'accesso asfaltato sembrava quasi nuovo, mentre, accanto ai
macchinari arrugginiti che lo costeggiavano, si vedevano le
prove della frequentazione dei ragazzini del luogo. Andai
dritto all'ingresso principale e controllai la porta. Chiusa.
Feci il giro dell'edificio alla ricerca di finestre non sprangate:
ne trovai una, nel seminterrato, scampata alla chiusura e
mezzo oscurata da mattoni rotti e assi di cedro. Mi aprii un
varco ed entrai in un antro gelido e oscuro. Avevo con me
una piccola torcia, ma a malapena riusciva a fendere l'oscurit.
Procedetti con cautela mentre gli occhi si abituavano al
buio quel tanto che bastava per vedere una debole luce sopra
di me. Cercai, e alla fine trovai, una scala che conduceva al
piano terra. La porta si apr.
Mi trovavo in un corridoio. Le pareti erano di un verde
chiaro ormai svanito, la boiserie di pino chiaro in finto
mogano. Dietro le porte, alcune delle quali pannellate di
vetro satinato, c'erano gruppi di uffici disposti a circolo
attorno allo stanzone delle segretarie. Piccoli reparti, un
tempo identificati da targhe rimuovibili inserite su supporti
cromati fissati alle pareti. La maggior parte di esse erano
state rimosse.
Passai con metodo da un ufficio all'altro, aprendo i cassetti
delle scrivanie e gli schedari. Non c'era quasi niente.
Solo qualche cartella vuota. Tazze di caff sporche e rotte.
Carta da stenografia priva di scritte e una punzonatrice
arrugginita.
Trovai quella che doveva essere una zona comune. C'erano
due tavoli pieghevoli con il ripiano in linoleum e qualche
sedia, e uno spazio per i distributori di bevande. C'era una
bacheca per gli annunci con alcuni manifesti ingialliti sulla
sicurezza e qualche avviso. Sulla parete opposta, una teca per
i premi, da tempo ridotta in briciole e spogliata dei suoi trofei.
Ancora attaccate alla schiena di sughero della teca c'erano
tre fotografie 10 per 15 in bianco e nero arricciate e ingiallite
di squadre di bowling e giocatrici di softball. Le staccai e
me le infilai nella cintura sul retro dei pantaloncini.
Mi feci strada per il resto degli uffici e arrivai a un'officina.
Fissate al soffitto c'erano lunghe rotaie con travi a I che
sostenevano degli argani scorrevoli a catena utilizzati per
trasportare le materie prime e le parti assemblate. Enormi
lampade a incandescenza erano ingabbiate in alto, da un
capo all'altro delle canaline elettriche. Al centro, c'era una
mezza dozzina di banchi da lavoro, lunghi circa dodici metri
l'uno, allineati in ordinate file parallele. Lungo il perimetro,
macchine utensili e contenitori pressurizzati di varie forme
e dimensioni. L'officina sembrava nuda senza il sistema di
controllo distribuito - l'automazione informatica - a cui
avevo lavorato negli ultimi vent'anni. Niente sensori, sistemi
di controllo e di attivazione, enormi bobine rosse, tastiere o
CPU. Nessun segno del tardo Ventesimo secolo.
Da questa zona si accedeva ad altre tre aree dedicate alla
produzione. Sembrava che alla WB si potesse produrre pressoch
di tutto, e probabilmente provarono a farlo nell'incessante
ricerca della redenzione economica. Riconobbi compressori,
linee idrauliche, trasportatori, cernitori centrifughi,
contenitori per i componenti e macchine che tagliavano,
cucivano, piegavano, imballavano, impilavano e impacchettavano.
C'erano ampi spazi vuoti che avevano certamente
ospitato macchinari imbullonati al pavimento. Recuperati
o rubati da tempo.
Uscii di nuovo, socchiudendo gli occhi al sole velato. Mi
restava ancora un edificio da ispezionare. Come gli altri, era
fatto di mattoni rossi, ma era separato dal resto del complesso.
Attraversai di corsa il prato incolto e cercai un modo
per entrare. La porta d'ingresso era sbarrata, ma sul lato est
c'era una finestra aperta. Con un piccolo salto mi aggrappai
al davanzale e mi tirai su, atterrando nello spogliatoio del
custode. Era ancora ingombro di secchi, stracci per i pavimenti
e strumenti assortiti per la pulizia. Niente che valesse
la pena sgraffignare. La porta era chiusa a chiave, ma, con un
robusto calcio, cedette facilmente. Dall'altra parte c'era un
grande magazzino aperto. Attesi che i miei occhi si abituassero
alla penombra: come mi aspettavo, la stanza era quasi
vuota. C'era il relitto di un carrello elevatore a forca arrugginito,
mucchi di assi frantumate, file e file di scaffalature
metalliche, e qualche dozzina di fusti da quaranta litri. Il tutto
accompagnato da escrementi di gabbiano e odore di muffa
tipico dei luoghi bui e umidi.
Durante la corsa avevo sudato parecchio, quindi, mentre
mi aggiravo per le stanze fredde, la mia temperatura corporea
si abbass in fretta. Dovevo ricominciare a correre, quindi
scavalcai di nuovo la staccionata e ripresi il cammino da
dove l'avevo lasciato. A quel punto era giorno fatto, ma la luce
del sole, per quanto diffusa, non riusciva a scaldare l'aria.
Cominciai a sognare un caff caldo e ciambelle con i semi
di sesamo.
E Amanda Battiston come l'avevo vista quel giorno, mentre
si allontanava sulla spiaggia, i capelli spinti da un lato dal
vento, la schiena dritta e il viso carico di piani frustrati e
logore aspettative.
Mi chiam quando ero sotto la doccia. Me ne stavo in
piedi con il microtelefono Western Electric dei miei genitori
appoggiato all'orecchio a guardare l'acqua formare una
piccola pozzanghera ai miei piedi.
Roy  a New York e oggi  il mio giorno libero, disse.
Davvero.
Cosa pensi che dovrei fare?
Vai al 7-Eleven.
E poi che succeder?
Ti verr a prendere.
Come ti riconoscer?
Capelli grigi e neri, naso storto.
Quando?
Fra mezz'ora.
Cosa devo portare?
Incredulit differita.
Pensai che mi sarei dovuto rasare e che avrei dovuto
indossare una camicia pulita. Ero un po' preoccupato per la
Grand Prix: avevo ripulito il sangue dal sedile posteriore, ma
non avevo fatto granch per eliminare l'odore di cane gentilmente
offerto da Eddie, che adorava starsene sdraiato in giro
per la macchina anche quando era parcheggiata nel vialetto
d'ingresso. Il tintinnare delle chiavi della macchina bastava a
gettarlo in uno stato euforico di gioiosa aspettativa.
Okay, ma dovrai sederti dietro.
Amanda era sull'appiccicaticcio marciapiede fuori dal 7-Eleven;
indossava una giacca a vento blu, una gonna gialla e
un paio di Reebok. Teneva le mani giunte, con le dita intrecciate,
e si guardava intorno come se si aspettasse un miracolo improvviso. Invece, tutto ci che ebbe fummo io ed Eddie.
Accostai e lei sal in fretta sulla Grand Prix. Notai per la centesima
volta le sue gambe deliziosamente abbronzate.
Giusto in tempo, disse.
Ho avuto tutta la mattina per esercitarmi.
Si allung all'indietro e diede una scrollatina alle orecchie
di Eddie.
Cane da guardia?
Parassita.
Era luminosa ed entusiasta. Sentii il bisogno di guadagnare
terreno.
Caff?
Mi ero fatto riempire un thermos al bar all'angolo.
Certamente, rispose come se le avessi appena offerto un
giro sul mio jet privato.
 di buon umore, signora Battiston.
Non sono alla banca. Metterebbe chiunque di buon
umore.
Pensavo ti piacesse il tuo lavoro.
Amo il mio lavoro. Ma adoro i mercoled.
Sentii che la sua presenza riempiva l'abitacolo della macchina.
Vers il caff per tutti e due.
Dove si va?
Signore, non sappiamo dove vai. Come possiamo conoscere
la via?
La condussi su a North Haven, dove prendemmo il South
Ferry fino a Shelter Island. Per qualche ora lasciai la Grand
Prix sferragliare attorno alle dolci colline e alle ombreggiate
curve dell'isola, fermandomi per una capatina nella riserva
faunistica per dare a Eddie l'opportunit di stanare le specie
a rischio. Poi ci fermammo a Ram's Head per guardare gli
ultimi e pi accaniti velisti della stagione ancorati al largo di
Coecles Harbor. Infine, prendemmo la strada per Sunset
Beach, dove pranzammo nella terrazza sul tetto.
Quando arrivarono le insalate mi decisi finalmente a farle
qualche domanda.
Allora, dove abitavi da bambina?
North Sea, rispose senza esitazione, pensavo lo sapessi.
Pu darsi, ma la memoria non  mai stata il mio forte.
Nel nord di North Sea. Quasi a Noyack. Proprio vicino a
te. Perch?
Forse  per questo che andiamo d'accordo. Condividiamo
la stessa suscettibilit di North Sea.
Pi suscettibile del resto di Southampton, se vuoi la mia
opinione.
Te l'ho offerta su un piatto d'argento.
Proprio cos.
Hai venduto la casa?
Scosse la testa mentre masticava un boccone di insalata.
No, Roy pensava che avremmo dovuto cercare di affittarla.
Per  stato paziente, non ha fatto pressioni. Devo
sgombrarla, ma non me la sento ancora.
Non dovrei ricordartelo.
Non fa niente.
Per il resto del pranzo parlammo d'altro, ma, quando ci
portarono il conto, ebbe un'idea.
Ci siamo passati accanto venendo qui, disse. Vuoi
andare a dare un'occhiata?
La cosa non ti turba?
Penso di no. In realt mi piacerebbe vederla. Molto presto
tutto cambier per sempre. Tutto cambia.
Entropia.
Come dici tu, signor MIT.
Gli addetti al traghetto ebbero il loro bel daffare con la
Grand Prix, ma alla fine riuscirono a farla salire a bordo: tutta
quella lamiera intimidisce i pi giovani. Pensai che mi
avrebbero fatto pagare un extra per lo sforzo. Gli operai che
andavano al lavoro su furgoni e pick-up la apprezzarono
di pi.
389?
400. A trazione integrale, cambio a 4 marce Hurst. Di
una Pontiac GTO del '67.
Per.
Amanda sembrava apprezzare quelle attenzioni.
Nessuno sbava mai per la mia Audi.
Almeno finch non vedono la guidatrice.
Non ricordavo con esattezza in quale laterale di Noyack
Road dovevo svoltare. Nemmeno Amanda.
S. No. Un po' pi in l. Gira. Aspetta un minuto. Okay,
prendi per di qua.
Alla fine trov la laterale giusta e poi dovemmo trovare
la strada che portava verso la costa.
Okay, vai avanti. Di qua.  questa? Non puoi saperlo,
giusto. Il navigatore sono io. Prosegui.
La Grand Prix era fantastica con questo genere di guida.
A passo d'uomo. Nessuna percezione della velocit, il motore
che gorgogliava a 8 chilometri l'ora.
 qui vicino. Riconosco le case. Pi o meno.
Quanto  passato?
Poco meno di un anno. Se stessi guidando io, andrei dritto
per di qua. Ecco.  quella.
Mi diressi lentamente verso una casa bianca a un solo
piano. C'era un vialetto di sassi bianchi e ghiaia grigia, ma
niente garage. Il rivestimento era di asbesto vecchio stile,
lavorato per sembrare cedro. C'erano alcuni tassi allampanati,
che erano stati piantati quando erano state gettate le
fondamenta della casa, un viottolo di ardesia che conduceva
alla porta d'ingresso ma niente cassetta della posta. Proseguii
a passo d'uomo sulla ghiaia.
Che ne pensi? mi chiese.
Un classico del North Sea. Un po' di manutenzione non
guasterebbe.
Si avvicin al parabrezza per vedere meglio.
Effettivamente. Il prato  stato tagliato, ma gli arbusti
non vengono potati da tempo. Io e mia madre abbiamo
piantato quella sanguinella l davanti. Si sporse dal finestrino.
Non era pi alta di cos, e adesso guarda com' diventata
grande.
Accanto al vialetto c'era un cancello bianco la cui sommit
incurvata era ricoperta di edera e di rami secchi di clematide.
Nel cortile posteriore c'erano rose rampicanti che
sembravano una rete aggrovigliata gettata alla rinfusa su una
staccionata distrutta.
Andiamo a dare un'occhiata.
Amanda salt fuori dall'auto e corse alla porta d'ingresso.
Una volta l, si ferm confusa. La chiamai dalla macchina.
Hai le chiavi?
Ovviamente no.
Mi segu mentre mi dirigevo sul retro della casa. Una scaletta
conduceva alla porta posteriore, che aveva una finestra
da cui si poteva vedere all'interno della cucina. Amanda mise
le mani a coppa e guard attraverso il vetro.
Ha sempre lo stesso aspetto, disse. Del resto, non vedo
perch non dovrebbe.
D'istinto, controllai la maniglia. Chiusa a chiave, ovviamente.
La mia chiave  a casa, disse Amanda.
Accanto alla scaletta posteriore c'era una porta a ribalta
Bilco. Provai anche quella, si apr. La porta di fronte alle scale
aveva una serratura, ma non sembrava troppo salda. Progettata
pi che altro per una porta interna. Estrassi le mie
chiavi e ne infilai una nella serratura. Il meccanismo era
allentato, ma non avrebbe ceduto. Allora tirai fuori il mio
coltellino svizzero e scelsi il cacciavite piano, con opzione
apribottiglie. Amanda non proferiva parola, ma potevo sentire
il suono delle sue preoccupazioni represse. La serratura
si arrese ben presto alla tecnologia svizzera.
Ecco perch  utile portare con s un ingegnere.
Per scassinare ed entrare?
Questa  casa tua. Sei autorizzata a scassinare.
Mi segu nell'umido seminterrato. C'era odore di compostaggio.
Trovai un interruttore e accesi la luce. Sobbalzammo
entrambi. Dovetti ricordare a me stesso e a lei che a
casa non c'era nessuno.
La presi per mano e la condussi su per la scala. La sua presa
era sicura e il palmo della mano liscio e secco. Si lasci trascinare
senza opporre resistenza.
Rovistammo in giro come una coppia di acquirenti, con
Amanda che ovviamente seguiva i percorsi di una vita intera.
La cucina era in ordine, ma stranamente vissuta. Nei pensili
e nei cassetti in finto stile coloniale c'erano piatti e cibi
non deperibili. Il frigorifero era spento. I piani di lavoro erano
rivestiti di formica verde limetta. La cucina era stata pulita
da cima a fondo, e tuttavia nell'aria aleggiava l'odore di
casa vuota. Entrammo in salotto e trovai il termostato. Lo
portai a 20 gradi e la caldaia si accese. Abbassai di nuovo la temperatura
per farla spegnere.
La seguii per uno stretto corridoio che portava alle stanze
da letto. Dovetti accendere le luci dell'ingresso per vedere
dove stavo andando e mi ci volle un po' per trovare l'interruttore.
Amanda mi stava cos vicina che, se mi fossi mosso
troppo in fretta, l'avrei urtata. Da dove ci trovavamo si vedevano
le porte di quattro piccole stanze da letto.
Qual era la tua?
Era dipinta di azzurro e ingombra di mobili, bambole e
animali di pezza. Alcuni sembravano quasi nuovi.
Ti piaceva circondarti di amici? chiesi.
La fanatica delle bambole era mia madre. Vieni a vedere.
Una delle camere era stata convertita in una piccola
stanza da cucito, con al centro un'asse da stiro. Un ferro da
stiro era appoggiato su un pezzo di stoffa di percalle. Lungo
le pareti erano allineati tavoli e mobiletti. Tutte le superfici
orizzontali della piccola stanza erano piene di grandi
bambole di pezza a vari stadi di realizzazione. Lo strano
aspetto di quegli inanimati volti sorridenti mi colse impreparato.
Dio.
Capisci cosa intendo?
Amanda prese una delle bambole e la esamin, ravvivandole
i capelli e sistemandole l'abito.
Aveva molto talento. La maggior parte di loro probabilmente
sarebbe andata in beneficenza, ma quando ero piccola
ci hanno aiutato a tirare avanti. Saresti sorpreso di sapere
quanti adulti collezionano bambole.
Non aveva un altro lavoro?
Alla WB. Non lavoravano tutti l? Almeno finch non ha
chiuso.
Anche tuo padre?
Questo  quello che ha sempre detto la mamma. Non
ricordo. Ero troppo piccola quando  morto.
Pensai alla mappa aerea di Jackie che mostrava il mio cottage
sulla punta di Oak Point, proprio fuori dei muri invisibili
che circondavano il regno della WB. Invisibile ai miei
occhi, perch non c'era ragione per sapere che era l. Non
era il mio mondo. Non la vidi mai, perch guardavo sempre
all'esterno, cercando di spezzare i legami gravitazionali che
mi tenevano stretto a questo posto, alla mia vita qui, alla vita
dei miei genitori e al mio doloroso desiderio di essere altrove.
Non la conoscevo perch non mi interessava. Non facevo
attenzione. Quando fui in grado di percepire le dimensioni
del mondo, ero gi in altri luoghi. E poi, quando
cominciai a oziare in pensione, il solo luogo che trovai fu
nella mia mente, il prodotto della mia negligenza. Ma qui
attorno c'era qualcos'altro, qualcosa che non avevo creato io.
Qualcosa che era stato qui prima, e che ancora non se n'era
andato, un mondo a parte, dove vite intere erano state vissute,
dove erano stati fatti dei programmi e frustrate delle
ambizioni. Un luogo che il tempo aveva distrutto, e che nonostante
questo era pi reale di quanto la mia immaginazione
potesse mai evocare per consolare la mia anima esausta.
Un luogo che aveva ucciso Regina Broadhurst.
Qui  dove l'ho trovata, disse Amanda. Proprio qui sul
pavimento. Il che non  strano, immagino, perch  qui che
passava tutto il suo tempo.
Senza pensarci sollevai il ferro da stiro e lo annusai.
Un attacco di cuore?
 quello che hanno detto. Avremmo potuto farle un'autopsia,
ma a me non piaceva l'idea. Roy fu d'accordo. Che
differenza fa, ha detto, come  morta?
Diedi un'occhiata pi da vicino al vecchio ferro da stiro.
Era davvero vecchio, pesantissimo, con la maniglia di plastica
nera. Il filo era coperto di tela con i segni bianchi delle
bruciature. Anche la spina era piuttosto vecchiotta, tanto che
bastava guardarne il fondo per vedere com'era collegata.
Hai mai visto tua madre controllare il ferro per provare
se era caldo? le chiesi.
Riflett per un momento.
Be', immagino lo facesse.
Lo teneva con la mano destra, si inumidiva l'indice sinistro
e toccava leggermente la piastra, cos. Psst.
Amanda annu come se stesse ricostruendo la scena nella
sua mente.
Perch?
Mia madre lo faceva sempre. Sembrava un gesto cos
sconsiderato. Ma  cos che facevano quelle della generazione
dei nostri genitori. Lo avevano imparato dalle loro madri,
che scaldavano il ferro sulla stufa.
Ho sempre lasciato che ci pensassero quelli della lavanderia.
Cos fanno quelle della mia generazione.
Mi condusse di nuovo in salotto, dove trascorse qualche
minuto a guardarsi attorno e a sollevare oggetti dai tavoli e
dalle mensole ai lati del caminetto. Non avevo conservato
nessuna delle cose dei miei genitori. Prima che mia madre
morisse pensavo lo avrei fatto, ma poi, quando accadde, volli
solo liberarmene.
Hai ragione su tua madre, le dissi.
Cosa intendi?
Mi sarebbe piaciuta.
Ne sono certa. Piaceva a tutti.
A tutti tranne che a Regina.
A tutti tranne che a lei.
Pronta?
Pronta.
Uscimmo dalla porta della cucina.
Vai avanti. Chiudo io.
Lasciai che Eddie ispezionasse il cortile per qualche
minuto mentre Amanda si sistem di nuovo nella Grand
Prix. Si lasci scivolare nel vecchio sedile di pelle e si appoggi
contro il poggiatesta.
Finch non siamo usciti  andato tutto bene. Adesso mi
sento assalire da ogni genere di emozione.
Sto pensando a un liquido trasparente in un bicchiere.
Con ghiaccio.
Come minimo.
Recuperato il senso dell'orientamento, trovai ben presto
anche il mio percorso dello jogging dietro alla WB. La Grand
Prix procedeva lungo le profonde buche della strada di sabbia
come una littorina e in cinque minuti fummo di nuovo
al mio cottage.
Mi preparai una vodka con ghiaccio, mentre Amanda
opt per un gin tonic.
Non ho pi l'et, ma che importa.
Estrasse una bottiglia di acqua tonica da un pensile della
cucina e subito la fece cadere a terra. Prima che potessi fermarla,
raccolse la bottiglia di plastica, la tenne stretta sotto
il braccio e svit il tappo, sparando fuori uno spruzzo schiumoso
che le inond la parte superiore del corpo e quasi tutta
la mia cucina.
Oh merda, oh merda. Appoggi la bottiglia e and a
lavarsi le mani. Hai qualcosa per pulire? Mi dispiace molto.
Sono fradicia.
Le allungai uno strofinaccio e, mentre si asciugava le
mani, asciugai quella devastazione con un rotolo di carta da
cucina.
Spero che questa roba sia impermeabile, disse guardandosi
la giacca a vento. Sganci gli automatici e io la aiutai
a togliersela. La camicia gialla era incolume. Al di sotto, i
seni si muovevano liberamente, senza impedimenti.
Devo risciacquarla.
Dovrei accendere il fuoco.
Tu lo attizzi e io risciacquo.
Quando Amanda usc dal salotto con in mano la giacca a
vento bagnata e il sofferto gin tonic, avevo acceso la stufa.
Appesi la giacca allo schienale di una sedia e la avvicinai al
fuoco. Amanda si accoccol vicino al bracciolo del divano,
mentre io mi sedetti a terra.
 stata una giornata meravigliosa, disse.
Sar ancora giorno per un'ora o due.
Dopo questo drink dovrei andare.
La tua giacca a vento deve asciugarsi.
Dopo che si sar asciugata.
Arrotol le maniche della camicia e pieg il colletto
all'ins. Sbotton un bottone. Not che l'avevo notato.
Non mi importa, disse.
Cosa?
Se guardi. Sbotton un altro bottone e apr la camicia
gialla quel tanto che bastava per scoprire l'abbronzatura ormai
svanita. Almeno so che sei interessato.
Lo sono.
 tutto?
Pi che interessato.
Ma.
C' Roy...
 questo il motivo?
Probabilmente no. Anche se lui non conta granch.
Eppure, neanche questa sarebbe una ragione sufficiente.
Sufficiente per uscire insieme?
Gi. Sufficiente per uscire insieme.
Lasci cadere la cosa, e gliene fui grato. Non avevo voglia
di darmi troppe spiegazioni. Soprattutto perch in realt
non avevo spiegazioni da dare. Sapevo che ce n'era una, solo che non riuscivo a formularla. O non volevo provarci.
Comunque, era passato molto tempo. Forse avevo solo paura.
Forse era questo che non avevo voglia di spiegare.
La riportai al 7-Eleven con la sua giacca a vento asciutta.
Lungo il tragitto scambiammo solo qualche parola, mi piacque
guidare in silenzio. Fumai una sigaretta, mentre lei chiuse
gli occhi e se ne stette l seduta: l'immagine della perfezione
femminile. Per fortuna, era troppo tardi per fare retromarcia
e tornare al cottage.
Mi piaci, Sam, disse uscendo dall'auto. Che tu lo voglia
o no.
Non sono certo di cosa voglia dire.
Allora improvvisiamo.
Potrei essere stonato.
Rise e poi si sporse all'interno dell'abitacolo e mi baci.
Questo lo avevo capito.
Di ritorno al cottage, passai accanto alla casa della madre
di Amanda. Rientrai dalla porta della cucina, che avevo lasciato
aperta, e presi un sacchetto di plastica dal ripostiglio
delle scope. Feci una gitarella nella stanza del cucito, presi il
ferro dall'asse da stiro, avvolsi il cavo e lo feci cadere nella
borsa.
Poi scesi nel seminterrato alla ricerca del quadro elettrico.
Trovai vecchi interruttori collegati ai fusibili originali.
Uno degli interruttori era uscito dal suo alloggiamento, lo
rimisi al suo posto e tenne. Estrassi il mio coltellino svizzero
e svitai il pannello frontale dalla scatola. Constatai di avere
un enorme bisogno di occhiali da lettura per fare lavori di
fino, specie con poca luce. Quando finii di rovistare tra i fili,
rimisi tutto a posto. Poi seguii uno dei cavi dalla scatola
elettrica, lungo il soffitto, fino a un punto da qualche parte
fra le stanze da letto. Prima di lasciare il seminterrato, sollevai
il chiavistello nella parte inferiore della porta. Richiusi la
porta della cucina.
Gettai il ferro da stiro nel bagagliaio dell'auto, poi tornai
a casa e giocai a palla con Eddie finch non si fece buio. Ero
felice di avere finalmente la notte a mia disposizione per
starmene l seduto a bere e a guardare le creste bianche delle
onde danzare attraverso la baia di Little Peconic mentre i
venti sud-occidentali si arrendevano davanti alle correnti
pi forti e fredde da nord. Volevo ponderare bene le cose, e
invece mi trovai a lottare contro immagini di bambole dagli
occhi spalancati e di pelle liscia e olivastra, dal tocco di seta
e profumata di possibilit.
Il mattino dopo estrassi il ferro da stiro dal capiente bagagliaio
della Grand Prix e me lo portai, insieme a una tazza di
caff, nel seminterrato dove mio padre aveva costruito un
piccolo tavolo da lavoro illuminato da una potente lampada
da disegno. Inforcai gli occhiali da lettura.
Il ferro poteva avere quarantanni. Il manico era fatto di
pesante plastica nera, simile a bachelite. Le teste delle viti
preinstallate erano state martellate: il ferro era stato aperto
almeno una volta, forse di recente, a giudicare dai lucidi graffi
di metallo sulle teste delle viti. Le svitai ed estrassi il corpo
del manico dalla base cromata in modo da poterci guardare
dentro. L'odore di materiale isolante bruciato che avevo
sentito prima, adesso era molto pi forte. Abbassai ancora
un po' la lampada e smontai il piccolo cablaggio che portava
energia attraverso gli interruttori e il reostato, e poi nella
base del ferro, il cui unico compito era quello di diventare
rovente e far bollire un po' d'acqua per emetterla in forma
di vapore attraverso file di piccoli fori. Un pezzo di filo
di rame Romex, piuttosto pesante, collegava la presa di terra
del cavo di alimentazione a una colonnina filettata saldata
alla base che assicurava la testa di una vite del manico. Il
cavo originale e il nuovo pezzo di Romex erano parzialmente
anneriti, ma non del tutto bruciati. Il logo del produttore
e le istruzioni per l'uso del ferro erano stampati su una
pesante piastra di metallo, probabilmente alluminio, avvitata
alla plastica nera, proprio sotto il manico stesso. Aiutandomi
con un lungo cacciavite scavai a fondo fino a trovare il
punto in cui un altro pezzo di cavo era stato saldato ai fili di
una vite che teneva ferma la piastra.
Riassemblai il ferro, lo collocai in posizione verticale e lo
collegai a una presa collegata a un circuito da quindici ampere
che serviva a illuminare il tavolo da lavoro e il seminterrato.
Avevo due grossi cacciavite con i manici di plastica. Li
avvolsi in vecchi pezzi di camere d'aria per ottenere un ulteriore
strato isolante. Tenni un cacciavite contro la piastra del
logo e appoggiai l'altro alla base del ferro da stiro.
Bam!
Anche con l'isolante, quindici ampere erano stati sufficienti
a far schizzare le mie mani dal ferro da stiro e a produrre
un rumore abbastanza forte da svegliare Eddie. Alla
luce grigia e diffusa che entrava dalla finestra del seminterrato
riuscii a vedere le volute di fumo uscire dai fori alla base
del ferro da stiro.
Staccai la spina, mi accesi una sigaretta e bevvi un sorso
di caff. I miei occhi si abituarono alla debole luce.
Riaccesi l'interruttore e andai di sopra, poi uscii di nuovo
per giocare ancora un po' con Eddie. Da qualche parte
Sull'Atlantico, un uragano stava soffiando venti a una trentina
di nodi sull'East End. La baia era un vivaio per pesci
increspato di acqua grigia e nera, e schiuma biancastra. I
venti erano caldi e il loro profumo ne richiamava le origini
tropicali, che stonavano con la luce autunnale e le giornate
di ottobre rosso-arancio. Al largo, un surfista solitario veleggiava
sulla maretta come un insetto acquatico impazzito.
Provai invidia per quel suo folle abbandono.
Troppo giovane per sapere che l'eccitazione per il volo pu tramutarsi ben presto in catastrofe.
...
.
...
Capitolo sesto.
...
.
...
La societ per cui lavoravo creava ricchezza dal nulla. Possedevamo
grossi impianti di lavorazione che risucchiavano
l'atmosfera e pompavano fuori vagoni di ossigeno puro, azoto
ed elio. Producevamo idrogeno dall'acqua e fertilizzante
dal gas naturale. Convertivamo il petrolio grezzo in additivi
per la benzina, pavimentazioni stradali e intelaiature di plastica
per televisori e forni a microonde. Sebbene facessimo
un uso elementare delle risorse naturali, avevamo bisogno di
tecnologie altamente avanzate, di ricercatori e ingegneri per
mantenere un vantaggio competitivo nei confronti di altre
ciclopiche societ che facevano la stessa cosa. Questa competenza
tecnica era cos vasta e sofisticata che i manager della
societ cominciarono a considerarla - non a torto -un
vero e proprio prodotto di valore. Cominciammo a concedere
licenze per tecnologie di lavorazione e produzione coperte
da copyright. Poi passammo al servizio tecnico e al
supporto presso il cliente. Alla fine, frazionammo quasi tutto
ci che facevamo e lo smerciammo a chiunque non fosse
in diretta concorrenza con le nostre divisioni principali. La
pollinazione incrociata delle idee fu un beneficio collaterale
inatteso: mentre vendevamo le nostre risorse, ci impadronivamo
di alcune delle loro. Questo rafforz ulteriormente la
nostra capacit di sviluppare nuove tecnologie per il fronte
interno e di stimolare lo sviluppo di prodotti che i nostri
reparti operativi non avrebbero mai immaginato n tanto
meno prodotto. Vendemmo strumenti, robotica, software,
programmi di formazione e valorizzatori di efficienza di
combustione, come il SAM-85. E un sacco di puro e semplice
know-how. Nel cassetto di destra della mia scrivania tenevo
una piccola pila di CD contenenti dati che la gente pagava
100.000 dollari solo per poterli visionare sul mio portatile.
Se volevano il disco, dovevano sborsarne altri 900.000.
Questo era il mio ruolo in azienda. Non era semplice, ma
mi pagavano un sacco di soldi per farlo.
Alla fine, la gente si cominci ad accorgere che la nostra
divisione non era pi solo una voce nel capitolo spese generali,
ma era diventata una vera e propria impresa autofinanziata,
e poi una fonte di profitto primario. Meglio ancora,
dimostrammo che anche un'azienda che campava da cent'anni
sull'aria, l'acqua e la luce del buon Dio, poteva essere
all'avanguardia tecnologica. Dal momento che io avevo contribuito
a realizzare tutto questo, ero uno dei pochi in azienda
a sapere come farlo. La cosa aveva conferito non poco al
mio prestigio, il che non era secondario ai fini della carriera.
Molti godevano di un prestigio ben maggiore del mio,
sebbene spesso causassero pi danni che benefici all'azienda,
e questo perch si poteva ottenere prestigio con altri
mezzi che non fossero la produzione di profitti o la buona
volont. Questo meccanismo prende spesso il nome di politica
aziendale, ma la verit  un'altra: sono le caotiche dinamiche
del comportamento sociale su larga scala.
Alcuni tentarono di cavalcare il successo della nostra
divisione per associazione. Altri cercarono di boicottarlo a
ogni occasione. La maggior parte dei manager di livello pi
alto che non se ne sentivano minacciati trovarono il modo
di brillare di luce riflessa. Un piccolo articolo su Fortune ci
regal un po' di approvazione esterna e attir l'attenzione
del consiglio di amministrazione.
L'attempata segretaria che gestiva gli appuntamenti dei
presidenti del consiglio di amministrazione dall'inizio degli
anni Cinquanta mi scrisse attraverso il sistema di messaggeria
interna. Mai posta elettronica. Mi disse che ero sull'agenda
dell'incontro mensile del consiglio di amministrazione
per le sette e trenta del mattino di marted. Era un invito
in piena regola. La sala del consiglio si trovava all'ultimo piano
del quartier generale dell'azienda, sulla Settima Avenue.
A quell'altitudine, potevi letteralmente guidare l'azienda in
mezzo alle nuvole.
Dopo aver superato un metal detector, si prendeva un
ascensore speciale azionato da un addetto che spingeva il
tasto del piano al posto tuo. Sfoggiava un piccolo auricolare
e un volto inespressivo. L'interno della cabina dell'ascensore
era rivestito di acciaio inossidabile che, durante la lunga salita,
ti obbligava a contemplare un'immagine di te stesso vagamente
distorta. Nella parte superiore era montato un altoparlante
da cui usciva una musica di Vivaldi. L'ascensore si
ferm delicatamente e potei sentire l'accelerazione raccogliersi
attorno ai miei piedi e salire lungo tutto il corpo. L'addetto
mi accompagn in un atrio tappezzato di moquette
grigio scuro dalle pareti color vinaccia decorate di mogano
honduregno lucidato e oliato a mano. In qualche modo erano
riusciti a portare Vivaldi fin lass. Alle pareti si riconoscevano
alcuni Impressionisti e due giganteschi vasi decorati
con dragoni e cinesi in abiti eleganti. Una donna molto alta
e molto bianca con i capelli raccolti in uno chignon sulla
nuca comparve dal nulla e mi chiese se volevo una tazza di
caff. Alla mia risposta affermativa, scomparve di nuovo.
L'addetto all'ascensore era sempre l in attesa con il suo
ascensore, una mano sul tasto di apertura e l'altra comodamente
affondata sul davanti della sua giacca sportiva. Mi
domandai se non stessero suonando Vivaldi anche nel suo
auricolare. Non c'era dove sedersi, quindi continuai a camminare
nell'atrio finch la donna non ricomparve con una
tazza di cristallo piena di caff nero.
Quando ne ebbi preso un sorso, gir sui tacchi e io la
seguii per un lungo corridoio che portava alla sala d'attesa
antistante la stanza del consiglio di amministrazione. Mi
accomodai su una poltroncina, mentre lei prese posto a un
tavolo di due metri per tre finemente intarsiato che serviva
da banco della reception. Un prato di pelle verde ne ricopriva
la superficie. Aveva una consolle telefonica nerofumo e un
portatile dello stesso colore, aperto accanto. Niente pi Vivaldi.
Il silenzio era cos profondo che se fosse caduto uno
spillo ti avrebbe spaccato le orecchie. Cercai di sentire il battito
del suo cuore dall'altra parte della stanza, ma udii solo
il mio. Sbottonai la giacca e mi accomodai all'indietro sulla
poltrona, appoggiai la testa contro il muro, e chiusi gli occhi.
Cercai di riempire la mente di soporifere immagini di auto
sportive, mari tropicali e donne che avrei volentieri visto
senza vestiti. Funzion cos bene che mi addormentai e fui
avvolto ben presto in un frenetico sonno REM. I miei sogni
erano convulsi e incoerenti, ma non spiacevoli. Sentii qualcuno
chiamarmi per nome, Sam, diverse volte e, quando
aprii gli occhi, lo sguardo mi si pos su un ettaro di tappeto
persiano al di l di una doppia porta che conduceva nella
sala del consiglio di amministrazione. Uno dei tizi era in piedi
nell'ingresso, teneva aperte le porte e chiamava il mio
nome con calma e divertita insistenza.
Ti abbiamo fatto fare una levataccia? chiese quando lo
superai per entrare nella sala riunioni.
Le sette e mezzo sono una barbarie, risposi.
Mi diede una pacca sulla schiena.
Hai sempre la battuta pronta, disse con quel tono benevolo
che un professore usa con il suo studente prediletto, il
che in qualche modo era vero.
La sala del consiglio di amministrazione aveva pareti di
vetro su tre lati e, entrando, si incappava nell'estremit di un
lungo tavolo al capo opposto del quale - uno o due chilometri
pi in fondo - sedeva il presidente, George Donovan.
I lati del tavolo erano occupati dai direttori interni e da qualche
consigliere esterno, che si presentava per una questione
puramente formale. Davanti a ciascuno, una cartellina di
pelle marrone, chiusa. All'interno c'era l'ordine del giorno,
che avevano avuto cura di celare prima del mio ingresso. Mi
guardarono con il benigno disinteresse dei carnivori che
hanno appena divorato una preda. Combattei contro l'impulso
di declinare nome, qualifica e numero di matricola.
Ehil, Sam, disse George.
Ciao, George.
Perch non prendi una sedia e ti accomodi? Ti hanno
offerto del caff?
Grazie. Sono a posto. Sollevai la tazza mezza vuota.
Circumnavigai il tavolo verso destra e sedetti sulla prima
sedia che trovai libera. Louise Silberg, vicepresidente, settore
finanza e amministrazione, era alla mia destra. Jason Fligh,
presidente dell'Universit di Chicago e unico uomo di colore
nel consiglio, sedeva alla mia sinistra. Entrambi mi strinsero
la mano e mi sorrisero amabilmente. Mi piaceva Jason, mentre
Louise era brutta da far paura. Equa divisione.
Come sta Abigail? chiese George.
Sta bene, grazie.
Deliziosa ragazza.
Gi.
I pezzi grossi delle grandi aziende sono imbattibili in
questo. Ricordano i nomi di tua moglie e dei tuoi figli. Al
contrario, a me non veniva in mente nulla di sua moglie,
sempre che ne avesse una. Non gli chiesi di lei. Non sembr
importargli.
Abbiamo revisionato i conti trimestrali, disse e, con
tempismo perfetto, tutti i consiglieri aprirono le loro cartelle
marroni ed estrassero un documento di analisi contabile.
Prima della riunione ho chiesto agli uomini di Joe Felder di
dare un'occhiata agli ultimi dodici trimestri e di fare un raffronto
della performance del Servizio e Supporto Tecnico
rispetto agli aggiustamenti nelle norme delle altre divisioni.
Mi guard al di sopra delle sue mezze lenti bordate di plastica.
Indovina un po' come siete andati, disse, e si guard
intorno per vedere se qualcuno avrebbe arrischiato una
risposta. Nessuno abbocc. Sentivo Jason mormorare fra s
e s, come se fosse stato colpito da una rivelazione. Siccome
non credevo che George volesse una risposta da me, attesi.
Dannatamente meglio, disse, appoggiandosi indietro
sulla sedia per dare un'altra occhiata ai presenti. Dimentica
le percentuali. Diciamo solo che i risultati sono oltre le
aspettative.
Alcuni dei direttori interni gestivano una propria divisione,
enormi imprese pi simili a citt-stato che ad aziende.
Erano la nobilt terriera della societ. I sopravvissuti della
grande scalata. Obsoleti, ma certi dell'equilibrio della loro
vita lavorativa. Eppure, quando fu chiaro che la mia piccola
divisione stava generando dei risultati decenti, mi attaccarono
tutti. Sempre senza successo. Le loro espressioni erano
neutre.
Essere piccoli aiuta, dissi al gruppo. Stavo cercando di
dire a quei tizi che George stava facendo tutto da solo. Ero
un topolino davanti agli elefanti, e lo sapevo.
S, certo, disse il presidente, ma  redditizio. Estremamente.
Lo apprezziamo molto.
Gorgoglii di consenso attorno al tavolo. Bevetti un sorso
di caff e mi appoggiai all'indietro sulla sedia. L'estate stava
finendo e un intruglio stregonesco di scarichi di auto, fumi
industriali e foschia marina copriva New York come un
asciugamano caldo. Lo guardai attraverso le alte pareti di
vetro. Per quanto fossimo in alto, c'erano edifici pi alti del
nostro che ostruivano quella che sarebbe stata una vista perfetta
sull'Hudson. Oltre il fiume, il New Jersey era una protuberanza
indistinta.
Gi in strada, la gente era meno vestita e pi irritabile del
solito, e sgomitava nell'aria densa e maleodorante con visi
arcigni e implacabili. All'orizzonte, nuvole nerofumo minacciavano
pioggia. Sullo sfondo scuro, un 747 diretto a Newark
si stagliava come un brillante uccello bianco.
Sam, hai sentito quello che ho detto? mi stava chiedendo
George.
Sulla nostra redditivit. Sicuro.  stata piuttosto buona.
No. Sull'opportunit.
Opportunit? No, temo di non aver sentito quella parte.
George alz gli occhi al cielo.
Come va l'udito, Sam?
Immagino non bene come un tempo.
George fece cadere sul tavolo una pila di rapporti con
sdegno enfatico.
Ebbene, stiamo parlando di questo, Sam. Un'opportunit.
Per l'azienda. Per te.
Ah.
Il modo migliore per incidere sul valore delle azioni,
disse Mason Thigpin, l'avvocato dell'azienda che sedeva di
fronte a me.
Cercai di immaginare Mason da adolescente, o magari da
studente universitario. Aveva circa cinque anni meno di me,
ma sembrava molto pi vecchio. I capelli avevano abbandonato
gran parte del suo cranio, lasciando dietro di s una
chierica monastica di irsuti riccioli grigi. Era sovrappeso di
almeno quindici chili, il che in realt gli spianava le rughe
del viso, oltre a regalargli un sacco di anni in pi. Portava
spessi occhiali con la montatura di corno. Questo aspetto mi
incuriosiva. Lo immaginavo dall'optometrista, mentre pescava
questi occhiali fra migliaia di possibilit, scegliendo,
suo malgrado, proprio il paio che avrebbe chiaramente confermato
la sua devozione alla noiosa aridit del suo lavoro.
Mi sforzai di concentrarmi su ci che George Donovan
stava dicendo.
Mi stava spiegando il futuro della mia divisione. Si esprimeva
in termini di opzione, di soluzione possibile, non
ancora definitiva, anche se tutti i presenti capivano il linguaggio
abbastanza bene da riconoscere un affare concluso.
La direzione aziendale era organizzata sul modello della
monarchia inglese delle origini. George aveva bisogno del
sostegno dell'aristocrazia, ma ogni decisione era unilaterale
e assoluta.
Mi sorridevano tutti. Tutti tranne Mason. Erano compiaciuti.
Avevo realizzato grandi cose. Mi era stato conferito
il riconoscimento. Mi veniva concesso un dono regale. George
incroci le braccia e si sporse in avanti sul tavolo per ricevere
la mia approvazione pr forma e passare al punto successivo
all'ordine del giorno.
Jason mi strinse la spalla con un gesto di congratulazione
affettuosa. Louise sorrise con le labbra serrate. La donna
allampanata che mi aveva accolto fuori dall'ascensore entr
con un vassoio di caff caldo, offrendo un piccolo diversivo,
quindi George mi chiese di parlare.
Mi spiace, Sam, disse, immagino che anche il mio udito
cominci a fare cilecca. Cosa hai detto?
Qualunque cosa dissi, la ripetei, ma ancora non abbastanza
forte perch Donovan la sentisse dall'altro capo della
stanza. E comunque non stavo parlando con lui, ma con
Mason Thigpin, dall'altra parte del tavolo della sala riunioni.
Mi rispose qualcosa, non ricordo nemmeno questo,
anche se credo sia nel verbale del procuratore distrettuale.
Per ricordo di essermi sporto all'improvviso attraverso il
tavolo e di aver afferrato Mason per il grosso nodo Windsor
che aveva stretto attorno al collo. Ricordo di aver serrato il
pugno destro e di aver sentito Louise Silberg strillarmi nelle
orecchie.
Non fu difficile trovare la casa di Jackie Swaitkowski nel
boschetto di querce sopra Bridgehampton. Bastava contare i
vialetti a partire dalla grande quercia con la gigantesca cicatrice
a met del tronco. Mi feci strada gi per il lungo e sporco
vialetto di ghiaia e parcheggiai la Grand Prix accanto al
suo pick-up. Afferrai il mio caff, infilai in tasca le sigarette
e suonai il campanello.
Dalla porta uscirono fumo di marijuana, i Nirvana e Jackie
Swaitkowski, che non rovin fra le mie braccia solo perch
si teneva saldamente al pomello della porta. Versai un
po' di caff per evitarla. Jackie sollev di scatto la testa e cerc
di mettere a fuoco la mia faccia.
Oh.
Ciao Jackie. Hai un minuto?
Porca vacca, questa porta si apre con niente.
Scusa se non ti ho chiamato per avvertirti.
Raccolse una grossa ciocca di capelli biondi e la riport
dietro alla testa.
Non hai chiamato?
Posso entrare?
Si gir per rientrare in casa, ma, dal momento che non
tolse la mano dalla maniglia, mi chiuse quasi la porta in
faccia.
Come no.
Mi infilai con cautela nella stretta apertura e la seguii in
salotto. Indossava un'enorme camicia di flanella e pantaloncini
di jeans, ed era a piedi nudi. Si mosse con deliberata cautela
in direzione dello stereo e lo osserv per qualche istante
prima di trovare la manopola del volume e abbassarlo.
Adesso la musica si sentiva appena, anche se rendeva l'atmosfera
della casa un po' meno folle.
Gir su se stessa e mise a fuoco il punto in cui mi trovavo.
Che ti offro?
Sollevai la mia tazza.
Ho portato la mia.
Erba?
Caff.
Forte.
Mosse qualche passo e si lanci sopra il grosso tavolino,
spazzando via montagne di giornali e cataloghi, e atterrando
con le chiappe sul divano. Era una manovra troppo difficile
per non essere stata provata pi volte. Io passai via terra
e mi sedetti accanto a lei. Mi diede una pacca sulla coscia.
Allora, dove sei stato? Sempre pieno di cazzate?
Immagino di s. Come va con il tuo caso?
Sprofond ancora di pi nel divano.
Va che  una meraviglia, accidenti a loro.
Mi dispiace.
Devo continuare a lavorarci. Fatta fuori dalla mia stessa
competenza.
Si sollev a fatica dai cuscini e cominci a ispezionare il
tavolino alla ricerca di qualcosa.
Ah.
Trov un sottile spinello e lo mise in bocca, facendolo saltellare
fra le labbra mentre parlava.
Vuoi un tiro?
Estrassi una sigaretta e un pacchetto di fiammiferi.
Preferisco queste.
Feci accendere a entrambi. Gli occhi chiusi e le guance
strette, Jackie consum quasi met dello spinello con il primo
tiro. Gli aromi del fumo si mescolarono e fluttuarono
attorno a noi sul divano. Mi domandai quanti peccati fosse
in grado di assorbire l'atmosfera di una singola stanza.
Allora,  una visita di cortesia o stai ancora giocando al
detective? mi chiese, di nuovo appoggiata languidamente ai
soffici cuscini.
Stavo pensando a Milton Hornsby.
Capito, niente visita di cortesia.
Com'era lavorare con lui?
Rote gli occhi.
Te l'ho detto, amico. Una mummia.
Come avvocato.
Oh, Cristo, non farmici pensare.
Fai con comodo. Ti porto qualcosa da bere?
Quella  la mia battuta.
Mi appoggiai all'indietro sui cuscini imbottiti all'inverosimile
per lasciarle un po' di respiro.
Sapevi che la Bay Side Holding era una consociata della
WB? Che il vecchio impianto era sulla propriet?
Rotol sul fianco destro e mi guard da sopra un cuscino.
No.
No?
No, non ne voglio parlare.
L'hai sempre saputo.
Non tocchiamo l'argomento.
O almeno l'hai capito strada facendo.
Hai della fantasia, disse.
Ti sei inventata una bella storia.
Coi giudici funziona.
Non altrettanto con gli ingegneri.
Niente immaginazione?
Troppo analitici.
Ho bisogno di un buon analista.
Non mi dire.
Ho bisogno di farmi analizzare la testa.
Cosa troverebbero?
Conflitto di interessi.
Presa fra l'avvocatura e il martello?
Affond ancora di pi nel divano e si copr il viso con la
lunga frangetta, proprio come faceva mia figlia quando non
voleva parlare di qualcosa o finire i piselli rimasti nel piatto.
Non sei pi divertente come una volta.
Ecco perch sei cos incazzata con quei tizi, le dissi,
non perch non avrebbero sporto denuncia. Perch pensavi
non ti stessero dicendo tutto quello che avevi bisogno di
sapere per fare il tuo lavoro. Ti stavano nascondendo le cose,
ti trattavano come un partner di second'ordine. Come una
provinciale.
Non sei nemmeno pi gentile come una volta.
Un bel conflitto. Da una parte, un grosso caso, giuridicamente
interessante, un caso che avresti potuto sfruttare
anche qui. Un mucchio di soldi. E un amore per un collega.
Dall'altra parte, la sensazione che stai aiutando e spalleggiando
il nemico. Quelli di New York, pieni di soldi e privi
di affetto per il vero Southampton, dove sei nata e cresciuta,
e che ancora rifiuti di lasciare, anche se sei abbastanza in
gamba per far carriera ovunque tu voglia.
 ora del quinto.
Potrei portartene uno.
L'emendamento, sciocco.
Qualcosa in questa faccenda ti ha dato davvero fastidio.
Ma sei vincolata dal segreto professionale. Anche se non al
punto da impedirti di darmi quella mappa.
Sai, i casi sono due: o sono troppo fatta, o non lo sono
abbastanza per starti a sentire.
Mi pizzic una gamba, poi vi si appoggi per tirarsi in
piedi. La afferrai per l'avambraccio e la tirai gi di nuovo.
Non sei obbligata a dirmi niente se non vuoi.
A questo punto sembrava contenta di stare ferma. Tracannai
il mio caff e mi accesi un'altra Camel. Sedemmo in
silenzio per un po'.
Non li ho mai visti.
I clienti?
Annu. Poi scosse la testa.
Cliente. Ho parlato solo con un tizio. Non l'ho mai visto
in faccia. Gli ho solo parlato al telefono. Io, Hornsby e Hunter
sedevamo nell'ufficio di Hornsby e parlavamo col vivavoce.
Hornsby gli faceva sempre sapere che c'eravamo tutti.
Non ho mai sentito il suo nome. Quando chiesi a Hunter,
questo tizio ce l'ha un nome?, rispose Signor Cliente. Era
abbastanza gentile su questo, ma sai com'. Il signor Cliente
era sempre piuttosto teso. Insistente, insinuante o insolente,
o una di quelle parole che cominciano per in. Hunter sapeva
come prenderlo. Tutte le volte che quel tizio ci gettava
merda addosso, Hunter gliela restituiva.  stato questo che
mi ha fatto pensare che ci fossero altri clienti dietro al cliente.
So che suona terribile, ma la vera rivelazione  stata proprio
il modo in cui il signor Cliente parlava. Sai cosa intendo,
 tutta una questione di accento. Immagino sia un po'
snob da parte mia.
Un po'.
E le volgarit. Fanculo questo e fanculo quello. Come se
cercasse di sembrare un duro. E ci riusciva. E il modo in cui
parlava di lavorarsi il Comitato d'Appello e il Dipartimento
di Protezione Ambientale, di come aggirare questo e quello,
e di chi vi dovete occupare, e le gambe di chi dovete spezzare
e chi  intrallazzato con chi, e tutte queste cose che non
tenevano in minima considerazione un regolare processo o
lo spirito che muove tutti questi cavilli burocratici, a prescindere
da quanto possano sembrare stupidi alle societ
immobiliari. Ges Cristo Onnipotente.
Si protese in avanti, mi tolse la tazza dalle mani, butt gi
un sorso e me la restitu. Si asciug la bocca con la manica e
rutt. Mi chiesi come facesse ad addormentarsi la sera con
tutto quel rumore nella testa.
Ovviamente avevano un sacco di ostacoli da aggirare,
disse. Forse non immaginavano che avrebbero incontrato
cos tanta resistenza burocratica. Tutto lasciava intendere
che questo progetto sarebbe stato sezionato riga per riga. E
che la citt avrebbe davvero lottato su ogni minima variazione.
Se gli girava. Il signor Cliente era nervoso come un
gatto. Finch il comune non ci comunic i passi successivi e
lui moll la presa.
Interruppe il progetto?
Del tutto. Si limit a terminarlo. Io ricevetti un assegno,
la bella ragazza torna a casa. Tutto qui.
Cosa voleva il comune?
Notificare il progetto alla cittadinanza. Due diversi tipi.
Per una variante ordinaria basta un raggio d'azione di centoventi
metri attorno alla propriet. Mandi una cartolina ai vicini,
dici loro che ci sar un'assemblea per l'approvazione della
modifica del piano regolatore, e se vuoi scatenare un casino,
quella  la tua occasione. Il Comitato d'Appello prende queste
cose molto seriamente. Il vicinato pu rendere la vita dei
consiglieri molto difficile.
Qual era l'altro genere di notifica?
La Bay Side ha avuto il tipo peggiore che ti possano chiedere
a causa della vecchia fabbrica.  un affare del Dipartimento
di Protezione Ambientale. Si sono messi a distribuire
un questionario a tutti nel raggio di due chilometri, chiedendo
di esporre le ragioni ambientali per opporsi al progetto.
Onestamente  stata una vera e propria ritorsione, ma
 quella cazzata del Super Fondo Federale e nessuno pu
permettersi di fregare.
Rompiscatole.
Alla fine chi si prende la colpa? L'avvocato del posto.
Come se avessi potuto immaginare una cosa del genere. Mi
sentivo cos male.
Anche Hunter era infuriato con te?
Sembr pensierosa.
Penso di no. Dopo non mi ha chiesto di andarmene,
anche se pensavo che lo avrebbe fatto, nonostante tutto. Ma,
no. Non era incazzato. Disse che avevo fatto il mio lavoro
meglio che potevo.
Mi resi conto che stava piangendo. Me ne sarei dovuto
accorgere prima. Era quel genere di insensibilit che avevo
sviluppato in anni di pratica. Mi alzai dal divano bianco e
andai in bagno a prendere dei fazzoletti. Anche di questo ero
pratico. Andare a prendere i fazzoletti era una delle mie specialit.
Dopo essersi soffiata il naso, sollev lo sguardo su di me.
 un'indagine? Sei davvero della dannata FBI? Mi rovinerai
la vita?
Sono un progettista industriale. Non ho facolt di arrestare
la gente.
Prese un altro spinello dal posacenere, poi lo rimise al suo
posto.
Basta con questa porcheria. Mi fa diventare piagnucolosa.
Sedemmo in silenzio per qualche istante. Vertenza composta.
Cercai di ascoltare la colonna sonora subacustica che
veniva dallo stereo, mentre contemplavo quel disastro di
stanza e mi chiedevo come fosse possibile mantenere tutto
quel caos e al tempo stesso mantenere la propria salute mentale.
Forse era questo il punto. Forse la salute mentale non
era poi cos importante.
Mi piacerebbe davvero parlare con Milton Hornsby, le
dissi.
Non  un tipo molto loquace.
Digli che credo di sapere perch non vuole parlarmi. A
questo punto me lo tengo per me. Il che non durer per sempre.
Se  interessato ad approfondire la cosa, far due chiacchiere
con me. Con te presente, se vuole. Sta a lui decidere.
Ufficialmente sono stata licenziata. Qual  il mio interesse
in tutto questo?
Ho avuto il tuo nome dal registro pubblico. Stai solo
facilitando la comunicazione.
Immagino non mi dirai cosa sta succedendo davvero.
Dopo che ho vuotato il sacco e violato ogni articolo del
codice.
Forse  meglio che tu non lo sappia prima.
Perch sono una sciocca provinciale?
Lo siamo tutti,  questo il problema.
Andandomene, guardai la casa nello specchietto retrovisore.
Jackie era ancora in piedi sulla porta. Potevo vedere la
fiammella del suo accendino illuminarle il viso. Fuori, l'aria
era fredda e secca. La luna e le stelle brillavano, e facevano
da sfondo ai rami frondosi che si innalzavano cercando di
proteggere Jackie Swaitkowski dai bombardamenti cosmici
e dagli occasionali colpi di sfortuna.
A bordo della Grand Prix lasciai Bridgehampton e mi
diressi verso il mare. Girovagai attraverso i nuovi complessi
urbani scavati nei campi di patate e mi unii al corteo di minivan
e pick-up che costituivano il grosso del traffico del fine
settimana. A Mecox Bay girai di nuovo verso nord e presi la
Montauk Highway finch non vidi pi l'acqua, poi tornai
indietro gi per Flying Point Road verso il mare.
Mi fermai all'accesso sul mare della Citt. Cos vicino
all'oceano, l'aria di mare disperdeva la luce del sole, rendendo
i colori pi brillanti a beneficio di fiduciosi pittori e sentimentalisti.
Le rose selvagge che fiancheggiavano il parcheggio
si godevano ancora gli ultimi giorni freschi dell'autunno
prima dell'inverno: sarebbero rimaste verdi e quasi in
fiore fino a dicembre inoltrato. La sabbia, spinta dal vento
dalla sommit delle dune, formava una sottile coltre granulosa
sull'asfalto nero, ormai vuoto, data la stagione. In primavera,
gli addetti alla manutenzione l'avrebbero ripulito,
rinnovando cos l'illusione di poter arrestare l'inesorabile
avanzata della natura.
Continuai a seguire la costa finch non mi ritrovai su
Dune Road a Southampton Village, dove gigantesche dimore
con dalle facciate di legno e varie fantasie architettoniche
fronteggiavano il mare come monumenti devozionali. Alla
mia destra, il sole che calava verso Shinnecock Bay screziava
le nuvole di un morbido giallo rossastro. Al mattino, la gente
che viveva su Dune Road poteva andare sul retro di casa
propria e guardare l'alba sull'oceano. Il tutto per un prezzo
base che si aggirava sui venti milioni di dollari. Quando mio
padre cominci a scavare le fondamenta per il nostro cottage,
nessuno - tranne i milionari eccentrici - voleva vivere
sulle dune. Era una zona selvaggia dove gli abitanti del posto
come noi erano soliti campeggiare, fare il barbecue con la
famiglia e rischiare la vita facendo bodysurf in un mare spazzato
dalle tempeste. Adesso era la realizzazione dei sogni dei
miliardari.
Rammentai ci che aveva detto Robin, l'amica di Amanda,
mentre perlustrava distrattamente il Playhouse alla ricerca
di qualcuno che le spezzasse il cuore. Cosa ottieni quando
c' pi domanda che offerta, e quando chi chiede ha pi
soldi di Paperon de' Paperoni?
Alla lista delle cose che sapevo ne aggiunsi una che sapevo
cos bene da averla dimenticata. La gente accumulava
ingenti patrimoni da qualche altra parte, cos potevano portarli
qui. E qui non c'era tanto da scegliere.
Questa volta non avevo un giornale da dare a Rosaline
quando apr la porta. Aveva i capelli raccolti in una coda di
cavallo e i vestiti erano dello stesso stile sciolto e decostruito
che ricordavo. Comfort a lungo termine. Alzai le mani.
Niente doni.
Ormai abbiamo superato quella fase, disse a bassa voce.
Entra.
Arnold era sulla sua poltrona in salotto, addormentato.
Rosaline si mise l'indice davanti alle labbra e mi condusse
in un grazioso studio di fronte all'ingresso. Le pareti erano
interamente ricoperte di librerie straripanti ed era arredato
con mobili da ufficio in legno di quercia di inizio Novecento.
Un paio di poltrone di pelle marrone erano collocate l'una
accanto all'altra al centro della stanza, e ciascuna era
dotata di uno sgabello poggiapiedi e di una lampada da lettura.
Il sancta sanctorum dei miei genitori.
Lettori.
Mai posseduto un televisore.
Il mio genere di persone.
Bene. Io ne ho ereditato i geni. Cosa ti porto?
Impongo di nuovo la mia presenza.
In effetti, controll l'orologio, per di pi all'ora dell'aperitivo.
Mi obblighi a offrirti un drink.
Vodka con ghiaccio. Niente frutta.
Arriva.
Sedetti su una poltrona e appoggiai la cartelletta in grembo.
Avere un oggetto di scena aiutava, rendeva tutto pi ufficiale.
Le informazioni che ti ho dato ti sono state utili? chiese
rientrando con in mano il mio drink e un grosso bicchiere
di vino rosso.
Certo. Un sacco.
Ma ne vuoi ancora.
Dopo che ti avr ringraziata ancora per quello che hai
fatto. Grazie.
Prego.
Per quanto, non sono certo che tu sia la persona giusta
a cui chiedere quest'altra cosa.
Prova.
Stavo ripensando a quello che hai detto a proposito di
Internet.
Sembr un po' a disagio.
Sono stata una ficcanaso.
Non quello che hai detto, ma la cosa in s. Probabilmente
sei una buona navigatrice.
Eccome, con tutto il tempo che ho!
Esatto. Hai bisogno di tenere impegnato quel cervello
vulcanico.
 questo quello che fai?
Non possiedo un computer. Non ho mai visto un sito
web che non fosse un tabulato. Di solito erano gli altri a fare
queste cose per me.
Mister Pezzo Grosso.
Avevo un PC, ma lo usavo per accedere ai dati tecnici dal
server centrale.
Quindi, cosa vuoi da me?
Presi un sorso di vodka.
Un lavoro da ficcanaso.
Per soldi?
Per il puro gusto di farlo.
La voce di Arnold che chiamava dall'altra stanza ci fece
sobbalzare entrambi.
Chi c'? url.
Rosaline si appoggi una mano sul petto per calmarsi.
Di solito non lo svegliano nemmeno le cannonate.
Si alz e, con la mano, mi fece cenno di seguirla. Arnold
stava sforzandosi di capire chi fossi. Non portava gli occhiali.
Sam Acquillo, pap. Ricordi che  venuto a farci visita la
settimana scorsa?
Arnold mi allung la mano per stringere la mia.
Mi spiace disturbarla di nuovo, signore. Stavo chiedendo
un favore a sua figlia.
Si accomodi pure, disse. Io lo faccio continuamente.
Gli piaceva prenderla in giro. Anche a lei piaceva, anche
se non altrettanto.
Stiamo bevendo qualcosa, pap. Ti va di unirti a noi?
Riflett a lungo sulla risposta, ma era chiaramente interessato.
Guard il bicchiere fra le mie mani.
Quella  vodka. Vuoi un whisky con ghiaccio? gli chiese
ad alta voce.
Annu, come se fosse stato convinto da una motivazione
superiore.
Quando fummo tutti serviti, spiegai ad Arnold perch
avevo bisogno dell'aiuto di Rosaline per cercare alcune cose
su Internet.
Lei  quella giusta. Passa un sacco di tempo davanti a
quell'affare, disse, e poi gli venne in mente dell'altro: Forse
c' una cosa che mi pu spiegare. Rosaline aveva tutta l'aria
di sapere quel che avrebbe detto. So che si pu cercare
tutto quello che si vuole sul computer, ma come ci sono
entrate tutte quelle informazioni? Chi ce le ha messe?
Gli ci volle un po' per formulare l'intera domanda, ma
non sufficiente perch potessi articolare una risposta.
 un po' complicato.
Rosaline si stava divertendo.
Il signor Acquillo supervisionava centinaia di ingegneri,
pap. Cosa vuoi che sappia di computer?
Non gli hai detto dei database condivisi e dei motori di
ricerca?
Non lo sa, pap. Nessuno lo sa.  un mistero moderno.
Puah, disse Arnold. Era un sentimento che condividevo.
Comunque, ho qualcosa anche per lei, gli dissi. Le avevo
chiesto della Bay Side Holdings e lei pensava fosse un'azienda
vincolata: ebbene, aveva ragione. Parte della WB, il vecchio
impianto manifatturiero fra Oak Point e Jacob's Neck. La
Bay Side era il ramo immobiliare della WB.
Lo sospettavo.
Rosaline sembrava orgogliosa di lui.
Ti avevo detto che sapeva il fatto suo.
In che rapporti era con Carl Bollard e Willard Wakeman?
chiesi.
Mentre pensava ci diede dentro col suo drink.
Non ho mai incontrato Wakeman,  morto molti anni fa.
Ma conoscevo bene Carl Bollard. E quell'idiota di suo figlio.
Pap.
Carl Junior non  il mio genere. Un perditempo. Quasi
tutti in citt furono contenti di veder chiudere il posto, tranne
quelli che ci lavoravano. Non esattamente l'immagine giusta
che la gente pensava dovesse avere Southampton, anche se
era sperduta sul North Sea. Un tempo c'era un profondo porto
laggi. Ci avresti potuto portare una grossa imbarcazione
fino a Greenport, dove arrivavano navi da tutto il mondo.
Questo cosa c'entra con Carl Junior? chiese Rosaline,
riportandolo garbatamente all'argomento principale.
L'ha fatta chiudere. Tutti erano convinti che fosse colpa
sua. Anche se, a dire il vero, un gingillo come quello non era
adatto per questo posto. Quel genere di impianti appartiene
al New Jersey, perdio, non a una localit di villeggiatura
come questa.
Comunque non ti piaceva.
Quando mio padre  arrivato in questo paese non aveva
niente. Ha dovuto sgobbare come un mulo, e noi altrettanto.
Era cos che andavano le cose. A questo ragazzo viene
dato tutto, e lui che fa? Si beve tutto quanto.
Sottolineava ogni frase puntandomi una nocca contro il
petto. Si sarebbe potuto pensare che avesse preso lezione da
Regina.
Guida auto di lusso e vive nei night club. Disonora suo
padre. Gli interessano solo i ricchi al Meadows. Non avrebbero
mai accettato un ragazzo come quello.
Si tornava sempre l. Il grande tradimento. Frequentare la
Gente della City.
Carl Senior deve essere stato molto deluso.
Gli ha spezzato il cuore. Ringrazio Dio tutti i giorni per
avermi dato una figlia come Rosaline.
La donna aveva un'espressione scettica, ma era chiaramente
deliziata.
Solo perch gli faccio bere il whisky con ghiaccio.
Quindi se la sua agenzia  stata ingaggiata per gestire le
propriet in affitto della Bay Side, a conti fatti eravate alle
dipendenze di Carl Senior. Non gliel'aveva detto?
Carl Bollard mor qualche anno dopo la guerra. La sua
azienda gli sopravvisse per un'altra ventina d'anni. Non so
cosa sia successo a suo figlio. Non ho mai incontrato le persone
che hanno rilevato l'azienda. Per lei  difficile da capire,
ma  successo in un lasso di tempo molto lungo.
Probabilmente l'avevo stancato. Io e il whisky con ghiaccio.
Lo notammo entrambi, e Rosaline prese con garbo le
redini della conversazione, per permettere ad Arnold di
riposarsi. Passai un'altra ora con loro prima che Rosaline
dicesse che doveva preparare la cena.
Saremmo felici se restassi.
Naa. Vi ho fatto perdere gi abbastanza tempo.
Di quello ne abbiamo in abbondanza. Mi stava parlando
di un progetto.
Tuo padre mi ha appena dato molto su cui riflettere. Per
ora forse pu bastare.
Davvero.
Per quanto, se dovessi venire a sapere qualcosa di pi su
Carl Bollard junior, sono interessato.
Mi scrut intensamente.
Chiedi molto per essere qualcuno che non d granch
in cambio.
Ti direi di pi, se sapessi qualcosa.
Non ti credo.
Ti direi di pi, se sapessi cosa  vero e cosa non lo .
Gi meglio.
Mi baci di nuovo e mi scort fuori dalla porta. Non era
stato un vero bacio, come l'altra volta, ma pi fiducioso.
Arnold la chiam di nuovo, e lei rientr silenziosamente in
casa, un luogo dove il tempo andava avanti e contemporaneamente
si fermava, un paradosso compreso e accettato
dagli occupanti.
Il giorno successivo dovevo sbrigare una faccenda che
non avevo voglia di fare, quindi sperai che una corsa fino a
Hampton Bays mi avrebbe aiutato a sentirmi meglio. Non fu
cos.
La centrale di polizia si trovava a nord della Sunrise
Highway, in una zona che mi ricordava le distese di pini che
si estendevano qualche chilometro pi a ovest. Avevo chiamato
Sullivan sul cellulare e lui mi aveva chiesto di raggiungerlo:
non si sarebbe potuto muovere dalla scrivania per tutta
la giornata perch aveva molte scartoffie di cui occuparsi.
Quando la poliziotta all'ingresso apr il vetro di sicurezza
chiesi di lui.
Mi ha detto che sarebbe arrivato, disse premendo il pulsante
apriporta. Aspetti qui.
Mi trovai in un ufficio esterno che aveva tutta l'aria di
essere dedicato ad attivit generiche, con alle pareti poster
sulla sicurezza e ruolini dei turni di servizio. Una bacheca
per gli annunci presentava un'affollata galleria di ricercati
federali, identikit e bambini scomparsi. C'era anche un avviso
del Dipartimento del Lavoro che dava esplicite istruzioni
su come riferire di irregolarit sulle assunzioni del personale,
ma era parzialmente oscurato dall'annuncio del figlio di
uno dei poliziotti che vendeva carta da regalo per raccogliere
fondi per la banda scolastica.
Sullivan era in alta uniforme, armato e pronto all'azione.
Non puoi riempirli in borghese i moduli? gli chiesi.
Disciplina professionale. Migliora la performance.
Mi condusse verso la zona principale degli uffici che,
com'era prevedibile, era piena di cubicoli dalle pareti di vetro
e di uomini e donne dall'aria seria che guardavano dei terminali
e parlavano al telefono. L'aria era stantia e composta
di quei gas che si trovano solo negli uffici amministrativi privi
di vita. Proprio come la divisione che guidavo a White
Plains, solo pi apertamente interessata al comportamento
criminale.
Il capo voleva salutarti. Vedo se c'.
Semple? Come mai?
Mi ha aiutato con l'affare Broadhurst. Vuole solo incontrare
il Buon Samaritano.
Sullivan mi accompagn sul retro dell'edificio, dove Ross
Semple aveva il suo ufficio. Non c'era, ma il suo assistente ci
disse di aspettare. Nel frattempo, Sullivan prese del caff per
entrambi. Il mio era un French Vanilla servito in un bicchiere
di carta decorato. Niente a che vedere con il Dirty
Harry. Sulla scrivania di Semple notai un posacenere pieno,
quindi chiesi a Sullivan se potevo fumare.
I polmoni sono tuoi.
Mentre fumavo e bevevo il mio caff ammirai la studiata
sobriet dell'ufficio di Semple: solo foto di famiglia in un
portafoto a forma di cubo di plastica sulla scrivania. In
un'immagine il capo indossava una camicia a righe verticali
di diverso spessore e un colletto abbottonato sopra il pomo
d'Adamo. La moglie aveva un gusto altrettanto pessimo nel
vestire. I bambini avevano l'aria terrorizzata, come se fossero
stati intrappolati con i loro genitori per l'eternit in quella
piccola scatola di plastica.
Semple irruppe nel suo ufficio e butt una pila di dossier
sulla scrivania. Mi porse la mano, guardando Sullivan per
accertarsi di avere davanti la persona giusta.
Ross Semple.
Sam Acquillo.
Si sedette sulla sedia e si spinse all'indietro contro un
mobile di metallo, mettendosi comodo. Aveva sottili capelli
ricci e castani, fronte alta e mento piccolo. Indossava spessi
occhiali con la montatura di tartaruga, che sembravano sempre
sul punto di scivolargli dal naso. Come me, il capo fumava
Camel col filtro, sebbene con molta pi enfasi, come se le
sigarette fossero piccole bacchette che usava per dirigere la
sua vita come un direttore d'orchestra. Vidi in lui un uomo
fisicamente debole, con un forte senso del dovere e una cinica
determinazione.
Come va? chiese. La Contea le sta dando del filo da
torcere?
Tutto bene. Non ho avuto molto a che fare con la Contea
negli ultimi tempi. Ci sar presto un'udienza, che Goodfellow
ha detto essere un semplice pr forma. Il comune 
stato disponibile. Le sono grato per il suo aiuto.
Lanci un'occhiata a Sullivan.
Joe ha preso le sue parti. Di sua spontanea volont.
Gliene sono grato.
Semple fece ruotare la brace della sigaretta nel posacenere.
Era il genere di persona che aveva un vasto repertorio di
manie, dal momento che era continuamente impegnato ad
allentare la tensione in eccesso.
Quindi pensa che sia tutto nella normale routine. Per
quanto riguarda il terreno di quell'anziana signorina.
Terreno  un parolone per un simile fazzoletto di terra.
 ancora da risolvere.
Penso di aver raccolto tutte le informazioni.  stata
sepolta. Ho trovato suo nipote, Jimmy Maddox. Gli va bene
tutto. Forse manca ancora qualche piccolo dettaglio. Sar
tutto concluso prima che facciano un'udienza per autorizzarmi
a fare quello che sto gi facendo.
Semple annu.
E l'aggressione. Non le  ancora tornata la memoria?
Sentii un leggero aumento nella pressione dell'aria della
stanza. Sullivan sedeva impassibile.
Vorrei poter fare di meglio a questo riguardo. Tengo gli
occhi aperti.
Lo faccia, disse schiacciando il mozzicone e alzandosi in
piedi per lasciarci uscire. Prendiamo tutto molto sul serio.
Gli credetti.
Sullivan mi condusse al suo ufficio, dove prese un blocco
per appunti, e poi mi fece strada verso un patio di cemento
dove potemmo sederci e parlare in privato.
 stato interessante, dissi.
Nel caso ti chiedessi se informavo o no il mio capo.
Non ne ho mai dubitato.
 un tipo a posto, Semple. Non vorrei fare il suo lavoro.
Non ero certo che fosse vero.
Non dirlo troppo forte. Te lo darebbero per dispetto.
Non ho la stoffa del dirigente, a differenza di te.
Cerc di mettersi comodo sulla panca, il che era assai
improbabile, visto tutto il cuoio e l'armamentario che aveva
attorno alla vita.
Indic la mia cartellina.
Vai avanti. Sono tutto orecchie.
Questo  ci di cui voglio parlare. Ci che puoi sentire.
Odiavo quella sensazione. Mi faceva innervosire.
Non dimenticare, disse, che sei stato tu a farmi pressioni
su questo affare.
Lo so, trassi un profondo respiro. Senti, non so come
vanno le cose qui, ma scommetto che siete obbligati ad agire
nelle situazioni che ritenete di vostra competenza.
 cos che funziona.
Hai anche detto che una volta iniziata un'indagine criminale,
tu ne sei fuori.
Essenzialmente s.
Fare degli elenchi  un'abitudine degli ingegneri. Quando
mi trasferii al cottage, redassi una piccola lista mentale di
tutte le cose che non volevo pi. Fra le prime c'era il volere
in quanto tale. Non volevo pi volere, sperare, desiderare,
avere qualcosa di pi di una vaga aspettativa che potesse
essere frustrata in qualsiasi momento. Non volevo che mi
importasse abbastanza da volere.
Se mi stai chiedendo di dirti a cosa sto pensando, dovr
dirtelo, perch ho promesso che l'avrei fatto. Una volta che
avr cominciato a parlare, non potr tornare indietro. E
quello che ho da dire ci metter fuori gioco in quattro e
quattr'otto.
Allora devi cominciare a parlare.
Presi un altro respiro profondo.
Non sono ancora pronto.
Non sei pronto.
Ho bisogno di ancora un po' di tempo. Non molto. Ti
sto solo chiedendo di non pressarmi.
Sei tu che mi hai chiamato.
Ti ho promesso che avremmo parlato. Stiamo parlando.
Sapevo che portavi guai.
Cosa dici?
Sullivan sembrava davvero infelice. Non lo biasimavo.
L'hai sentito Semple. Nascondergli le cose non  possibile.
Nascondere cosa? Stiamo solo parlando.
 di questo che si tratta? Sembra una cazzo di Alice nel
Paese delle Meraviglie.
Sono inchiodato qui. Sei stato onesto con me fin dal
principio, e io voglio esserlo con te, ma questo crea altri
dilemmi, che spero di evitare ancora per un po'. Solo qualche
settimana, al massimo. Ti chiedo di avere fiducia in me.
Anche se non hai ragione di farlo.
Ges Cristo, disse scuotendo la testa e appoggiandosi
all'indietro con le mani sui fianchi. Un sussulto nelle budella
mi disse che stava per crollare.
Non lascer che tutto questo ricada su di te, dissi.
Non puoi farci niente.
Me ne assumer tutta la responsabilit. Non ho niente
da perdere.
Tranne il culo, che prometto prender a calci da qui
all'eternit se questo casino mi scoppia in faccia. Danno
cerebrale o no.
Gli avevo mentito sull'orso ammaestrato, ma non potevo
farlo di nuovo. Adesso non era pi necessario, almeno per
un po'. Ne ero felice. Era un'altra voce nella mia lista, magari
non proprio in cima. Niente pi cose per cui sentirsi in
colpa. Quello era un dossier a parte, e gi traboccava.
Lasciai Sullivan prima che potesse cambiare idea, e tornai
a Oak Point per occuparmi di Eddie. Poteva andare fuori
e dentro attraverso la porta del seminterrato, ma non gli
avevo lasciato cibo. Se non fossi tornato in fretta, si sarebbe
avventurato nella palude alla ricerca di qualcosa da mangiare.
Non volevo che si appassionasse ai cormorani.
Avevo tenuto il telefono che avevo trovato quando mi ero
trasferito al cottage, il vecchio apparecchio di mia madre: un
Western Electric nero a rotella, cablato attraverso un forellino
sulla piastra dell'interruttore. Mia sorella aveva tentato a
lungo di convincerla a prenderne uno a tasti, ma lei non
voleva saperne. E io nemmeno. Oggi non si pu far molto
con un telefono a rotella se non comporre un numero e sperare
che all'altro capo del filo ci sia un essere umano. Cos,
fui lieto di sentirmi comunicare dalla voce incorporea del
centralino della Litski, Goethles and Johnson di New York
che presto mi avrebbe risposto una creatura umana.
Mentre aspettavo, il telefono suonava Vivaldi. Lo standard
aziendale.
Posso aiutarla?
Potrei parlare con Hunter Johnson per favore? dissi
dopo aver declinato le mie generalit.
Sa di cosa si tratta?
No. Gli dica che si tratta della Bay Side Holdings di Sag
Harbor.
Dovetti aspettare cinque minuti. Non mi importava.
Vivaldi mi piaceva.
Hunter Johnson.
Sam Acquillo. Mi sto occupando di una faccenda e penso
che lei possa aiutarmi.
Prima che cominci a parlare, la devo avvertire che ho
rappresentato la Bay Side Holdings in diverse occasioni.
 per questo che la sto chiamando. Sono l'amministratore
immobiliare di una signora che a quanto pare ha affittato
una propriet dalla Bay Side.
Non ci occupiamo di casi immobiliari. Le potrei dare il
nome di un collega.
Milton Hornsby. Lo so. Gli ho gi parlato.
In tal caso, non credo potrei fare altro per lei.
Pronunci queste parole come volesse scagliarmi via dal
telefono.
Capisco, ma ci sono alcuni aspetti della liquidazione
della propriet che devo discutere con i dirigenti della Bay
Side, e sto vagliando tutte le strade.
Ancora una volta, ritengo che il signor Hornsby sia la
persona pi indicata per aiutarla.  il responsabile degli affari
legali dell'azienda.
Come le ho detto, ho gi parlato con il signor Hornsby.
Noi ci occupiamo solo di legislatura in materia immobiliare.
Il signor Hornsby ci ha ingaggiati per assisterlo in
una variante sul piano regolatore.
Com' andata a finire?
Dall'altra parte del filo cadde il silenzio. Quasi pensai che
stesse per riattaccare. Giocai un'altra carta.
Mi chiedevo se potesse concedermi solo quindici minuti
del suo tempo, per poter discutere una cosa con lei.
Il silenzio si fece ancora pi profondo. Ecco perch odiavo
i telefoni. Non puoi vedere la faccia del tuo interlocutore.
Non sono certo di capire la sua domanda, disse. Pu
ripetermi il suo nome e il motivo della sua chiamata?
Non lo vedevo, ma sentii il blocco per gli appunti scivolare
fuori dal cassetto e immaginai una costosissima penna
uscire dal suo supporto in marmo collocato di fronte a lui
sulla scrivania.
Sam Acquillo. Sono l'amministratore nominato dal tribunale
per occuparmi della liquidazione della propriet di
Regina Broadhurst, che ha vissuto per pi di quarant'anni in
una casa di propriet della Bay Side Holdings. Sono emersi
degli elementi che rendono necessario un colloquio con i
responsabili della Bay Side, e se lei mi conceder un quarto
d'ora capir immediatamente che si tratta di qualcosa di
notevole interesse per la sua societ.
A questo punto sentivo davvero la penna muoversi rapidamente
sulla carta. Potrebbe mandarmele, quelle informazioni.
Credo si tratti di una questione abbastanza delicata da
meritare una discussione faccia a faccia. Che ne pensa di
domani?
Dice di aver sottoposto la questione al signor Hornsby.
Come le ho detto, gli ho parlato d'altro. Questo  una
questione che riguarda proprio la sua azienda. Se desidera
contattare il signor Hornsby,  libero di farlo.
Per evitare che qualcuno faccia qualcosa non c' niente
di meglio che invitarlo a farla. Sapevo di correre un rischio.
Mi si strinse lo stomaco. Ero un bel po' fuori allenamento.
Attenda.
Ancora Vivaldi. Qualcuno doveva aver pensato che desse
un tocco di eleganza all'azienda. Come se volessero farvi credere
che la musica classica fosse la colonna sonora delle loro
giornate lavorative. Perch non farla godere anche alla gente
che telefona? Torn in linea.
Signor Acquillo, ho tempo al mattino.
Lo interruppi.
Dovr essere al pomeriggio.
Non sono sicuro di essere libero, pu restare di nuovo
in linea?
Stava controllando, con la sua segretaria o col suo sistema
nervoso. Non avrei saputo dire quale dei due.
Va bene. Che ne dice delle due?
Pu andare.
Volevo dirgli che avrebbe dovuto dare un'altra chance a
Jackie Swaitkowski, invece riattaccai e guardai Eddie. Cosa
avrei fatto con lui? Poi mi chiesi se la Grand Prix si sarebbe
surriscaldata nel traffico. E se avevo un paio di pantaloni puliti,
per non parlare di una camicia. Poco prima, al telefono, avevo
improvvisato. Non avevo pensato alle conseguenze.
Allora, amico, chiesi a Eddie. Sei mai stato nella Grande
Mela?
Trovai un paio di pantaloni puliti, una camicia stirata e
una valvola termostatica nuova per la Grand Prix, che installai
al mattino. Poi feci la doccia, mi rasai e mi vestii. Avevo una
cenciosa cravatta scozzese che avevo comprato a un congresso
di ingegneri a Edimburgo all'inizio degli anni Ottanta, che
andava bene per la giacca di Harris Tweed che indossavo
quando giocavo a lanciare le palle da tennis a Eddie. I gomiti
erano molto lisi, ma non potevo farci niente.
Erano pi di quattro anni che non mi avventuravo oltre
Hampton Bays ed era molto strano contemplare la strada
che portava a Manhattan. A cosa pensavo?
Sulla strada che conduceva fuori citt, mi fermai in un
negozio di articoli per animali al Village e comprai un guinzaglio
e una museruola per Eddie. Glieli feci indossare e ci
allenammo a camminare cos nel parcheggio. Quando l'avevo
preso al canile, mi avevano detto che aveva circa un anno
e mezzo. Il veterinario conferm questa stima e aggiunse che
era stato tenuto bene, quindi era possibile che avesse indossato
un guinzaglio prima di allora, anche se non potevo
esserne certo dal momento che quella era la prima volta che
provai a mettergliene uno.
Sembrava un tantino confuso dalla museruola, ma una
volta che cominciammo a camminare su e gi per l'asfalto,
sembr afferrare il concetto. Non posso dire che gli piacesse,
ma era disposto a sopportarla. Del resto, non aveva scelta
visto dove eravamo diretti.
Una volta che aprii il finestrino e arrivammo sulla Sunrise
Highway, sembr non importargliene pi. Alla stazione
di servizio presi un grosso Cinnamon Hazelnut, che speravo
mi avrebbe aiutato ad attraversare la Contea di Suffolk. Il
flusso del traffico era intenso nella direzione opposta: una
carovana infinita di furgoni e pick-up di agenti di commercio
e utilitarie aziendali pieni di operai ispanici a cottimo che
indossavano felpe e berretti da baseball. E SUV e auto pi
nuove che trasportavano professionisti e commessi che vivevano
a nord dell'isola dove ci si poteva ancora permettere di
comprare una casa.
Fino al raccordo con la Southern State, la Route 27 era stata
trasformata in un'autostrada a quattro corsie. Il tempo che
faceva risparmiare sembrava futuristico. Ricordavo mio
padre che ci portava nel Bronx per il fine settimana, il traffico
a singhiozzo, le luci e gli edifici lungo la strada principale.
Non faceva che ricordarci che, quando lui era bambino, ci
volevano quattro ore. Quando c'era troppo traffico, si metteva
sulla banchina e sorpassava tutti, saltando di tanto in tanto
sul cordolo, suonando il clacson e urlando all'indirizzo
degli altri automobilisti come fosse colpa loro. Mia madre
sedeva immobile, io e mia sorella eravamo pigiati sul sedile
di dietro. Ogni volta che effettuava questa manovra, ti meravigliavi
che non venisse mai fermato dalla polizia e, proprio
quando avresti detto che la tensione ti avrebbe fatto scoppiare
il cervello, accendeva la radio e cominciava a cantare sulle
note di Paul Anka o dei Ronettes, il che aggiungeva una vena
di follia all'atmosfera gi psicotica dell'abitacolo.
Ascoltavo qualunque musica jazz fossi in grado di captare
con la mia radio, mentre mi spostavo nelle varie zone di
copertura della PBS. Da qualche parte vicino al confine con
la contea di Nassau il segnale spar e dovetti accontentarmi
del rumore della strada e delle profonde vibrazioni basse provenienti
dalla marmitta della Grand Prix. Feci un'altra sosta
per rifornirmi di caff e dare a Eddie la possibilit di fare pip.
Gli strani odori del luogo lo agitarono e, nonostante la museruola,
fu piuttosto difficile controllarlo. Dovetti estrargli dalla
bocca una pallina di gomma da masticare che aveva raccolto
da terra prima che riuscissi a fermarlo.
 ovvio che non sei un cane di citt.
Imboccai la Cross Island su per la Long Island Expressway,
che mi port al tunnel di Midtown e poi al palazzo di
trenta piani accanto alla Grand Central Station che ospitava
la Litski, George and Johnson. Al tunnel c'era un piccolo
ingorgo, ma il sistema di raffreddamento della Grand Prix
mostr notevole resistenza e, una volta a Manhattan, tutto
and come previsto. Mi congratulai con me stesso per aver
rifatto gli ammortizzatori e i cuscinetti all'inizio dell'anno,
anche se una Pontiac Grand Prix del '67 non sarebbe stata
l'auto ideale per un giretto a New York. Stavo cominciando
a sentire un lieve mal di mare, mentre Eddie era distratto
dall'orgia olfattiva di Manhattan. Abbassai il finestrino per
permettergli di mettere fuori la testa.
Non attaccare briga con nessuno.  una citt di duri.
Provai una mezza dozzina di garage prima di trovarne
uno con un ingresso abbastanza ampio da ospitare il perimetro
della Grand Prix.
Il cane non pu starci in macchina.
Non ci star, infatti.
Fanno venti dollari. Lasci le chiavi.
Il modo in cui Eddie eruppe dall'auto terrorizz una coppia
di piccoli orientali che stava aspettando alla cassa. Tentai
di rassicurarli, ma Eddie si era gi diretto verso il marciapiede.
Pass precipitosamente da un paio di pantaloni a un
lampione a un idrante in uno stato di frenesia olfattiva, finch
non lo tirai verso di me con il guinzaglio. Odiavo farlo,
ma dovetti afferrarlo per la museruola e guardarlo nei suoi
tondi occhioni marroni.
Dacci un taglio, o penseranno che sei un turista.
Questo lo calm e, dopo aver fatto pip su un paio di cose,
compresa una pila di New York Post legata vicino a un chiosco,
rallent assumendo un'andatura pi ragionevole.
La Litski, George and Johnson occupava solo un piano
dell'edificio. Nell'atrio, il tizio addetto alla sicurezza era
incerto su cosa dicesse il regolamento riguardo ai cani.
Lo stanno aspettando, gli dissi. Deve fare una deposizione.
Deposizione, eh? Niente cazzate.
Prendemmo l'ascensore fino al diciassettesimo piano e ci
trovammo in uno studiolo completo di librerie, poltroncine
e un caminetto. In pi, una scrivania in mogano con una
donna che lavorava a un terminale nero. Indossava un abito
blu scuro.
Ciao bello, sei proprio simpatico.
Le donne gli dicono sempre cose di questo genere, il che
forse spiega l'origine della sua alta autostima.
Sono qui per vedere Hunter Johnson. Appuntamento
delle due.
La sta aspettando. Le porto qualcosa?
Una tazza di caff sarebbe perfetta. E un po' d'acqua per
il cane.
Eddie stava ansimando, ma si controllava. La ciotola di
porcellana che si vide recapitare era un po' piccola, quindi
rovesci met dell'acqua sulla moquette. La signora in blu la
prese con filosofia.
Johnson usc alle due in punto. Era bello come una star
del cinema, con la pelle levigata e abbronzata, folti capelli
castani ondulati e luminosi occhi azzurri. Fedele all'immagine
che mi era stata data di lui. La sua stretta di mano era ferma
e secca. L'abito costoso. Quando vide Eddie si illumin.
Non sapevo che avrebbe portato un collaboratore, disse
stropicciando la testa di Eddie. Un incrocio, vero? Setter
e labrador?
Nome: Eddie. Origini: misteriose.
Chi  questo bel cagnolino? Sei proprio bravo? Che ne
dici di una bella grattata?
Eddie non si tir indietro. Le dimostrazioni di reciproca
ammirazione durarono cos a lungo che cominciai a sentirmi
escluso. Tossicchiai per attirare l'attenzione.
Allora, Sam, andiamo a cercare una stanza. Porti il suo
amico.
La zona degli uffici dietro alla reception era stata costruita
con pannellature in rilievo e spesse modanature, tutte dipinte
di un rassicurante color ecru. La moquette era verde scuro e
del tutto priva di lanugine. Di fatto, era tutto silenzioso.
Sedemmo in una sala riunioni accanto al suo ufficio.
Ancora altri libri e sedie nere dallo schienale alto, servizi da
the e originali dipinti a olio. Abby avrebbe capito subito se i
pezzi erano autentici o lo stile appropriato. Lo si poteva indovinare
dalla difficolt che aveva a trattenere un sogghigno.
Johnson si tolse la giacca prima di sedersi, cos io feci lo
stesso. Sul tavolo di fronte a me appoggiai, a faccia in gi, un
blocco per appunti giallo, un pacco di carte dal mio dossier su
Regina e una semplice busta bianca. Guard la busta e poi me.
Allora, come posso aiutarla?
Mi piaceva molto di pi di persona che al telefono. Penso
che sarei riuscito a rompere il ghiaccio anche senza Eddie.
Non sono un avvocato, sono un ingegnere. Sono stato
nominato amministratore dalla Contea di Suffolk, quindi mi
scusi se non so come funziona tutta questa cosa.
Penso di averle spiegato che la pianificazione edilizia
non rientra nelle nostre competenze.
Vero. Ma il piano regolatore s.
Ha detto di avere delle informazioni che potevano essere
interessanti per la nostra azienda.
Se lei potesse aiutarmi con il protocollo.
Certamente.
Le avevo detto che si trattava di una questione delicata.
Fra un attimo scoprir il perch.
Picchiettai sulla busta bianca, poi tolsi la mano quando
not che lo stavo facendo. Aveva sempre l'aria rilassata, ma
la cautela si stava addensando nell'aria.
Ha la mia attenzione.
Respirai a fondo.
Okay, supponiamo che io abbia scoperto per caso che,
nel corso degli interventi di sviluppo urbanistico di Bay Side,
 stato commesso un atto criminale. Sarebbe qualcosa di cui
dovrei parlare con lei, con Milton Hornsby o direttamente
con la polizia?
Quando ero a capo della divisione tecnica della mia
azienda avevo trascorso un sacco di tempo con gli avvocati.
Avevamo a che fare con una complicata gamma di terrificanti
minacce legali, come la responsabilit dei prodotti, la
violazione di brevetto, le pratiche commerciali scorrette, la
compatibilit ambientale, oltre che naturalmente le risorse
umane e le normative sui rischi che insidiano ogni progetto.
Mi piaceva il nostro esperto di diritto societario. A differenza
del suo capo, Mason Thigpen, aveva una laurea in
ingegneria. E senso dell'umorismo, in altre parole un po' di
prospettiva e di immaginazione. Mi aveva insegnato che
qualunque cosa dicessi o non dicessi, il quando e il dove,
qualunque cosa facessi o non facessi, il come e il perch, sono
tutti percepiti - nel mondo legale - attraverso un filtro invisibile
alla maggior parte di noi, e vanno al di l della normale
intuizione. Quello che non riescono a vedere  una palla
dritta proprio a centro campo.
E questo coinvolge la nostra azienda? chiese con tono
attentamente misurato.
Non credo, ma non ne sono sicuro.
 inoltre probabile che vada oltre le nostre competenze.
Forse ha ragione, ma qui sta il mio problema. Ho cercato
di parlare con Milton Hornsby di questo, ma lui non ha
voluto. Allora chiedo a questo amico avvocato se posso
obbligare Hornsby a parlare con me, e il mio amico mi dice
di no. Allora parlo con l'avvocato di Hornsby, Jackie Swaitkowski,
e ovviamente lei  vincolata dal segreto professionale,
quindi non mi pu aiutare. L'unico che resta, e che so
essere legato a questo affare,  lei. Se nemmeno lei mi pu
aiutare, allora non so pi che altro fare.
Johnson mi stava studiando come avrebbe fatto uno
strizzacervelli alla ricerca dei segni di una verit nascosta.
Qualcosa che gli dicesse se farmi buttare fuori o farmi continuare
a parlare.
Mi dispiace, disse, ma ho delle difficolt a collegare il
nostro lavoro su una semplice richiesta di variante al piano
regolatore a Southampton con un qualche tipo di atto criminoso,
che lei peraltro non ha specificato n rivelato in
alcun modo.
Gi, lo so.
E, inoltre, perch, se ritiene ci sia stato qualcosa di illegale,
non si  messo in contatto con la polizia?
Questo  l'altro problema. Non sono nemmeno sicuro
di questo.
Prima che potesse ribattere, continuai: Come lei sa, la
Bay Side Holdings fa parte di un fondo fiduciario, la Bay Side
Trust.
Siamo stati ingaggiati dalla Bay Side Holdings, disse
Johnson.
Giusto. Ma per come la vedo io, le sole persone che contano
qui sono i tizi che realmente possiedono tutte quelle
propriet, insieme a chiunque controlli il fondo fiduciario.
Che, per quanto ne so, potrebbero essere le stesse persone. I
beneficiari e quelli che hanno la responsabilit fiduciaria.
Sono nel giusto?
Per la prima volta, Johnson coinvolse Eddie nella conversazione.
Penso che il tuo padrone stia cercando di ottenere un po'
di consulenza legale gratuita.
Sogghignammo.
Per la verit, il mio amico avvocato me l'ha gi offerta.
 solo che, prima di chiedere a lui, volevo vedere se mi pu
aiutare lei.
 questo quello che sta facendo, Sam?
Gi.  un pezzo grosso.  imbarazzante chiedergli dei
favori.
Ancora non capisco che genere di favore mi sta chiedendo.
Chi ?
Chi  chi?
Chi  che gestisce il fondo fiduciario? chiesi.
Gli amministratori fiduciari?
Esatto. E per conto di chi?
Johnson si sistem sulla grossa sedia, il cui schienale era
molto pi alto della sua testa. Sarebbe stato difficile sparargli
da dietro.
Non posso aiutarla. Non lo so.
Chi, oltre a Milton Hornsby?
Non mi ha ancora detto nulla di questo presunto crimine.
Conosce solo lui? Lui e Jackie?
Alz le mani, arrendendosi alla sua ignoranza. Sedemmo
in silenzio per qualche istante, lasciando che un po' d'aria
viziata riempisse la stanza. Punto morto.
Chi  il suo amico? chiese Johnson infine. Quello dei
consigli gratuiti.
Burton Lewis. Lo conosce?
Johnson si sollev un po' sull'alta poltrona di pelle. Mi sentivo
a disagio a usare il nome di Burt, ma sapevo che non gliene
sarebbe importato. Non mi sentivo meglio per questo.
Davvero un pezzo grosso.
Cominciai a raccogliere le mie cose.
Apprezzo che mi abbia ricevuto. Sono certo che  molto
impegnato.
Mi guard alzarmi, ma non fece altrettanto. La sua
espressione, sempre neutra, cedette un po'.
Lei capisce che sono legato al segreto professionale quanto
la signorina Swaitkowski, disse.
Smisi di trafficare con le mie cose e mi sedetti di nuovo.
Certo.
Come lo  il signor Hornsby.  un principio etico fondamentale.
Lo capisco.
In realt, si tratta del massimo livello di fiducia imposto
a ogni rappresentante legale. Al pari del dovere di fiducia
richiesto a un amministratore fiduciario, sebbene non sia
necessario che questa persona sia un avvocato. La legge parla
chiaro sulla portata di questa responsabilit.
Okay.
Quindi se, per esempio, il signor Hornsby fosse al contempo
un avvocato e un amministratore fiduciario, si potrebbe
dire che  doppiamente vincolato. E, se questo fosse
il nostro caso, spiegherebbe perfettamente perch non voglia
discutere con lei di qualsiasi cosa che riguardi la Bay Side
Holdings. O di chiunque altro. Se questa fosse la situazione
nella quale si trova, e non sto dicendo che lo sia.
 un'ipotesi.
La chiami una lezione di diritto, che i miei soci preferirebbero
che io elargissi gratis al posto di un vero consiglio.
 molto interessante. Mi piace sempre imparare cose
nuove, anche alla mia et.
Se ci fosse qualche controversia sulla competenza del
signor Hornsby a svolgere il suo lavoro, sulla sua capacit di
preservare il corpo del fondo fiduciario, allora ci sarebbero i
presupposti per intraprendere delle azioni da parte dei beneficiari.
Chiunque essi fossero.
Oppure, le autorit civili potrebbero intervenire per
conto dei beneficiari, se ci fossero prove evidenti che l'obbligo
fiduciario  stato trascurato o violato.
Sempre parlando per ipotesi.
Nel caso del signor Hornsby. Stiamo sempre discutendo
la questione a grandi linee.
Come parte della lezione.
Esattamente. Il signor Lewis le direbbe la stessa cosa se
glielo chiedesse.
Capito.
Guard l'orologio.
E questa  tutta la formazione legale che posso permettermi
di dispensare per oggi. Sempre se non c' altro.
Dipende da lei.
Penso di non poterla aiutare oltre.
Le sono grato.
Mi alzai di nuovo e ricominciai a raccogliere le mie carte.
Ancora una volta, Johnson rest al suo posto.
Mi viene in mente che aveva qualcosa da mostrarmi,
disse.
Fece un cenno con la testa verso le carte che stavo riordinando.
Davvero?
La busta?
Quella mattina, nell'uscire di casa avevo preso una manciata
di lettere non aperte dal tavolo di cucina. Non mi ero
preoccupato di controllare quale avevo portato come oggetto
di scena. La capovolsi. Era il mio estratto conto mensile
dall'Harbor Trust.
Oh, questa.
La feci cadere a faccia in su sul tavolo. Lui si allung e la
prese.
Carino.
Per la verit no, stavo per dire, quando aggiunse: Ho
capito.
Non  troppo artificioso? chiesi, sperando di capire a
mia volta nei secondi successivi.
Sembrava divertito.
Be', non ho mai conosciuto un finanziatore che non fosse
un fascio di nervi di fronte a un grosso progetto di sviluppo.
La potrebbe aiutare a far leva sul signor Hornsby. Non
che glielo stia suggerendo.
Un'altra lezione?
Non di etica. A loro interessano solo i soldi. Nessun conflitto
morale.
Immagino considererebbe il piano Bay Side un grosso
affare.
Per la Harbor Trust. Almeno per la succursale di Southampton.
Enorme sarebbe la parola pi giusta.
Per far colpo sulla direzione.
Esatto, disse Johnson, riuscendo finalmente a buttarmi
fuori dal suo ufficio e, con un po' di fortuna, fuori dalla sua
vita. Roy Battiston venderebbe l'anima al diavolo per far ripartire
la cosa.
Fui tentato di fermarmi in un posto che conoscevo a Tribeca,
che era l da prima che il quartiere tornasse di moda e
che sapevo accettava i cani con le giuste credenziali, ma ero
cosciente che avrei parlato, e forse bevuto, troppo, e probabilmente
avrei insistito per guidare fino a casa, e poi avrei
ucciso me stesso e il mio cane, o qualcun altro, sulla strada
di ritorno per l'East End. Non mi sembr giusto far correre
a Eddie questo rischio. Quindi scelsi di riprendere la Grand
Prix e battermela prima che cominciasse il traffico del rientro.
Percorsi la stessa strada per tornare a casa, che era abbastanza
sgombra dopo che mi fui immesso sulla Southern
State e aver proseguito dritto per la Sunrise Highway.
Quando arrivammo al cottage era gi buio. Eddie era in
estasi per aver messo di nuovo piede sulla terraferma; mentre
correva ad annusare tutto quanto, riempii di Absolut il
mio boccale d'alluminio e mi installai in giardino su una delle
sedie Adirondack. Faceva freddo, ma la mia felpa, la vodka
e le sigarette mi tenevano caldo.
Per qualche ragione, sentivo il petto e la gola compressi.
Speravo che la vodka avrebbe aiutato a sciogliere un po' le
cose. Era una sensazione rassicurante che ricordavo dal passato,
ma che non provavo da anni. Non mi piaceva. La sensazione
di sentirsi a casa, troppo simile a tutto quello che
non volevo sentire mai pi.
Il vento che spirava dalla baia mi sferzava il viso. Solo
centotrenta chilometri da Manhattan, ma la temperatura era
di dieci gradi pi fredda e l'aria pi pesante, umida e salata.
L'acqua era una lavagna nera, nessuna traccia di colore. Il
vento soffiava da ovest, ma la risacca lo contrastava da est.
La conseguente collisione tagliava le creste delle piccole onde
della baia, scagliando via piccoli spruzzi di acqua bianca e schiumosa.
Maledizione! dissi alla baia di Little Peconic, che per non rispose. ...
.
...
Capitolo settimo.
...
.
...
Mi ero addormentato sulla Adirondack perci mi ci volle un
po' per capire dove fossi e molto meno per accorgermi che
c'era qualcuno con una torcia che curiosava in casa di Regina.
Eddie era accanto alla sedia e ringhiava.
Feci entrare Eddie in casa, chiusi la porta dell'interrato e
presi la mazza di Harmon Killebrew che tenevo accanto alla
porta laterale. Poi aprii il bagagliaio della Grand Prix e tirai
fuori la mia grossa torcia, che era una specie di bastone. Infilai
il colletto bianco della camicia nella felpa e mi diressi verso
la casa di Regina.
Il bicchiere di Absolut mi ostruiva il cervello e mi appesantiva
le membra. Scossi la testa per schiarirmi le idee. Mi
fermai un istante per assicurarmi di non aver perso l'equilibrio.
Stavo abbastanza bene. Tenni ben stretta la mazza e
mi avvicinai pi silenziosamente possibile alla casa. Le abitazioni
vicine erano spente, ma la luna rischiarava tutto con
la sua luce. Il mio fiato formava piccole nuvole nel freddo
umido. Le minuscole onde della baia erano l'unico rumore.
Perfino gli insetti erano tutti andati a dormire. Nella casa
di Regina la luce lampeggi attraverso una doppia finestra.
Le tende erano tirate, ma mi fermai un attimo dietro a una
grossa ortensia caso mai potessero vedermi. Niente. Proseguii.
Come quasi tutte le case a Oak Point, quella di Regina era
un bungalow a un piano rivestito di scandole di asbesto. C'erano
due uscite, una laterale e una sul retro. Il retro della casa
dava sul vialetto, perci la scelta era del tutto imprevedibile.
Mi guardai intorno in cerca di una macchina e vidi qualcosa
parcheggiato tra alcune tuie troppo cresciute di Regina, a
circa un metro e mezzo dal vialetto. Mi avvicinai un altro po'.
Un pickup. Nessuna BMW nera.
Corsi il rischio e mi avvicinai al pickup. Era vuoto. Infilai
la mazza da baseball nella cintura, tirai fuori la torcia, mi
appoggiai contro il paraurti anteriore e mi misi ad aspettare.
Le ore piccole delle notti di ottobre dell'Eastern Long
Island sono umide e silenziose. Mi chiesi se starmene l fuori
da solo avesse un senso, armato solo di una mazza da baseball
e di una torcia. Decisi che non avesse assolutamente nessun
senso. Pensai di chiamare qualcuno a farmi compagnia.
Ma non conoscevo nessuno abbastanza bene da disturbare a
quell'ora di notte, tranne Joe Sullivan, e quello non lo volevo
fare. Forse a lui non sarebbe importato, ma a quel punto
sarei dovuto tornare a casa, svegliarlo, ascoltare le sue cazzate
e alimentare la sua dignit. Mi sembrava una fatica eccessiva.
Meglio rischiare solo la mia di vita. Era pi semplice in
quel modo.
Sentii una delle rare autovetture passare sulla Noyack
Road. Un piccolo aereo stava attraversando il cielo, quasi
sicuramente diretto all'aeroporto dell'East Hampton. Probabilmente
uno di quegli ambiziosi sgobboni di New York,
sfiancato dal gioco duro con i pezzi grossi. Che si prepara a
rannicchiarsi nel suo rifugio di 1.850 metri quadrati sulla
spiaggia.
Un gatto ebbe un incontro ravvicinato con qualcosa nascosto
tra i cespugli qualche casa pi avanti. A quel rumore mi si
drizzarono i peli dietro il collo. La luce nella casa di Regina era
nella cucina. Vidi un'ombra passare di fronte alla finestra.
Faceva un'accoppiata perfetta con il suono del gatto che si
azzuffava. Recuperai la calma e rafforzai il mio equilibrio.
La porta sul retro si apr e un uomo, di altezza e corporatura
media, scese dalla scaletta posteriore. Indossava una
giacca corta, cappello e stivali, e portava una grande borsa
della spesa. Non riuscii a vedere molto altro nella luce fioca.
Mi allontanai dal pickup, a pochi passi dalla portiera del
guidatore. Sperai di essere completamente nascosto nell'ombra.
L'uomo si ferm accanto alla portiera e infil la mano
sinistra in tasca per cercare le chiavi. Gli andai alle spalle, gli
afferrai la mano destra per il polso, la torsi dietro la schiena
e lo spinsi contro il paraurti anteriore sinistro. Mentre lo
spingevo lo costrinsi a girarsi, immobilizzandogli la mano
sinistra contro il furgone. Dalla bocca gli salt fuori un piccolo
sbuffo di sorpresa.
Prova a muoverti e ti spezzo il braccio, gli dissi nell'orecchio.
Vaffanculo, stronzo fottuto di un coglione, disse, voltando
la testa di scatto. Una ciocca arruffata di capelli rossi
fece capolino da sotto il berretto.
Jimmy Maddox, dove hai preso quella boccaccia?
Lasciami andare e te lo faccio vedere.
Lo lasciai andare e indietreggiai di qualche passo, tirando
fuori la mazza dalla cintura.
Sei una testa di cazzo, amico. Mi hai fatto prendere una
strizza del diavolo.
Perch ti sei intrufolato in casa di nascosto?
Non mi sono intrufolato.
Come no. Con una torcia in mano, nel cuore della notte.
Sono qui solo per prendere un po' di roba, guard verso
la mazza di Harmon Killebrew. Cos' che vorresti farci
con quella? Darmela in testa?
Non ancora.
Non sto facendo niente di male.
Feci segno con il bastone.
Cosa c' nella borsa?
Si limit a guardarmi.
Chi cazzo credi di essere poi? Chi cazzo ti d tutta questa
autorit?
Allontanati da quella borsa.
Anche nella luce fioca riuscii a vedere che stringeva le
spalle e si piegava in avanti, pronto a lanciarsi. L'indecisione
lo avvolse come una nube.
Non fare niente di stupido, Jimmy. Non sono proprio in
vena.
 solo un po' di robaccia che stava in casa. A lei non serve.
Perch a quest'ora della notte?
Ero dalla mia ragazza al Village. Mi sono solo fermato
tornando a casa. Non mi serve il tuo cazzo di permesso.
Beh, in realt ti serve. Sono una specie di guardiano ufficiale
delle cose di Regina.
Vuoi dire il mio rompicoglioni ufficiale.
Gli diedi un colpetto con la mazza per farlo spostare. Si
allontan di mezzo passo, abbastanza per farmi prendere la
borsa. Era una borsa della spesa con i manici. Era pesante.
Che cosa ci hai messo? I manubri di Regina?
Vaffanculo.
Dovresti inventarti qualche altro insulto, Jimmy. Stai
diventando monotono.
Mentre parlavo rovistai nella borsa. C'erano due asciugamani
piegati in cima. Sotto c'era una serie di utensili di
cucina - coltelli, mestoli, grossi cucchiai - e un paio di padelle
di ghisa, che spiegavano tutto quel peso.
Cosa c' per cena?
Si infil le mani in tasca e si appoggi al furgone. Aveva
deciso che non avrebbe pi parlato. Ma io no.
Vedi, te l'avrei data io tutta questa roba, e anche di pi.
Bastava che me la chiedessi. Non serviva che ti intrufolassi
in casa come un ladro.
Non mi ero intrufolato.
Cos'era allora? Un viaggio sentimentale?
 solo della roba che mi serviva. Non sapevo che potevi
darmela tu.
Dovevi solo chiedermelo.
Beh, non me ne intendo di queste cose.
Ripiegai la parte superiore della borsa e me la infilai sotto
il braccio.
 tutta tua, Jimmy. Ma non te la posso dare adesso.
E per quale cazzo di motivo?
Usai la mazza per indicare il mio cottage.
Che ne dici, Jimmy, di venire a casa mia e di berci qualcosa
insieme?
Mi allontanai e lo lasciai vicino al suo pickup. Lo sentii
sbuffare e trascinare i piedi sull'erba.
Voglio la mia roba, mi grid dietro.
Continuai a camminare.
La avrai. Avanti, vieni a berti qualcosa. Ti far bene.
Feci il resto della strada senza voltarmi. La notte non era
cambiata molto nell'ultima mezz'ora, ma io ero molto pi
stanco. Il corpo  in grado di assorbire solo una certa dose
di adrenalina nell'arco di una giornata. Stavo cominciando
a sentirmi intontito per la stanchezza. Girai la chiave nella
serratura e stavo per aprire la porta quando Jimmy comparve
alle mie spalle.
Cos' che mi vorresti offrire? Gazzosa?
Niente gazzosa. Qualcosa di alcolico. Ho tutto quello
che vuoi. Una birra?
Parcheggiai la mazza di Harmon Killebrew accanto alla
porta laterale e lasciai entrare in casa quello scemo trasandato.
Eddie lo accolse come un amico ritrovato. Proprio un
bel cane da guardia!
Diedi la birra a Jimmy e lo portai in veranda. Lo feci sedere,
poi tornai in camera da letto per riporre la borsa. La gettai
sul pavimento dell'armadio e ci ficcai sopra la mia biancheria.
Agli uomini non piace toccare i calzini sporchi degli
altri uomini. Tornai in veranda, dopo essermi fermato a
riempirmi parzialmente il bicchiere, mi sembrava di averne
bisogno.
Non sapevo che si vedesse il mare da qui, disse Jimmy
quando uscii in veranda.
Come no. La sacra Peconic.
Pensavo si chiamasse Little Peconic.
Gi. Giusto.  la piccola Peconic.
Non me ne intendo di faccende religiose.
Com' quella birra?
Buona. Prese un sorso. Perch te ne vai in giro con
quella vecchia Pontiac? Non te la puoi permettere una macchina
nuova?
L'ho avuta insieme alla casa.
Non mi ci vedrei a guidare un vecchio scassone come
quello.
Perch non ne hai mai guidato uno. Provaci una volta,
feci schioccare le dita, e non tornerai pi indietro.
Come no. Tutte stronzate.
L'acqua della baia era limpida, e incolore sotto la luce
brillante della luna. La notte era solidamente serrata.
Cominciai a fantasticare di cuscini e coperte. Jimmy sembrava
a posto con la sua birra.
Non hai intenzione di ridarmi la mia roba, giusto?
Non in questo momento. Dopo. Te lo prometto.
Sei uno strano bastardo.
Mi fa piacere che te ne sia accorto, Jimmy. Di solito la
gente ci mette di pi a capirlo.
Era soddisfatto di bersi la sua birra e di accarezzare la
testa di Eddie. Sembra che tutti gli stronzi della terra abbiano
un debole per i cani. Mi chiesi cosa dicesse questo sul mio
conto.
Jimmy, te lo ricordi il marito di tua zia Regina?
Mi guard con aria assente.
Cosa stai cercando di fare adesso?
Niente. Sono solo curioso. Non riesco a ricordarmelo.
Non so mai quando mi stai prendendo per il culo. Fin
la sua birra e pos la bottiglia sul tavolo con pi forza di
quanto sarebbe stato necessario. Non aveva nessun marito.
E adesso dimmi che non lo sapevi.
Non lo sapevo.
Che cos' che sai, allora?
Meno di quanto dovrei, immagino. Quand'ero piccolo i
miei genitori si comportavano sempre come se ci fosse stato
un signor Broadhurst.
Ges. Non sai un cazzo.
E va bene, mi hai colto di nuovo in fallo. Illuminami.
Perch dovrei dirti qualcosa?
Oh, Cristo Santo, Jimmy, dacci un taglio. Ti ho offerto
una birra. E ti dar tutto quello che c' dentro la casa di Regina,
presi un sorso di Absolut. Quando tutto sar finito.
Jimmy ci riflett un istante. Rabbia e provocazione sono
abitudini difficili da abbandonare.
Mia mamma mi disse che si faceva chiamare signora
Broadhurst perch non voleva essere importunata dagli
uomini, se credi a questa storia. Un secolo fa stava con uno,
ma non era suo marito. Carl qualcosa.
Carl? Sei sicuro?
S. Quello stronzo di Carl. Non l'ho mai visto, ma mia
madre mi parlava di lui.
Carl Bollard?
S, proprio lui. Carl Bollard. Il proprietario di quella
merdosa fabbrica laggi,  quello che mi ha raccontato mia
mamma. Era incazzata nera per questa cosa, mia mamma.
Non so perch. Quelle stronze di donne si incazzano sempre
per tutto. E uno non riesce mai a capire perch. Era molto
pi giovane della zia Regina, anche se  morta molto
prima.
La voce si fece smorzata alla fine della frase. Prese in mano
la bottiglia vuota per coprire l'imbarazzo del momento.
Un'altra?
Perch no.
Gliela presi. Mi sedetti e gli passai la birra facendola scivolare
sul tavolo.
Carl Junior o Carl Senior? gli chiesi.
Merda, non lo so. Tutto quello che so  che si chiamava
Carl Bollard. Non aveva una moglie, solo un mucchio di
fidanzate dappertutto. Se fosse stato sposato mia mamma
avrebbe ripudiato Regina, se si pu fare una cosa del genere
a una sorella. Mia mamma era religiosa. Una cavolo di presbiteriana,
anche se uno avrebbe pensato fosse cattolica per
come si comportava.
Al ragazzino faceva un sacco bene vedermi sorpreso, perci
non ci vidi niente di male nel tentare di andare un po'
pi a fondo.
Jimmy, mi hai detto che la casa non era di Regina, che
una volta morta sarebbe ritornata a qualche stronzo. Ti riferivi
a Carl Bollard?
Ovviamente.  per questo che mia mamma era tanto
incazzata.
Parliamoci chiaro. Mi stai dicendo che quella vecchia
nerboruta era la mantenuta di Carl Bollard?
Non  quello che avrebbe detto mia mamma. Religione
o non religione.
Mi misi a ridere. Quella vecchia arpia dal cuore di pietra
era il tesoruccio di Carl Bollard. La sua amante, impudica e
seducente. E in cambio, una casa tutta per lei? Forse. Insieme
a un altro regalo equivoco: gli Acquillo, che si sono presi
cura di lei, hanno sopportato le sue stronzate, hanno tirato
fuori il suo corpo scassato dalla vasca da bagno e l'hanno
messa sottoterra. Per la prima volta sentii davvero la mancanza
di mia madre. Avevo finalmente una notizia che sarebbe
valso la pena raccontarle.
Anche Jimmy stava ridendo.
La zia Regina si scopava un vecchio in cambio di una
casa gratis.
Ce ne restammo seduti a ridere per un bel pezzo. Ci fece
bene.
Quando smettemmo di ridere, Maddox se ne and e io
mi ributtai sul letto e scivolai sotto le coperte, ancora vestito,
battuto e inerte di fronte alle sacre irregolarit della vita.
Il giorno dopo andai a Sagaponack per guardare l'oceano.
Di norma, guardare la baia di Little Peconic mi aiutava
a pensare. Ma quella mattina avevo bisogno di fissare qualcosa
di pi grande. Qualcosa con un orizzonte che curvava
verso l'infinito.
L'Oceano Atlantico appariva grande e imbronciato e inconsapevole
dei miei timori e delle mie pulsioni. C'era una
brezza di terra, che formava onde eleganti e uniformemente
distanziate. La risacca era pi alta del normale, probabilmente
per via di una tempesta in alto mare. Cercai di individuare
qualche surfista, ma non ne vidi nessuno. La spiaggia
era vuota in tutte le direzioni se si escludevano i gabbiani,
i sandpiper e i granchi reali morti. Il cielo era grande e il
vento forte. La stagione degli uragani era quasi finita, ma in
questo periodo dell'anno qualsiasi cosa poteva far incazzare
l'Oceano. Era vasto e pericoloso e inconoscibile. Scesi dalla
macchina e camminai fino alla spiaggia e mi sedetti sulla
sabbia per vedere il sole del primo mattino riscaldare la sfumatura
della sabbia e trasformare il colore dell'acqua salata
in un blu inchiostro.
Billy Weeds e io una volta facemmo surf dopo un forte
temporale. L'aria era secca, spazzata dal vento canadese che
spesso calava per spingere lontano dal mare le tempeste tropicali
prima che si scagliassero su Long Island. Quando ci
raggiunse, la potenza della tempesta era stata smorzata, ma
la sua energia aveva sollevato onde gigantesche che si infrangevano
al di sopra delle barre di sabbia a un quarto di miglio
dalla costa. Ci impiegammo mezz'ora a lottare contro la
sudicia maretta vicina alla costa prima di raggiungere il centro
dell'azione.
Alla fine incontrammo enormi cavalloni coperti di
schiuma che si frangevano in sei metri d'acqua creando onde
incredibilmente enormi che cavalcammo per un'ora, incuranti
e attoniti, ignari del rischio. Eravamo giovani, forti e
stupidi e ricorder sempre Bill che rideva isterico di fronte a
quella follia e il potere cattivo dell'oceano che era troppo
preso dalla propria maest per preoccuparsi di farci annegare
come invece avrebbe dovuto. Quando decidemmo che ne
avevamo avuto abbastanza, cercammo di nuotare fino a riva,
ma non riuscimmo a oltrepassare la risacca. Continuavamo
a essere rigettati nel frangente. Ci volle un'altra ora per tornare
indietro e solo perch avevamo cavalcato la corrente
fino all'insenatura di Shinnecock, dove la risacca allentava la
presa.
Da quel momento seppi che era possibile morire. La
lezione non si impresse altrettanto bene nella testa di Billy
Weeds.
Ero solo a pochi isolati dalla casa di Burton, perci avrei
potuto dichiarare in tutta onest che mi trovavo nei paraggi.
Accostai la macchina al cancello e premetti il pulsante del
citofono. Isabella fu, come al solito, molto accogliente.
Sta lavorando nel suo studio.
Puoi dirgli che sono qui?
Se vuole.
Gi, perch no? Dato che sono qui, fuori dal cancello.
Okay. Affari suoi.
Le enormi orchidee azzurre che costeggiavano il lungo
vialetto erano diventate marroni per via del gelo. Una squadra
di architetti del verde stava dando una sistemata, potando
le siepi e riordinando l'acciottolato bianco. Credo di
poter dire che, nel passargli accanto, guardarono la Grand
Prix con ammirazione.
Burton mi accolse sulla porta.
Sam, tempismo perfetto. Mi hai salvato dal lavoro.
Cos mi ha detto Isabella.
Andiamo a sederci.
Mi fece strada attraverso un lungo corridoio che portava
a un salotto e a una veranda chiusa da una zanzariera. Una
veranda come la mia, solo dieci volte pi grande e arredata
in stile India britannica. Un sacco di poltrone con reggitazza
e portariviste incorporate, sgabellini di legno e paglia e
stuoie intrecciate.
In casa di Burton c'era sempre qualche posto nuovo in
cui sedersi. Mi chiedevo come facesse a tenere tutto sotto
controllo.
Erano solo le dieci e mezzo del mattino, troppo presto
anche per me e Burton. Perci chiam Isabella con il cellulare
e le chiese di farci portare due mimosa analcolici.
Almeno ti d l'illusione.
Mentre aspettavamo ci aggiornammo rapidamente sulle
ultime del baseball, il che tradotto significava concordare
sulla schiacciante inferiorit di tutte le squadre che avevano
gareggiato con gli Yankees, compresi quei tizi che giocavano
anche da qualche parte a Long Island. E che a quanto pareva
erano entrambi nelle World Series.
Il loro stadio  nel Queens, se non sbaglio, disse Burton.
Ma non lo so per certo.
I ragazzi hanno perso ieri sera. Perci stanno due a uno.
Inezie.
Esaminammo anche le prospettive della stagione in NBA,
che a Burton interessava molto di pi. Aveva un palco al Garden,
lontano dalle celebrit per evitare di apparire in televisione.
Di tanto in tanto ci andavo anch'io.
Dovremmo farlo di nuovo, disse. Ho rimodernato il
palco.
Mi guardai attorno nella veranda.
Tek?
Qualcosa di pi appropriato al contesto.
Isabella comparve insieme a un'altra donna che portava
un vassoio con i cocktail, una cesta di croissant e della frutta
fresca. Si trattenne dal manifestare il suo disappunto nei
miei confronti fino a che Burton non riusc a cacciarla via.
Allora, Sam. Ho qualche informazione. Non grosse
cose.
Anch'io. Abbastanza.
Ho avuto un messaggio da un avvocato che si chiama
Hunter Johnson. Che chiedeva notizie di te.
Ha voluto verificare la mia storia.
Gli ho fatto sapere che eravamo in stretti rapporti e l'ho
chiusa l. Un mio assistente si  occupato di comunicarglielo.
Ho lasciato cadere il tuo nome cos forte che ha fracassato
il pavimento.
Spero sia servito.
S. Te ne sono grato.
Dimmi cos'hai saputo e vediamo se posso colmare i
buchi.
Perci gli raccontai tutto quello che avevo scoperto da
quando era partito per il cottage. Di Carl Bollard Junior e
della sua ragazza Regina. Della casa di Julia Anselma a Bay
Side e del ferro da stiro manomesso. Di Jimmy Maddox e del
suo raid notturno. Delle confessioni di Jackie Swaitkowski.
Della Harbor Trust e dei Battiston. Perfino del mio incontro
con l'orso ammaestrato, che avevo omesso nel corso della
nostra ultima conversazione.
Non ne sono contento, disse Burton.
Niente danni permanenti. Niente che si veda, almeno.
Gli raccontai del mio incontro con Ross Semple e della
conversazione con Joe Sullivan. E infine del viaggio a New
York per incontrare Hunter Johnson nei suoi sontuosi uffici.
Quel posto  veramente di gran lusso, Burt. Dovresti
darci un'occhiata.
Ci credo. Si occupa di cause immobiliari, disse, come
tutta spiegazione.
Allora, che ne pensi di tutta questa faccenda?
Ti sei dato da fare, disse. Non ho molto altro da aggiungere,
a parte qualcosa sul fondo fiduciario.
Non saprai mica chi  il beneficiario? chiesi, come se gli
stessi chiedendo il risultato della partita della sera prima.
Carl Bollard, naturalmente.
Naturalmente. Che a questo punto dovrebbe essere piuttosto
vecchio.
Sarebbe stato, ma  morto.
Morto?
 morto qualche tempo fa. Nel 1977 per l'esattezza. Era
alcolizzato. Aveva una stanza all'Institute of Living a Hartford.
Era l per un ultimo tentativo di disintossicarsi.
Questo chiude la faccenda del fondo. Cosa ne  stato dei
beni? Chi  l'attuale proprietario?
 una domanda molto interessante, Sam. Non ne abbiamo
idea e per quanto possano dire i miei soci, non c' nessun
altro che lo sappia. Di fatto, tutto quello che abbiamo
trovato lo abbiamo saputo da un funzionario in pensione
che si occupava di mutui e prestiti e che ha sottoposto a revisione
il fondo nel corso di un programma di capitalizzazione
della WB. Questo  successo all'inizio degli anni Cinquanta.
Fortunatamente aveva ancora i suoi appunti. Scoprirai
che quasi tutte le persone coinvolte in questa cosa
sono morte da un bel pezzo o hanno ormai passato la capacit
di ricordare con chiarezza.
Cosa mi dici del testamento di Bollard? Dei suoi eredi?
Nessun erede di cui siamo a conoscenza. Il fondo era
stato creato dal padre, Carl Bollard senior, l'anno della morte
di sua madre, lasciando Carl Junior unico erede. Il fondo
comprendeva tutte le propriet della Bay Side Holdings,
ovvero la WB Manufacturing, i terreni su cui sorgeva, pi le
propriet contigue in Oak Point e Jackob's Neck, il patrimonio
netto: sostanzialmente il contante dell'azienda e un consistente
conto di investimento con un portafoglio di azioni
e obbligazioni. Carl Junior, che, per inciso, era figlio unico,
era il beneficiario, insieme al padre, fino alla morte di quest'ultimo,
che avvenne nel 1950. Carl Junior ha lavorato
anche alla WB, dove ha avuto una serie di incarichi tipici di
un giovane rampollo destinato alla successione. A prima
vista il fondo sembra un tipico veicolo fiscale usato per la
gestione delle propriet immobiliari e il facile trasferimento
dell'autorit societaria da una generazione all'altra. Ma,
avendo una certa esperienza in questo genere di cose, per me
era chiaramente anche un mezzo per tenere il giovane Carl
sotto controllo mentre il padre era ancora in vita, e fuori dai
guai dopo la sua morte. Il che significa?
Significa che il fondo era revocabile fintanto che il vecchio
era ancora in vita e che sarebbe diventato immodificabile
per i cinque anni successivi. Carl Junior godeva delle
entrate dell'attivit, ma non pot metterci mano fino al
1955, quando aveva quarantasei anni.
Arnold Lombard ha detto che era un perditempo.
Giustamente. Suo padre aveva calcolato che dopo cinque
anni di indipendenza il figlio sarebbe stato pronto ad
assumersi le sue responsabilit. Se non lo fosse stato, allora
che andasse pure tutto in malora.  una prassi molto comune
nelle famiglie.
Perci mi stai dicendo che tutta quella roba se ne sta l
senza un proprietario dal, quando? Dal 1977, e che l'unico
proprietario  un pezzo di carta?  pura follia.
S, folle e illegale, e totalmente fuori questione.
Okay. Va avanti con la spiegazione.
Il fondo  stato creato nel 1948 insieme ai testamenti
scritti per entrambi i Carl. Un'altra cosa molto comune.
Questi ce li ho. Quello di Carl Senior lo conosciamo gi.
Quello di Carl Junior dice che alla sua morte i beni del fondo
vanno ai suoi eredi e aventi diritto, secondo quanto indicato
nel fondo. Non dice nulla di cosa sarebbe successo nel
caso in cui non avesse avuto eredi o aventi diritto oltre a suo
padre, che avrebbe riavuto tutto indietro nel caso in cui il
figlio fosse morto giovane. Nel qual caso Carl Senior avrebbe
potuto annullare il fondo e andare avanti con la sua vita,
ma a questo punto entriamo nel campo della pura speculazione
dal momento che le cose sono andate diversamente.
Ma Carl Junior non aveva eredi.
Ho detto eredi, non aventi diritto.
Presumo che un erede sia esattamente quello. Qualcuno
che ha diritto all'eredit.
Esattamente. Questo  quello che non sappiamo perch
non abbiamo il documento del fondo. I testamenti devono
essere registrati al momento della morte del firmatario. I
fondi no. Una volta liberatosi dalle restrizioni imposte dalla
legge, Carl Junior avrebbe potuto modificare il fondo a suo
piacimento. Era diventato il suo fondo.
Dobbiamo scambiare due chiacchiere con il signor
Hornsby.
Non c' dubbio.
Mi alzai e mi avvicinai alla zanzariera per guardare fuori.
Il prato si stendeva per qualche centinaio di metri, terminando
presso un'alta siepe di ligustro. Tra la casa e l'oceano
c'era un'immensa distesa di terra. Il bisnonno di Burton aveva
deciso che era meglio frapporre venti acri tra s e un'improvvisa
onda anomala anzich accontentarsi di un'esile duna.
Quanto accadde nel 1938 durante una tempesta gli diede
ragione: il suo vicino di casa fu trascinato in mare con tutta
la sua famiglia e quattordici amici arrivati da New York
per godersi lo spettacolo.
Hai qualche teoria, Burt? gli chiesi mentre finivo il mio
secondo mimosa evirato. Burton era ancora seduto, assorto
e distante. Mi rimisi a sedere accanto a lui.
S. Ma fa acqua da tutte le parti.
Anch'io.
Sai cosa pu essere successo?
S. Solo che  difficile da credere.
Uno dei miei professori di legge aveva una massima.
Solo perch pensi che sia vero, non significa che non lo sia.
Doveva essersi rasato con il rasoio di Occam.
La lama pi affilata del cassetto.
Dopodich, con mio grande sollievo, tornammo al NBA.
Lo sapevo io, e lo sapeva anche Burton, che la cosa migliore
da fare a questo punto era mettere tutto nelle sue mani, di
modo che lui mettesse tutto nelle mani delle persone ufficialmente
responsabili di queste cose. Lui sapeva, come lo
sapevo io, che non era quello che volevo. Avevo affondato i
denti nella preda e non avevo intenzione di mollare fino a
che non avessi trovato una risposta. Che semplicemente non
avevo. Non ero in grado di dare una spiegazione.
Odio sentirmi in debito con qualcuno, lo sai bene. Ma
mi fa piacere che tu mi abbia aiutato, gli dissi prima di alzarmi
e andarmene.
Sciocchezze, disse e ripercorse con me il lungo tragitto
che conduceva alla mia auto.
Ritornai al cottage con tutti e due i finestrini aperti per
ossigenarmi il cervello. L'aria fresca e umida di ottobre non
era molto piacevole, ma un po' di ossigeno in pi mi aiutava
a concentrarmi. Era una pratica che avevo imparato da
giovane. Entrare in macchina, aprire tutti i finestrini e guidare
abbastanza velocemente da creare nell'abitacolo un piccolo
uragano. Riuscivo a pensare meglio quando i miei sensi
erano sopraffatti da altre cose. Qualche volta lo facevo
quando tornavo a casa dal lavoro, perfino nel cuore dell'inverno,
e quando arrivavo al vialetto di casa continuavo a guidare
e trascorrevo un'ora o due flagellandomi il cervello e
inducendolo alla sottomissione.
Abby non chiedeva mai dove fossi stato. Non si preoccupava
mai quando non arrivavo o quando lavoravo la sera e i
fine settimana. Il fatto che la mia presenza le fosse indifferente
era una delle cose che pi apprezzavo in lei. Mi dava la libert
di distrarmi guidando senza meta all'aria aperta o di imbarcarmi
in impetuose ed ebbre scorribande nella Greater New
York in compagnia degli sparring partner della palestra, o di
immergermi negli ossessivi tentativi di dominare qualche
arcano principio scientifico o di rimanere per mesi in stato
catatonico, calandomi nel mio personale pozzo della disperazione.
Nel frattempo Abby gestiva la casa, curava i rapporti
sociali con le persone giuste, si dedicava agli acquisti e a crescere
nostra figlia in tutta serenit. Attraversai gli anni del mio
matrimonio come pattinando su una lastra di ghiaccio, muovendomi
a una velocit indistinta, quasi senza toccare la superficie.
Le settimane erano piene di ansia e tensione ribollente,
i fine settimana persi nell'alcol e in conversazioni fatue.
Durante tutto quel tempo non c'era mai stata una volta in cui
avessi sentito che mia moglie era consapevole di chi fosse
l'uomo con cui era sposata. Mentre ci costringeva a circondarci
di una marmaglia di conoscenti idioti, io fui condannato
a un'orrenda solitudine della mente.
Mi fermai al cottage per vedere come stava Eddie. Dormiva
sul pianerottolo in cima alle scale che portavano alla
porta laterale. Scodinzol senza darsi la pena di alzarsi.
Stattene buono l, ragazzo, o farai male a qualcosa.
Preparai una caraffa di caff, raccolsi la cartella di Regina
e l'aprii sul tavolo della veranda. L'aria era fresca, ma il
caff mi tenne calde le dita mentre sfogliavo le carte.
Stavo guardando tutte le parole e gli appunti, i documenti
immobiliari e le altre cose che avevo raccolto, senza
registrare niente nella mente. Non stavo leggendo davvero,
stavo solo esplorando tutto con gli occhi. Quello che volevo
sapere non era l, perci mi sembrava insensato cercare. Ma
cercai lo stesso, per abitudine, per quell'inguaribile ossessione
che spinge gli ingegneri a raccogliere i dati.
Eddie si mise comodo sul letto. Cercai di parlarne con lui,
ma voleva dormire. Tutto quello che ottenni fu una testa sollevata
e un occasionale scodinzolio. Nessuna analisi o conclusione.
In fondo alla cartella c'erano le vecchie fotografie che
avevo fregato dalla bacheca della WB. Mi ricordavo che
ritraevano delle squadre di bowling, ma riguardandole mi
accorsi che solo una ritraeva donne e uomini con buffe
magliette e palle da bowling. Nell'altra erano tutti in giacca
e cravatta.
Era una foto 20 per 23 in bianco e nero. Il posto in cui era
stata scattata era ambiguo, forse una sala conferenza della
fabbrica o una sala riunioni di un ristorante o di un albergo
della zona. Ritraeva una decina di uomini in piedi spalla
contro spalla. L'immagine era leggermente sovraesposta, e
invecchiando aveva assunto una colorazione seppia, ma i
volti erano perfettamente riconoscibili. Fui affascinato dalla
conformit degli abiti e del taglio di capelli, dall'omogeneit
della pelle, dalla sicurezza che si leggeva nei loro occhi.
Sul pavimento c'era uno striscione, montato su un
sostegno rigido in modo da starsene appoggiato ai loro piedi.
C'era scritto Squadra bombardieri WB. Poi pi in basso,
in caratteri molto pi piccoli, Squadra direzionale per
la difesa.
La parola direzionale mi spinse a girarla e a guardare cosa
c'era scritto dietro. Lungo il bordo inferiore con una grafia
ordinata erano scritti i nomi e i titoli di tutti gli uomini della
foto. A cominciare da Carl Bollard, Jr., Presidente e Amministratore
Delegato. Alla sua sinistra c'era Milton Hornsby,
vice presidente esecutivo, responsabile del settore finanziario.
Sul lato opposto c'era Robert Sobol, responsabile del
controllo qualit. Sul timbro impresso da chi aveva sviluppato
la foto era riportata la data: 1970.
Guardai sul retro della foto del bowling, ma non c'era
alcuna scritta, a parte il timbro con la data: 1972.
Ufficio dell'avvocato Swaitkowski.
Devi essere Judy.
Precisamente.
Jackie  l da qualche parte?
S. Vuole parlare con lei?
S.
Okay, allora mi dia il suo numero, la far richiamare.
Interessante.
A lei piace che si faccia cos. Ha le sue manie, ma  carina,
non crede?
Pi carina di me.
Mi mandi una sua foto. Cos posso giudicare da me.
Le diedi il mio nome e il numero di telefono, poi riattaccai
e aspettai che Jackie mi richiamasse, cosa che fece, circa
dieci minuti pi tardi.
Non vuole parlare con me, disse quando prese la telefonata.
Chi?
Milton Hornsby. L'ho chiamato un po' di volte, gli ho
mandato una raccomandata, sono anche andata di persona
a suonare al suo campanello. Niente.
Ma lui c'era?
C'era, mi ha semplicemente detto di andarmene. Credo
abbia detto qualcosa tipo: se ne vada o la cito per molestie,
o qualcosa del genere. Perci ho pensato, che ci sto a fare qui?
Stavo per chiamarti, ma non mi avevi dato il tuo numero.
Cosa stai facendo in questo momento?
Parlando con te.
Ti va di farti un giro?
Dov' che andiamo?
Voglio andare a casa di Hornsby. Non posso pi aspettare.
Penso che sia meglio che ci sia anche tu. Per il suo bene
e per il mio.
Hai intenzione di dirmi perch? No, rispose per me.
Pu anche averti licenziato, ma vorr che tu sia l quando
gli parler, cosa che far anche se sar costretto a urlare
attraverso la porta.
In realt stavo per andare in tribunale. Puoi aspettare
un ora?
Sto andando adesso.
Potresti essere un po' pi flessibile.
Scusami, hai ragione. Sar a casa di Hornsby tra circa
quarantacinque minuti. Spero di vederti l.
Cavolo.
Eddie sent il suono delle chiavi e si precipit alla porta.
Mi sentivo un verme a lasciarlo da solo, ma avevo bisogno
della massima concentrazione e Jackie Swaitkowski rappresentava
una distrazione pi che sufficiente. Chiusi la porta
dell'interrato in modo che non potesse usare il portello. Avevo
bisogno di sapere che qualcuno in questo mondo fosse al
sicuro, almeno per qualche ora.
Quarantacinque minuti erano pi che sufficienti per
arrivare a Sag Harbor, ma in questo modo davo a Jackie un
po' di respiro. Usai il tempo che avevo a disposizione per
andare a nord sulla Noyack Road, scegliendo la strada lunga
che portava in citt, seguendo Long Beach nel punto in cui
curvava dolcemente attorno al lato orientale di Noyack Bay.
I segni del tardo pomeriggio erano gi nel cielo. Un
ammasso di nubi dense lungo l'orizzonte occidentale erano
illuminate dal basso da una dolce luce dorata che mi ricordava
Maxwell Parish. L'acqua era increspata da una brezza occidentale
costante, l'aria calda e umida che soffiava dalla baia,
in contrasto con la densa saturazione di colore del sole calante.
La stagione aveva usato tutto il tempo a disposizione.
Sul ponte di Sag Harbor c'erano dei lavori in corso, cos
dovetti aspettare dietro una fila di auto prima di poter attraversare.
Quest'attesa si port via pi tempo di quello che avevo
stabilito, cos quando alla fine arrivai da Hornsby, Jackie
era gi l. Era in piedi accanto al suo pickup Toyota, che parlava
al cellulare. Indossava una giacca di seta abbondante,
decostruita, un golf di cotone bianco, una gonna lavorata a
maglia che le arrivava ben sopra il ginocchio e tacchi che le
allungavano le gambe di qualche centinaio di metri. I capelli
biondi e folti, acconciati in ampie onde, erano tenuti indietro
da una fascia a fiori. Il rossetto era in tinta con gli occhiali da
sole, del genere che si trova solo in posti tipo Venice, in California.
Aveva l'aspetto di una multimilionaria.
Richiuse il cellulare mentre mi avvicinavo e disse:
Non cominciare.
Cosa?
A dire quello che stavi per dire.
Riguardo?
Si mise una mano sul fianco e fece un piccolo movimento.
Lo sai, sui miei vestiti da donna.
Non sono nato ieri. Ho seguito un corso di sensibilit.
Sbuff.
Soldi ben spesi.
 qua?
Non ho controllato. A dire il vero sono arrivata in questo
momento. Puoi darmi qualcosa su cui lavorare?
Hornsby ha qualcosa che ho bisogno di vedere. Non
posso chiederglielo, perch non vuole parlare con me. E questo
non fa che aumentare il mio desiderio di vedere questa
cosa.
Cosa?
Hornsby  l'amministratore fiduciario di un fondo che
possiede la Bay Side Holdings. In base al quale l'imprenditore
edile diventa il beneficiario. Il tuo ex cliente. Devo parlare
con lui. O con loro.
Non me ne intendo molto di fondi, o di propriet immobiliari,
ma non vedo alcun collegamento tra una propriet
in locazione e una donna defunta.
 proprio questo il punto.
Quale?
Che  morta.
Mi allontanai da lei per evitare altre domande. Sperai che
mi avesse seguito.
La macchina di Hornsby era ancora nel viale. Jackie mi
raggiunse mentre risalivo il vialetto che portava alla porta
d'ingresso e suonavo il campanello.
Ha risposto alla porta l'ultima volta? le chiesi.
Mi ha urlato di andarmene. Dall'interno.
Suonai di nuovo e urlai il suo nome. Niente.
Andiamo sul retro.
Eh?
L'ultima volta che l'ho visto stava lavorando nel giardino
sul retro, le spiegai mentre la conducevo attraverso le
tuie.
Urlai di nuovo il suo nome mentre giravo attorno a una
serie di affollati arbusti, attraverso una pachysandra e oltrepassavo
palle di crisantemi in fiore. Jackie faceva del suo
meglio per tenere il passo con i suoi tacchi a spillo.
Potevi dirmelo che si trattava di un safari.
Ci fermammo sul piccolo spiazzo erboso al centro del
giardino e ci guardammo intorno. Mi afferr il braccio
destro con entrambe le mani per evitare di affondare nel terreno
soffice.
Dev'essersela svignata, disse.
Oppure se ne sta nascosto in casa.
Notai che c'era un piccolo vialetto parzialmente nascosto
dai rami penzolanti di un grande acero norvegese, adesso quasi
completamente spogliato delle sue brillanti foglie giallo-arancio.
Ricordai che Hornsby si era diretto da quella parte
con la sua carriola dopo avermi detto di andare al diavolo.
Diamo un'occhiata l dietro e poi ricomincio a urlare,
dissi.
Se arriva la polizia, almeno hai il tuo avvocato.
La porzione di giardino era molto pi ampia di quanto
non sembrasse, occultata com'era dalla fitta vegetazione. Il
sentiero passava attorno a gruppi di forsizie troppo cresciute,
agrifogli e bamb. Mescolato all'odore pungente delle
foglie marce c'era l'odore del litorale della baia di Sag Harbor,
che distava solo un centinaio di piedi. Bassa marea.
Il sentiero dava su una radura. Milton Hornsby era al
centro di un altro spiazzo erboso. Era disteso sulla schiena
con le gambe perfettamente distese. Aveva addosso gli stessi
vestiti che gli avevo visto l'altra volta, mentre la faccia era
meno riconoscibile sotto tutto quel sangue. Stretta nella
mano destra una Smith & Wesson calibro 38, simile a quella
di Sullivan. La parte superiore della testa era quasi completamente
partita. Sembrava si fosse sparato da disteso,
attraverso la bocca. Pi pulito in quel modo. Attaccata al petto
con una grossa spilla di sicurezza c'era una scheda di
archivio schizzata di sangue.
Non toccarlo, disse Jackie, attraverso il pugno serrato
che si era pigiata contro la bocca. Cosa dice il biglietto?
Vai al diavolo.
Scusa?
Il biglietto. C' scritto cos. Vai al diavolo.
Le ultime parole famose.
O una rotta di navigazione.
Ho chiamato per dire che stavamo arrivando. Noi due,
insieme. Ho lasciato il messaggio alla sua segreteria. Oh, cavolo.
Il sangue era rosso vivo. Fresco.
Hai il telefono cellulare? le chiesi, ma stava gi digitando
il numero. Aspetta, dissi.
Mi guard con gli occhi sbarrati.
Non posso aspettare, url, devo chiamare immediatamente.
Voglio dare un'occhiata in casa.
No.
Probabilmente  l.
No.  un atto illegale. Radiazione dall'albo degli avvocati
tanto per cominciare.
Cominci a comporre il numero.
Sei il suo avvocato.
Mi ha licenziato. Non lo avrei fatto lo stesso. Tu mi piaci,
Sam, ma non fino a questo punto.
Dannazione.
Lo posso fare dopo se me ne dai l'opportunit. Legalmente.
Otterr il permesso di esaminare le carte. Per assicurarmi
che sia tutto al suo posto. In questo momento, abbiamo
cose ben pi importanti da fare. Ges, non posso crederci.
Guardai Hornsby. E il biglietto.
Altrettanto a te, miserabile vecchio...
Ehi, ehi, ehi, disse Jackie, interrompendomi e riafferrandomi
per il braccio, non bisogna prendersela con i morti.
Porta male. Avanti, riaccompagnami verso la casa. Sto per
vomitare.
Mentre camminavamo sentii che telefonava alla polizia.
Sag Harbor ha degli sbirri suoi? domandai.
Naturalmente.
E la polizia di Southampton c'entra?
Dipende dal caso.
Quando arrivammo dietro la casa controllai se la porta
era aperta. Jackie si infil tra me e la maniglia.
Giuro su Dio, Sam, url, spingendomi il petto.
Stai calma. Non ho intenzione di entrare.
Respirava forte, sconvolta e furiosa. Sembrava il momento
ideale per chiederle un altro favore.
Potresti chiamare gli sbirri di Southampton? Dovrebbero
dare un messaggio all'agente Joe Sullivan. Digli quello che
 successo, che sono qui insieme a te.
Per quale cavolo di ragione?
Vorrebbe saperlo.
 un amico tuo?
In un certo senso.
Dio solo sa quanto ne hai bisogno.
Dieci minuti pi tardi la strada pullulava di sbirri che
tiravano nastri gialli e di paramedici e investigatori che si
infilavano guanti di plastica. Luci azzurre e bianche lampeggiavano
dai tettucci delle ambulanze, creando un effetto
stroboscopio che faceva apparire i movimenti delle persone
rigidi e artificiali. Il clangore distorto delle radio a due vie
alzate a tutto volume e i gruppuscoli di vicini sbigottiti e
curiosi completava il quadro familiare.
Jackie e io eravamo seduti sulla sponda posteriore del suo
pickup mentre una giovane agente prendeva le nostre testimonianze.
Jackie parl per prima in modo da fornire un
canovaccio alla mia versione. Tutto quello che disse era vero,
e plausibile, semplicemente evit di dire tutto quello che non
volevamo fosse trascritto agli atti. Fu un'esibizione davvero
notevole.
Avevamo quasi finito quando arriv Sullivan nella sua
auto di pattuglia.
Ciao, Joe, disse la piedipiatti.
Ciao, Liz. Sono qui in via ufficiosa. Conosco questo
tizio, disse indicandomi.
Salve, Joe, dissi, lei  l'avvocato Jackie Swaitkowski.
Hai gi un avvocato?
Jackie per poco non salt gi dal pickup nell'ansia di fare
chiarezza.
No, no, no. Siamo venuti insieme per un'altra faccenda.
L'agente Grady ha tutte le informazioni.
Liz Grady tir gi qualche altro appunto, poi pass il suo
registro a Sullivan, che lo lesse attentamente mentre noi
rimanemmo seduti in attesa. Quando ebbe finito tamburell
con il registro sul palmo della mano.
Allora, Sam, pensi che si sia suicidato?
Non mi sembra nient'altro, ma non sono un esperto.
Voglio dire, potresti avere un motivo per sapere che si 
suicidato.
Non ne sono certissimo, ma quasi.
Bene. Grazie.
Mi mise una mano sulla spalla.
Ehi, Sam, ti avevo detto che ho avuto quella cosa che mi
avevi chiesto?
No.
Ce l'ho.  nella mia auto. Vuoi darle un'occhiata? Non si
muova, disse a Jackie, torniamo immediatamente.
Jackie mi guard con un'aria che voleva dire: credi che sia
nata ieri? L'agente Grady se ne and per occuparsi di altre
faccende ufficiali.
Che cazzo, disse Sullivan quando arrivammo alla sua
macchina.
 una brutta faccenda, dissi.
Allora non si  suicidato.
Si  sicuramente suicidato. Per questo  una brutta faccenda.
Dovremmo investigare.
Decisamente s.
Perci non ne sei sicuro.
Ne sono sicuro, ma hai bisogno della conferma del
medico legale.
Allora cosa c' di tanto brutto?
Hornsby ha preferito uccidersi piuttosto che parlare
con me.
Sullivan fece un mezzo giro sui tacchi.
Cristo Santo, di cosa stai parlando?
Mi hai detto che mi avresti concesso un paio di settimane.
Sono passati solo un paio di giorni.
Quello  stato prima del cadavere.
Non mi fu facile ribattere a quell'affermazione.
Ti ho chiamato subito.
Volt la testa di scatto verso Jackie Swaitkowski.
Che mi dici dell'avvocatessa? chiese.
Lavorava per Hornsby. Ho pensato che se fosse stata
insieme a me forse lui si sarebbe aperto. Tutto qua.
Lo verr a sapere che cosa sta succedendo.
Okay, dimenticati delle due settimane. Mi servono un
altro paio di giorni.
Per fare cosa?
Non lo so. Ci sto lavorando.
Stai lavorando a cosa? domand quasi urlandomi
contro.
Altri due giorni.
Sullivan si rimbocc nervosamente la camicia e si pass
entrambe le mani tra i capelli. Un tentativo di mantenere in
perfetto ordine almeno qualcosa nella sua vita.
Sono incazzata nera. Jackie era un po' freddina quando
tornammo da lei.
Non voleva parlare di fronte a Liz.
Certo.
Era arrabbiatissima con me, ma era incredibilmente meravigliosa
seduta l, sulla sponda del suo vecchio pickup scassato.
In mezzo a tutti quegli sbirri nervosi e al rumore delle
radio e ai lampeggianti ultraterreni, ebbi una chiara visione
di Jackie Swaitkowski, costantemente nei pasticci. Mariti
morti, fidanzati sbagliati, uomini sposati, una scia infinita di
delusioni, tradimenti e aspettative andate a vuoto. I bravi
ragazzi non erano all'altezza, i cattivi ragazzi distruttivi,
quelli giusti gi impegnati. Non era colpa sua. Era semplicemente
troppo bella, o non abbastanza bella, troppo in gamba,
troppo pigra o troppo strana.
Ascolta, Joe. Credo che dovresti dare un'occhiata in casa
prima che venga tutto stravolto. Soprattutto perch la porta
sul retro non  chiusa a chiave.
Non posso crederci, disse Jackie.
Se la cosa ti preoccupa, l'avvocato di Hornsby qui presente
pu venire con te. Aggregarsi a te.
Non ne ho bisogno.
No, credo che tu ne abbia bisogno. Credo che tu voglia
chiederle di venire con te. E mentre dai un'occhiata in giro,
Jackie pu assicurarsi che tutte le cartelle e le altre scartoffie
dello studio siano dove dovrebbero essere. Nel caso si apra
qualche questione.
Stai scherzando, spero, disse di nuovo Jackie.
Devi fare in fretta.
Jackie mi piant il naso sulla faccia. Talmente vicino
che mi accorsi che stava per diventare rossa. Era ancora
bella.
Hai intenzione di dirmi che diavolo sta succedendo?
Cos poi lo pu dire a me, disse Sullivan a Jackie.
Potrei dirtelo, ma a quel punto non lo potresti fare, dissi
a Jackie. Sai quello che mi serve.
Rimasero l entrambi a guardarmi per un lungo doloroso
istante. Doloroso per me, quantomeno. Sentii tutti i muscoli
del collo e della schiena irrigidirsi e la sensazione familiare di
un coltello piantato nell'occhio destro. Proprio come quando
lavoravo. Le ingiurie dell'inadeguatezza.
Per favore, dissi a entrambi.
Continuarono a rimanere immobili.
Beh, merda, disse Sullivan, alla fine, visto che hai usato
la parolina magica, e si diresse verso la casa.
Jackie cominci a seguirlo, scuotendo la testa.
Sii prudente, dissi.
Si volt e cammin all'indietro dicendo:
Devi andartene da qui. Ci vediamo pi tardi.
Ti telefono tra qualche ora.
Fece ancora qualche passo, poi si volt di nuovo, puntandomi
un dito contro.
Sarai in debito con me per il resto della tua vita.
Sapevo che l'avrebbe fatto, anche se mi faceva star male
l'idea di avere mandato all'aria i suoi principi. Quando avevo
la sua et lasciavo sempre che i principi avessero la meglio
sul buon senso.  quello che si fa quando si  giovani e sciocchi.
Perch tutte le conseguenze delle esperienze amare si
accumulano. E si diventa come Milton Hornsby, incapaci di
frapporre la giusta distanza tra noi e i mali, i peccati e gli
errori di calcolo che abbiamo seminato per il mondo, incapaci
di sopportarne la persecuzione - in forma di telefonate,
di lettere, di messaggi lasciati in segreteria - e questo pu
condurci letteralmente alla morte.
C'era una qualche importante cerimonia in corso alla
Chiesa Polacca, e il parcheggio del Centro per Anziani era
quasi pieno. Erano circa le quattro del pomeriggio. Mi chiedevo
che orari avesse Barbara Filmore.
La donna millenaria era al suo posto alla ricezione.
Benvenuto.
Grazie. Barbara Filmore  qui?
La direttrice?
Proprio lei.
Non direi.
Non  la direttrice?
Non  qui.
Tamburell sul piano della scrivania per qualche istante
per consolidare quanto aveva detto.
Chi si occupa di sostituirla quando non c'?
Se ne occupa da sola. Semplicemente adesso non c'.
Lasciai che la logica della sua affermazione si dissolvesse
da sola.
Barbara ha un amico, un tizio che si chiama Bob Sobol.
Lo vede spesso qui in giro?
Come no. La viene a prendere e la porta fuori a pranzo.
 tanto dolce con lei.
Bob viene spesso qui? Parla con tutti?
Mi fece cenno di avvicinarmi.
Gli piace giocare a carte, sussurr,  molto abile.
E lei? Gioca con lui?
Si fece elusiva.
Ne sarei capace. Andavo al casin. So cavarmela con il
poker.
Me ne ricorder.
Fece un gesto con la mano come a scacciare quello che
avevo detto, ma le fece piacere.
Da quanto tempo Barbara si vede con Bob?
 un ficcanaso.
Solo curioso. Da quanto tempo secondo lei?
Non lo so. Tanto tempo. Due o tre anni, forse di pi.
Il tempo aveva perso continuit per lei. Erano successe
troppe cose che non erano state esaminate.
 sempre stato qui a giocare a carte.
Ogni tanto, esatto. D una mano a organizzare le attivit.
Le ho mai raccontato dell'Oktoberfest? Un sacco di birra.
Forse verr a dare un'occhiata.
Un sacco di birra.
Si ricorda di Regina Broadhurst?
Come no.  fantastica quella vecchia ragazza.
Lo sa che  mancata.
Sembr confusa per qualche istante.
Suppongo di s.
Giocava mai a carte con Bob?
Si volt a guardare la sala principale del Centro, dove
venivano serviti i pasti e dove si svolgevano le attivit. Cercando
una risposta.
Come no. Tutti giocano con Bob.  un burlone.
Piace anche a lei.
Come no. A tutti piacciono i burloni. Naturalmente
sono tutti cos gentili qui. Sono sempre gentili con me, tutti
quanti.
Allora anche lei  una vecchia ragazza fantastica.
Alz la testa e mi fiss per un istante, muovendo la
mascella da una parte all'altra come una mucca ruminante.
Le stronzate funzionano quasi con tutti, caro signore.
Ci accomiatammo soddisfatti.
Mi restava ancora un po' di tempo e mi sentivo troppo
agitato per tornarmene al cottage. Pensai di andare direttamente
al Pequot, ma volevo tenere la mente sgombra per Jackie.
Pensai a un altro posto in cui avrei potuto fermarmi.
Gli uffici comunali del Village in Main Street chiudevano
tra dieci minuti. Corsi gi per le scale e arrivai alle doppie
porte a vetri proprio nel momento in cui l'arpia dell'archivio
stava per chiudere. Le chiavi erano sopra la serratura.
Tamburellai sul polso nel punto in cui avrebbe dovuto esserci
l'orologio se ne avessi indossato uno, poi indicai l'orario
dipinto sul vetro.
Mi scusi davvero tanto, le dissi quando apr la porta di
uno spiraglio, ho bisogno di una cosa piccolissima. Ci vorranno
due secondi.
Apr la porta e torn pesantemente al suo posto dietro il
bancone.
I computer sono spenti per la notte, mi disse, tanto per
cominciare. Fui contento di potermi scaldare per il mio
incontro con Jackie e Joe Sullivan.
Ecco quello che mi serve, dissi, mentre scrivevo l'indirizzo
su un pezzetto di carta e lo facevo scivolare sul bancone.
Questo faldone. In particolare la storia dell'acquisto.
Prima della rizonizzazione del Cinquantasette.
 nei vecchi schedari.
Esatto,  per questo che sono qui. Mi porti tutto il faldone.
Ci penso io a cercare quello che mi serve.
Probabilmente voleva discutere ancora, ma era tardi, era
stanca e sono certo che dovetti sembrarle molto determinato.
Capitol frapponendo una resistenza simbolica.
Non c' tempo per le fotocopie.
Ho solo bisogno di darci un'occhiata.
Mentre se ne andava disse:
Alle 16,30 la porta  chiusa.
Come previsto, le ci volle un po' di pi per trovare il faldone.
Quando torn al bancone la sua capigliatura da ariete
si era un po' scompigliata e la polvere le imbrattava tutto
il vestito. Mi stavo facendo un sacco di amici oggi.
Ecco, lasci cadere il faldone davanti a me, ho gi messo
la storia dell'acquisto in cima. Tiri fuori quello che le serve,
posso fare le fotocopie domani.
Aveva scelto una nuova tattica. Signorilit nella sconfitta.
Lessi le pagine in cima mentre si toglieva la polvere di
dosso. Scrissi qualche appunto sul foglietto di carta che era
sul bancone, anche se non ne avevo bisogno. Mi sarei ricordato
dei dettagli. Finii in pochi minuti. Chiusi il faldone e lo
feci scivolare sul bancone.
Grazie per il disturbo. Non mi servono le fotocopie.
Spero fosse una cosa importante, disse, in qualche
modo sincera.
Questione di vita o di morte, dissi.
Non  sempre cos?
Dopo aver lasciato l'archivio mi diressi sulla Dune Road
per poter guardare la luce che in quell'ora magica scaldava
la sabbia e oscurava il mare. L'aria era gi molto pi fresca
data l'ora e le foglie cadevano formando un'ininterrotta cascata
che ricopriva il mondo di rosso, arancio, giallo e marrone.
Ero fermo allo stop in fondo a Halsey Neck e stavo per
girare a destra sulla Dune quando l'orso ammaestrato mi
super nella sua BMW nera.
Parlava al cellulare. Girai a sinistra per seguirlo, ma lo
lasciai andare un bel po' avanti prima di tallonarlo seriamente.
Correva, ma riuscii ugualmente a non perdere di
vista quella massa nera scintillante. Era diretto a Meadow
Lane verso la parte meridionale del Village. Un pickup sbuc
da una traversa e si frappose tra noi due. Questo mi forn
una copertura.
Mi accesi una sigaretta e mi domandai quanto potessi
passare inosservato dentro una Pontiac Grand Prix del 1967.
L'orso guid parallelamente all'oceano fino a che entr
nell'area pi meridionale del quartiere residenziale. Il pickup
ebbe il buon garbo di seguire lo stesso percorso fino a
Gin Lane prima di immettersi in un passo carraio. Ripresi a
tallonarlo fino a che una vecchia Mercedes decappottabile
prese il posto del pickup. Svoltammo a sinistra e procedemmo
in processione lungo South Main Street fino al centro del
Village.
Persi la Mercedes in Job's Lane, ma tenni di mira la BMW
fino a che svolt in Main Street immettendosi in un grande
parcheggio del Village, dietro i negozi. Passai davanti all'ingresso
e procedetti velocemente verso un altro ingresso che
si apriva in Nugent Street. C'era la reale possibilit che lo
perdessi in quel grande spiazzo, ma non volevo gettarmi su
di lui alla cieca. Entrai lentamente, cercando la Sedan nera
serie sette.
Era gi parcheggiata e l'orso stava scendendo. Aveva ancora
il cellulare incollato all'orecchio. Indossava lo stesso
spolverino nero e gli stessi stivali da motociclista con i quali
avevo recentemente avuto un incontro ravvicinato.
Mentre parlava si chin sullo sportello aperto del lato
guidatore. Parcheggiai qualche fila pi in l e spensi il motore.
Mentre parlava guardava fisso il retro dei negozi e degli
uffici affacciati in Main Street. Scesi dalla Grand Prix per
avere una visuale migliore. Mi avvicinai un altro po' e mi
fermai dietro un'alta Range Rover. L'orso guardava ancora il
retro degli edifici. Cercai di seguirne lo sguardo. Quando
ritornai su di lui, era uscito dalla BMW e teneva il cellulare
con una mano mentre salutava con l'altra.
Feci il giro della Range Rover per liberare la vista oscurata
dagli edifici e cercare qualche movimento. Fu allora che
vidi Amanda Battiston in compagnia di Bob Sobol su un balcone
del secondo piano della filiale di Southampton della
Harbor Trust, che rispondeva al saluto dell'orso, tenendo il
telefono cellulare all'orecchio.
...
.
...
Capitolo ottavo.
...
.
...
L'imbarazzo  un'emozione umana complessa. Probabilmente
perch si tratta di un aggregato di altre emozioni -
vergogna, senso di colpa, rabbia, rammarico - che si uniscono
a formare una temporanea alleanza per adattarsi alle esigenze
del momento.
 anche una delle poche emozioni che pu veramente
essere applicata alle grandi organizzazioni. Come il fanatismo,
o la presunzione, il progenitore dell'imbarazzo.
La maggior parte dei dirigenti d'azienda preferirebbe farsi
bollire nell'olio piuttosto che farsi cogliere in imbarazzo.
Per loro  un segno di debolezza, un'ammissione della loro
fallibilit. Verso se stessi e verso il mondo.
Un membro dello staff di Mason Thigpen e due consulenti
esterni mi raggiunsero nella sala conferenze insieme
a due tizi della sicurezza che mi avevano accompagnato l
dopo avermi prelevato alla riunione del consiglio di amministrazione.
Gli avvocati che entrarono nella sala erano perfettamente
focalizzati sul disperato bisogno della societ di
evitare ogni motivo di imbarazzo. Questo sentimento era
complicato da un'altra emozione, che era dello stesso Mason,
che pu essere meglio descritta come ira vendicativa. E
questo spiegava perch quel compito era stato affidato a dei
rimpiazzi.
L'uomo dello staff di Mason, Barry Mildrew, era giovane
e brillante e un ex middle linebacker del Boston College.
Non lo conoscevo bene, ma sembrava una persona a posto.
Non ricordo molto degli altri due avvocati, tranne che non
erano a loro agio con l'umorismo e sudavano nonostante
l'ambiente climatizzato.
Come ti senti, Sam? chiese Barry quando si sedette di
fronte a me.
Non c' male. E tu?
Sto bene, Sam.
Aspett che dicessi qualcosa. Vedendo che non lo facevo,
disse:
Allora, cosa pensi?.
Penso che tu sia qui per trovare qualche soluzione.
Sono qui per parlare di te, Sam. Sei tu a preoccuparmi
in questo momento.
 una bella cosa da parte tua, Barry.
Voglio fare quello che  meglio per te. E per la societ,
naturalmente.
Naturalmente.
Mise una cartellina sul tavolo, ma la tenne chiusa.
Abbiamo un paio di opzioni.
Ma prima di condividere con lei le nostre idee, disse
uno degli altri avvocati, desideriamo sapere cosa pensa lei.
Cosa penso io? Penso a un mucchio di cose tutti i giorni.
Volete un pensiero in generale o un pensiero specifico?
Quello che preferisci tu, disse Barry, interrompendo
qualunque cosa il consulente esterno stesse per dire.
Qualcuno vuole un caff? chiesi al gruppo. Posso andarlo
a prendere.
Il loro disagio era palpabile.
Forse ce lo pu portare Lou, dissi, indicando uno dei
tizi della sicurezza. Tutti sembrarono sollevati.
Come no, disse Lou. Fate le vostre ordinazioni.
Dopo che Lou ebbe preso nota di quello che volevamo e
fu uscito a prendere il caff, Barry ritent.
Allora, tornando ai tuoi pensieri.
Penso che avrei dovuto chiederlo con doppia panna.
Dica al signor Acquillo quello che pensiamo noi, disse
uno dei consulenti. Questo intervento infastid Barry, ma
l'uomo and avanti.
Le nostre scelte sono limitate, ma, come ho detto, possiamo
scegliere.
In attesa del referto medico, disse uno dei consulenti.
Barry tenne gli occhi fissi su di me. Allora capii che gli
altri due tizi erano l per tenere d'occhio Barry, non me.
In realt, Ben, disse Barry, questa non  una pattuizione.
Mason  disposto a lasciar perdere l'intera faccenda. E lo
 anche il signor Donovan e il resto del consiglio di amministrazione.
Se, dissi.
Barry sorrise di nuovo.
Andiamo, Sam, tu e io non faremmo affari se non fossimo
in grado di contrattare. C' sempre un se.
 questo quello che stiamo facendo? Affari?
Non vuoi sentire il se? chiese. Credo che lo troverai
interessante.
Come no.
Ben e i suoi complici erano ansiosi di vedere la mia reazione.
I tizi della sicurezza avevano un aspetto implacabile.
Era una cosa che gli riusciva bene.
Vogliamo che rimani in qualit di presidente della
SST.
Non sono un presidente. Sono un vice-presidente di
divisione.
Lo vedi? Interessante, eh? Questo  il tuo nuovo titolo.
Per aiutarci a portare in porto la vendita.
Credo di avere riso a quel punto. Fu pi forte di me.
Mi viene offerta una promozione per avere dato un
pugno sul naso al nostro responsabile dell'ufficio legale?
Questa s che  una societ per cui vale la pena lavorare.
Barry fu l'unico ad apprezzare l'idea.
Di fronte all'intero consiglio di amministrazione,
aggiunse. Ma non  questo il motivo. Il presidente della SST
guider la squadra di transizione e il suo ruolo principale sar
quello di vendere ai compratori la nostra idea, le nostre azioni
e la tua gente.
Capo delle cheerleader.
Dopo George Donovan.
Credo che lui abbia pi voglia di lasciar correre la faccenda
del naso di Mason di quanto non lo sia lo stesso
Mason.
Mason sa fare gioco di squadra.
Quelle parole evocarono un'immagine di Mason Thigpen
che non sarebbe mai sopravvissuta al di fuori dell'immaginazione.
Allora, qual  la seconda possibilit? chiesi.
Barry si riappoggi allo schienale della sedia e tamburell
con la penna biro sul tavolo.
Ti prendi un periodo sabbatico durante la vendita e ti
astieni dal fare commenti sulla divisione, sugli acquirenti,
sull'accordo, su qualunque cosa abbia a che vedere con la
societ. Con chiunque, in qualunque momento.
Per tenere Mason in uno stato di smemoratezza.
Conserverai il salario pieno e tutti i benefici. Dopo la
vendita il tuo nuovo incarico dipender dagli acquirenti.
Il loro capo dell'ufficio legale  pi grosso del nostro?
Barry fece finta di non aver sentito. Essendo molto pi
grosso di me, poteva permetterselo.
Ho una terza opzione, dissi. Dite a Donovan che pu
andare a 'fanculo. Mason pu fare quello che vuole.
A Ben questa opzione non sembr piacere, anche se al
suo socio probabilmente s. Stuzzicava il suo istinto sanguinario.
Barry rimase impassibile.
Allora andrai in prigione, disse Barry.
Per un solo pugno? Senza precedenti? Non credo. Sarebbe
un caso interessante, per. La stampa ci andrebbe a nozze.
Nel frattempo avrei un mucchio di tempo per scrivere le
mie memorie. Tutta la mia vita di dirigente della divisione
che state cercando di vendere. Ai compratori dovrebbe interessare.
Barry ascolt senza lasciar trapelare nulla. Aveva una
gran padronanza di s, questo dovevo concederglielo.
Allora, disse, mi sembra che abbiamo messo le carte in
tavola.
Continu a sorridere e a tamburellare sul tavolo con la
penna, e la cosa stava diventando talmente fastidiosa che alla
fine mi sporsi e gli afferrai il polso. Quando lo lasciai andare
infil la penna in tasca e incroci le braccia sul petto.
Scusa. Un tic nervoso.
Comprensibile. Ma rilassati. So quello che stiamo facendo.
Questo lo rallegr.
Bene. Sentiamo.
 semplice. Mi licenzio. Mi licenzio perch sono contrario
alla vendita. La ragione per cui sono contrario alla vendita
sono affari miei e di nessun altro. Non mi sentirete pronunciare
un'altra parola sull'argomento. A meno che Mason
non scateni un casino, nel qual caso tutto quello che ho detto
non vale pi. Stai scrivendo quello che dico? chiesi a Ben. Di
riflesso prese una penna e cominci a scrivere.
Scrivilo in una forma appropriata, dissi, ma niente di
oscuro. Non ci sar un'altra occasione.
Devo tornare indietro e vedere se me lo accettano, disse
Barry.
Fai come vuoi. Non me ne importa niente. Non mi
importa di quello che mi succeder. Non me ne importa di
quello che succeder alla vostra societ. A me importa della
mia divisione, ma quella non c' pi. Non c' pi niente.
Non ho niente da perdere.
Ben aveva smesso di scrivere mentre parlavo.
Sbrigati con quella roba. Me ne voglio andare prima
possibile.
Guard Barry, che annu. Ben scrisse qualcosa che poi
pass a Barry, ma io l'afferrai a met strada. La stesura era
chiusa. Mi feci prestare una penna da uno dei tizi della sicurezza
e apportai qualche correzione. Poi lo diedi a Barry.
L'ho solo semplificata un po' , gli dissi.
Barry la rilesse pi volte.
 tutto chiaro. Solo non so se saranno d'accordo.
Sfilai a Ben il suo blocco e scrissi una nuova versione senza
tutte le cancellature. Poi scrissi una copia. Firmai entrambe.
Questa  la vostra, questa la tengo io. Prendo la mia roba
prima di andarmene. A meno che non lo vogliate, in quel
caso ve la potete tenere.
Guardai l'orologio.
A quest'ora dovrei arrivare a casa in quaranta minuti.
Poi mi alzai per andarmene. I due tizi della sicurezza si
alzarono di scatto e guardarono gli avvocati.
Voi due dovreste accertarvi che me ne vada, gli dissi, poi
me ne andai. Mi seguirono dopo qualche secondo. In ascensore
suonavano Hayden. Mentre scendevamo cercai di parlare
con loro di baseball, ma i due mantennero la loro implacabilit.
Mi tennero compagnia fino alla macchina e mi guardarono
mentre uscivo dal parcheggio sotterraneo. Quando raggiunsi
la strada abbassai tutti i finestrini e lasciai che l'aria
umida e maleodorante di New York entrasse nell'abitacolo. Mi
fermai in uno spaccio e comprai il mio primo pacchetto di
sigarette in vent'anni, una confezione di birra da sei e una bottiglia
di vodka.
Cantai insieme alla radio lungo la strada che portava alle
White Plains fino a che la vodka inizi a fare effetto. Poi
piansi come un bambino. Faceva uno strano effetto essere in
una macchina aziendale guidando a centotrenta chilometri
all'ora in pieno giorno, con i finestrini abbassati, a fumare
sigarette e bere vodka calda dalla bottiglia. Asciugandomi le
lacrime e il moccio dalla faccia con la manica della mia camicia
di cotone pima.
I piedritti di tutti quei ponti lungo Saw Mill River
Parkway avevano un aspetto cos seducente, ma per qualche
ragione non ebbi il coraggio di accettare il loro abbraccio.
Dato che ero gi nel grande parcheggio del Village ci mettevo
meno ad andare al bar che conoscevo di fronte a Nugent
Street che a fare tutta la strada fino al Pequot a Sag Harbor.
Ci arrivai subito - distava solo una trentina di metri - e ordinai
un'Absolut con ghiaccio, senza frutta.
Ne vuole un'altra?
Sicuro.
Alcuni baristi sono particolarmente previdenti: ne presi
altre due dopo quella. Il risultato fu che la mia mente non
era cos sgombra come avevo progettato, ma almeno il cuore
aveva smesso di rimbombarmi nelle orecchie. Ordinai
qualche stuzzichino per rallentare l'effetto.
Giornata dura? chiese il barista.
Ne ho avute di peggiori.
Il locale era caldo, buio e pieno di legno di noce verniciato.
I camerieri e le cameriere indossavano camicie bianche
e pantaloni neri. Erano tutti giovani e magri, con le
acconciature e lo sguardo in stile Manhattan. Facevano questo
lavoro in attesa che si presentasse l'occasione della vita.
Lungo il bancone c'erano gli attempati avventori abituali.
Per lo pi soprappeso e vagamente disperati, proprio come
i tizi del Pequot, solo con pi soldi. Mi mettevo sempre nei
guai in questo genere di locali. Decisi che sarei stato cortese
e che mi sarei tenuto quello che pensavo per me.
Avevo la cartellina di Regina con me. Tirai fuori il blocco
degli appunti e mentre mandavo gi un po' di calamari e
di insalata trascrissi tutto in un diagramma di flusso.
I momenti pi felici della mia vita lavorativa erano quelli
in cui cercavo di risolvere i guasti in un grosso sistema operativo.
Mi piaceva tracciare l'intero processo, poi penetrarne
gli intrichi, alla ricerca di quegli elementi del progetto che
non si comportavano come previsto, o sperato. Spesso presagivo
la presenza di un guasto di sistema allo stesso modo
in cui gli astronomi scoprono corpi celesti, non per osservazione
diretta ma studiandone gli effetti sull'energia e la massa
locale.
Sebbene iniziassi sempre un progetto con una documentazione
precisa e ben organizzata, nel momento in cui la caccia
accelerava il passo venivo completamente travolto, mi
perdevo nella ricerca, la mia mente continuava a riesaminare
i dati, a percorrere in circolo le diverse possibilit fino a
che la risposta saltava fuori dal caos. Poi dovevo tornare ai
documenti in modo da poter presentare una diagnosi coerente
agli altri ingegneri.
Comincia da qui, muoviti in questa direzione. Prima
questo, poi quello. Quando succede questo, la conseguenza
 quest'altra. Collegare i punti dei dati, le dinamiche dei processi.
Un diagramma di flusso, proprio come quello che facevo
prima di passare il progetto finale agli ingegneri e ai disegnatori
che inserivano i dati nel CAD CAM e li trasformavano
in un bel formato grafico e in modelli 3D.
Poi si passava al banco di prova, ma non avevo mai dubbi
sul risultato. Nel segreto della mia mente arrossivo di
orgoglio arrogante. Diamogli i loro algoritmi, i loro diagrammi
e i dati organizzati in infinite colonne e fogli di calcolo.
Io avevo qualcosa di meglio.
Quando guardai quello che avevo disegnato sul blocco
seppi che era arrivato il momento di chiamare Jackie Swaitkowski.
Studio dell'avvocato Swaitkowski.
C'?
Chi devo dire?
Sam Acquillo.
Certo che c'. La sta aspettando.
Sono a un telefono pubblico.
Ha un numero?
S.
Le diedi il numero.
Resti dov'. La chiamer tra un secondo.
Riattaccai. Trenta secondi dopo il telefono squill. Fece sussultare
il barista e la direttrice di sala a pochi passi di distanza.
Porca vacca.
Scusate, dissi.  per me.
Jackie esplose al telefono.
Non c'era.
Guardai nel ristorante come se tutti quelli che erano
seduti l non stessero aspettando altro che gli comunicassi la
brutta notizia. Ma erano tutti concentrati sulla loro indivia
e sul loro filetto di maiale al forno.
Maledizione.
Hornsby era ben organizzato, il che non mi sorprende.
Il tuo amico sbirro mi ha detto di chiamarlo quando avevo
finito e mi ha lasciato l per circa venti minuti. Ho cercato
dappertutto.
Forse sto inseguendo un fantasma.
Non ho detto che non esiste. Ho detto che l non c'era.
A proposito, tu dove sei?
Glielo dissi.
A ubriacarti?
Ci sto provando.
Ordina un cosmopolitan tra circa dieci minuti. Arriver
in un quarto d'ora. Il barista  un artista.
Mi ha versato una misera Absolut con ghiaccio.
Fai in modo di essere in grado di leggere quando arrivo.
Tornai al bancone ad aspettare. Chiesi subito al barista il
cosmopolitan. La sua memoria era migliore della mia. Poi
lavorai al mio diagramma di flusso, aggiungendo qualche
dettaglio. Sembr essere arrivato il momento di accendermi
una sigaretta. Chiesi un portacenere. Il barista mi indirizz
verso la veranda sul davanti del locale.
Oppure pu andare nel patio sul retro. Si porti dietro il
suo bicchiere. E si goda la vista del parcheggio.
Scelsi la veranda nel caso in cui Jackie fosse arrivata in
orario. Avevo fumato met sigaretta quando il suo pickup
Toyota sband sul cordolo del marciapiede.
Dammi una di quelle, disse, indicando la mia sigaretta.
Era di nuovo in abiti civili: maglietta di cotone, blue jeans
e giacca di pelle. Con una busta di Manilla infilata sotto il
braccio. Me la porse. Io le allungai una Camel.
Ebbene?
Andiamo a sederci nel patio. Possiamo bere e fumare e
fare chiss cos'altro, dissi.
Dopo aver piazzato Jackie tornai dentro a prendere il suo
cosmopolitan e un'altra vodka per me. Quando vidi cos'era
esattamente un cosmopolitan reclutai una delle cameriere
perch si occupasse del trasporto.
Sarebbe molto pi semplice trasportare quella roba in
un bicchiere da latte, le dissi.
Come no, e anche tanto romantico.
Aspettai che fossimo soli prima di tirare fuori la busta.
C'era un pezzo di carta strappato da un bloc notes attaccato
con del nastro adesivo sulla busta. C'era scritto:
Questo  il Fondo Fiduciario di Carl Bollard, Sr., e Carl
Bollard, Jr., datato 18 marzo 1948. Appendice del 4 novembre
1960 preparata da Milton Hornsby, avvocato, amministratore
fiduciario. Appendice del 24 ottobre 1961 preparata
da Milton Hornsby, avvocato, amministratore fiduciario.
All'interno della busta c'era un opuscolo stampato dell'Associazione
degli Avvocati di New York sui fondi fiduciari
e sulla preparazione dei fondi, alcuni appunti insignificanti
a Hornsby da parte di CB, Sr., e una copia carbone di
una lettera accompagnatoria, redatta probabilmente al
momento della prima presentazione del fondo. Ma niente
fondo fiduciario.
Qualcuno l'ha tolto dalla busta, dissi.
Ho cercato in tutti i raccoglitori. Non c'era.
Guardai attraverso il parcheggio il retro dell'edificio della
Harbor Trust. Era in stile coloniale, anche se chiaramente
era stato costruito in un'altra epoca, probabilmente negli
anni Venti o Trenta. Era grande per Main Street, ma non
troppo. Gli architetti probabilmente devono aver pensato
che i clienti della banca si sarebbero sentiti pi sicuri a mettere
i loro soldi in un posto che sembrava appartenere a Thomas
Jefferson. Squadrata e traboccante intuizione.
E inviolabile come Fort Knox.
Ma certo che non c'era, dissi. Che stupido.
Chi  stupido?
Io sono uno stupido.
Okay, sono d'accordo. Come mai? chiese.
Se te lo dicessi...
La smetteresti di farmi incazzare.
 meglio che ti ordini un altro cosmopolitan.
Era scesa la sera. Con l'oscurit vidi che tutte le luci del
secondo piano della banca, degli uffici e delle sale conferenze
erano accese. Facevano gli straordinari.
Jackie disse qualcosa, ma non la sentii.
Ehi, disse, mi stai ascoltando? C' nessuno? Si volt.
Cosa stai guardando?
Disse qualcos'altro, ma non la sentii, perch stavo guardando
Amanda che scendeva le scale sul retro dell'edificio
della Harbor Trust e si dirigeva verso la sua Audi 4 argento.
Dammi le tue chiavi, dissi a Jackie, tirando fuori le mie
dalla tasca.
Cosa?
Svelta.
Me le diede. Le diedi le mie.
Che diavolo significa?
Ti chiamo. Ho gi pagato il cosmopolitan. La mia macchina
 proprio laggi. Spero che tu sappia guidare con il
cambio manuale.
Un cambio manuale? In quella cavolo di cosa?
Jackie stava ancora gridando verso di me mentre correvo
attorno a Nugent Street dove aveva parcheggiato il suo piccolo
pickup. Amanda era gi arrivata al semaforo di Main
Street. Mi misi dietro di lei quando scatt il verde. Il pickup
Toyota aveva un cambio a cinque marce, duro, con una corsa
lunga, ma era compatto e facile da manovrare, nonostante
l'et e il duro lavoro. Aveva l'odore di Jackie. Controllai il
posacenere e ci trovai un mezzo spinello. Lo accesi.
Che cavolo, dissi all'abitacolo della Toyota,  stata una
giornata dura.
Nonostante fossi riuscito a seguire l'orso ammaestrato,
non avevo davvero idea di come si fa a seguire una macchina
senza farsi notare. Desiderai aver letto pi libri gialli o
guardato un po' pi la televisione.
Imbocc Hampton Road fuori dal Village e si diresse a
est sulla Montauk. Perfino a ottobre c'era un sacco di traffico.
Lasciai che una macchina si infilasse tra noi due e pregai
che tenesse il ritmo. Avanzammo in formazione compatta
attraverso Water Mill e per gran parte della strada per Bridgehampton.
Subito dopo il grande centro commerciale fuori
Bridgehampton Village svolt bruscamente a sinistra e
scomparve nella notte. La seguii con tutta l'audacia possibile,
perdendo di vista i fari posteriori fino a che arrivai a un
nuovo rettilineo che poteva davvero definirsi tale. Mi resi
conto che il pickup di Jackie aveva qualche difficolt a tenere
il passo con un missile come l'A4 di Amanda.
Pass davanti alla lunga fila di recinti bianchi di un allevamento
di cavalli ma dovette fermarsi prima di svoltare a
destra in Scuttle Hole Road. Colsi l'occasione e recuperai lo
svantaggio. Quando gir la seguii a distanza ravvicinata.
Raggiunse i cento chilometri all'ora in Scuttle Hole,
distanziandomi di nuovo. All'altezza dell'autostrada a pedaggio
Bridgehampton-Sag Harbor svolt improvvisamente a
sinistra e poi ancora a sinistra immettendosi in un'officina
abbandonata. La oltrepassai intenzionalmente e svoltai a sinistra
in una strada laterale sabbiosa. Quando invertii la marcia
e mi fermai in fondo alla stradina, questa volta con i fari spenti,
la vidi parlare al cellulare. Feci retromarcia per togliermi
dalla visuale e aspettai.
Parl per meno di un minuto, poi ripart. Entrai in un
vialetto e la vidi dirigersi in direzione nord sull'autostrada a
pedaggio Bridgehampton-Sag Harbor.
Mi rimisi dietro di lei e la seguii dentro Sag Harbor.
Svolt a destra a un semaforo a qualche isolato dal centro
della cittadina. Lasciai che andasse un po' avanti, poi
ripresi a seguirla. La strada terminava con una T. Si poteva
svoltare a destra o a sinistra, oppure proseguire diritti lungo
una strada privata, alla quale si accedeva attraverso un imponente
cancello di ferro, sormontato da una grande croce di
metallo. Forse era la porta del paradiso. Amanda attravers
rapidamente l'incrocio e spar nel buco.
Okay, dissi, e dopo aver lasciato trascorrere un breve
intervallo, la seguii in paradiso.
Subito dopo il cancello c'era un piccolo cartello.
Conscience Manor Retreat. Privato.
La propriet era vasta e buia, piena di vecchi alberi, enormi
e ombrosi. Non c'era un'illuminazione centrale, ma
dovevano esserci diversi edifici a giudicare dalle finestre illuminate
che si intravedevano nei punti in cui il fogliame si
faceva meno fitto. Spensi i fari e cercai l'Audi. Niente.
Seguii il viale di conchiglie rotte fino a una grande casa
vittoriana decorata a stucco che aveva l'aria di essere l'edificio
principale. Le finestre erano quasi tutte accese. C'erano
due piani principali pi un terzo costruito in un'elaborata
struttura sul tetto. Un'ampia veranda, seminascosta dal tasso
scolpito, avvolgeva tutto il primo piano.
La macchina di Amanda era ferma in una piccola struttura
adiacente al parcheggio. Evitai una fila di auto e parcheggiai
sull'altro lato dello spiazzo.
Amanda spense i fanali e scese dall'auto ed entr nel piccolo
edificio. Man mano che i miei occhi si abituavano all'oscurit
l'edificio mi apparve come una piccola cappella, con
un tetto molto spiovente di tegole di ardesia e una croce sul
muro esterno timpanato. La porta era sormontata da un
arco e le finestre erano di vetro piombato, attraverso le quali
spunt improvvisamente una luce.
La grossa porta medievale si apr pi facilmente di
quanto mi sarei aspettato. All'interno l'illuminazione era
fioca ma uniforme, perci riuscii facilmente a vedere i dettagli.
Era una stanza rettangolare con al centro una panca
di legno ovale, sagomata. Lungo i muri esterni, che si vedevano
stando seduti sulla panca, erano allineati diversi cassetti,
sulla maggior parte dei quali era attaccata una piccola
placca di ottone sulla quale erano incisi un nome, una
data e un breve messaggio. Amanda era seduta sulla panca,
che vista da vicino assomigliava pi a un inginocchiatoio,
o a quei sedili ricurvi di quercia che si vedono nelle vecchie
stazioni ferroviarie, con le mani intrecciate in grembo e la
testa china.
Mi avvicinai e mi sedetti accanto a lei. Era seduta esattamente
di fronte al cassetto sulla cui placca c'era scritto Monica
May Anselma. 1991-1996. La mia luce, il mio sogno, la mia
speranza.
Amanda mi guard con gli occhi gonfi. Poi torn a guardare
la parete.
Avrei dovuto saperlo che l'avresti scoperto, disse, serenamente.
Non risposi. Non sapevo cosa dire.
Sei molto bravo a scoprire le cose.
Restammo seduti in silenzio per un tempo lunghissimo.
Amanda aveva la testa abbassata e sembrava avere difficolt
a respirare.
Come sapevi che ero qui? chiese.
Mi sei passata accanto e mi hai risucchiato nel tuo vento
di poppa.
Annu come se quella fosse una spiegazione ragionevole.
Ho cercato di dirtelo, disse.
Credo di s.
Non me l'hai permesso.
Non lo sapevo.
Non volevi sapere.  cos che mi hai detto. Non volevi
vecchi fardelli. Beh, quello  il mio, proprio l. Il mio piccolo fardello.
Non volevo essere invadente, dissi, volevo solo parlare
con te.
Ne sono sicura.
Rimanemmo in silenzio per un po'.
Vuoi sapere? chiese.
Di tua figlia?
S.
Solo se vuoi dirmelo.
Che altro c' da dire?
Altre cose. Possono aspettare.
Alzai gli occhi verso le travi a vista. Erano unite con un
incastro a tenone e mortasa e foggiate in forma di archi pseudo-gotici.
Minuscole faretti a basso voltaggio proiettavano
una luce incandescente nitida, ma debole. Torchieres montate
sulla parete gettavano ombre attraverso gli ordinati cassetti.
Piccoli mazzi di fiori erano disposti a caso lungo il
pavimento. Una composizione pi grande era stata fissata in
fondo alla stanza.
Non lo sapevi. Di Monica.
No.
Mi guard.
Allora perch sei qui.
Bay Side.
Oh quello. Hai scoperto anche quello.
Forse. Non ne sono sicuro.
Fece un profondo respiro per cacciare il tremito dalla
voce.
Hai mai vissuto a New York?
Per pi di dieci anni, dissi. Ce ne andammo quando
nacque mia figlia. Abby voleva che avesse un giardino.
Non potevo proprio permettermi di vivere l, ma ero
decisa a far funzionare le cose. Mia madre era talmente
arrabbiata con me per essermene andata. Non riusciva a
capire che non si potesse nascere, vivere e morire nello stesso
posto. Anche in un posto come Southampton. Soprattutto
in un posto come Southampton, talmente irreale da tanti
punti di vista. I figli devono uscire nel mondo e viverci per
un po'. Abitavo solo a qualche ora di distanza, ma mi veniva
a trovare raramente. Per lei avrei potuto benissimo essermi
trasferita a Calcutta. Era orgogliosa di non essere mai salita
sull'Empire State Building o di non avere mai preso il traghetto
per vedere la Statua della Libert. Sicuramente non
aveva mai messo piede a Times Square. Mio Dio, le sarebbe
venuto un infarto.
Nemmeno a mia madre piaceva. Credo che mio padre
abbia costruito il cottage per darle la possibilit di vivere lontana
da New York.
Notai che stava piangendo. Si fermava di tanto in tanto
per pulirsi il naso.
Ero la segretaria del direttore di una rivista tecnica
semiaccademica. Mi ero fatta strada fino a diventare assistente
di redazione. Avevo preso la specializzazione in biologia
al Southampton College, ma ero brava anche con la
grammatica e l'ortografia. Correggevo le bozze degli articoli e parlavo con tutti gli autori. Nell'ufficio eravamo in pochi.
Era un ambiente piacevole e cordiale. E il lavoro dava l'impressione
di fare qualcosa di utile. La paga non era granch,
ma sufficiente per viverci, per pagare l'affitto dell'appartamento.
Dovetti trasferirmi un po' di volte prima di scovare
un subaffitto semipermanente nella settantesima ovest, di
un ragazzo che era stato trasferito in Giappone. Riuscii persino
a far pubblicare alcuni dei miei articoli. Il mio capo mi
incoraggiava a scrivere. Ci mettevo dei mesi tra ricerche e
stesura. Ci mettevo tutta me stessa. Ma erano pazienti con
me, lui e gli altri redattori. Come quei tizi di My Fair Lady.
Che aiutano quella ragazza ignorante a farsi strada nella vita.
Se solo avessero saputo cosa facevo dopo il lavoro, che
poi per lo pi era uscire e mettermi nei casini. Sei giovane,
carina, ricevi un sacco di attenzioni. Vai in discoteca.
Diceva quelle parole simulando un accento francese.
Balli come una pazza e ti senti come una reginetta di bellezza.
Sniffi un bel po' di coca e ti porti a casa una serie di
stronzi fascinosi che ti parlano di propriet di cui tu non hai
neppure mai sentito parlare e che vogliono scoparti sul pianerottolo.
Uno di questi tizi mi ha lasciato un regalino, ma
non volevo fare come tutte le ragazze che conoscevo, non
volevo andare in clinica e sbarazzarmene. Zip zip. Volevo
tenerlo, qualunque cosa fosse. E l'ho fatto e i tizi alla rivista
sono stati carinissimi e non mi hanno mai chiesto niente e
non mi hanno mai fatto sentire strana. Invece di importunarmi,
mi hanno dato due mesi di maternit e un appartamento
pieno di cose. Credo mi volessero davvero bene, in
senso buono.
Adesso le lacrime scendevano copiose. Non si preoccupava
di asciugarsi il viso.
Non  molto facile allevare un bambino a New York,
specialmente se si  sole e i soldi sono pochi. Ma io amavo la
mia bambina con tutta me stessa. Era la mia luce e il mio
sogno e la mia speranza.
Si ferm per asciugarsi il viso e prendere fiato.
Non sei obbligata, cominciai a dire.
S invece, disse tra i denti. E tu mi devi ascoltare.
Va bene.
Era intelligente: suo padre era un professionista brillante,
credo. Bellissimo e destinato a farsi strada. Non ho mai
cercato di averne la certezza, non ho mai avanzato pretese di
paternit. Non volevo che quel genere di cose potessero
rovinare il rapporto che avevo con Monica.  difficile da
spiegare, ma alcune persone riescono a capirlo. Avevamo il
nostro piccolo mondo e non sapevo se avrei potuto farci
entrare qualcun altro. Ma, cavolo, a New York le baby-sitter
sono carissime. Ho trascorso intere notti a letto a sognare a
occhi aperti di soldi e appartamenti con tantissime stanze e
il pap di Monica che le portava giocattoli e la mandava in
una scuola privata. Io non avevo avuto un padre, ma la
mamma ha fatto quel che ha potuto. Ogni volta che le avanzavano
una ventina di dollari li infilava in una ridicola cartolina
e me li spediva. Le facevo vedere le foto quando venivamo
a casa. Si era perfino sforzata di venire a New York
qualche volta. Si prendeva cura di Monica in mille modi. E
ce la stavo facendo, per Dio.
Monica stava per andare in prima elementare. Avevo chiesto
un orario pi corto in modo da essere a casa quando lei
tornava e compensavo la paga pi bassa scrivendo gli articoli
di notte. La mia tata aveva gi pronto un nuovo incarico. Potevo
liberarmi di quella spesa, che quella donna per si era
ampiamente meritata. Era molto dolce, davvero. Sapeva cosa
significa crescere un figlio da sole. Aveva un bambino. Non lo
vedevo spesso, era in quarta o quinta elementare allora. Era
con lei quel giorno, quando usc un secondo per comprare il
latte e dei cereali. Avevo dimenticato di comprarlo e Monica
doveva fare colazione. Questo l'ho saputo solo in seguito.
Mi hanno chiamata in ufficio. Monica era in ospedale.
La tata era troppo agitata per parlarmi, perci non seppi nulla
finch non arrivai. A quanto pare Monica aveva fame, era
fastidiosa e faceva i capricci. Il figlio della tata era da solo con
lei e ha pensato di farla smettere di piangere dandole un colpo
in testa. E poi, dopo averle fatto perdere conoscenza, ha
pensato di colpirla ancora e ancora, fino a provocarle un
danno cerebrale diffuso e irreversibile.
Ho pensato seriamente di ingoiare un tubetto di sonniferi,
ma avevo paura di lasciare da sola Monica. Quello che
davvero non ero in grado di fare era mantenermi da sola,
adesso che dovevo sostenere quella spesa enorme. Tornai a
casa sperando che la mia povera mamma, Dio la benedica,
potesse prendersi cura di entrambe. Ma, vedi, non puoi
aspettarti che una persona si prenda cura di qualcuno in
quello stato. Soprattutto una donna anziana. Io ero giovane
e in salute ed ero pazza di dolore, ma neppure io potevo farcela
da sola. Monica non era in grado di fare niente da sola.
Non era rimasto pi niente di lei.
Tir fuori qualche altro fazzoletto da una scatola sopra
un tavolino l accanto e si asciug il viso.
Dovevo tenerla a New York per usufruire dell'assistenza
sanitaria pubblica. Mi fecero capire senza mezzi termini che
avrei dovuto staccare la spina. Tutti i dottori e quelli dell'assistenza
pubblica. Posso capirlo. Il resto del mondo non deve
pagare per un piccolo vegetale. Ma era mia figlia. L'amavo
con tutto il cuore. Come avrei potuto farlo, Sam?
Adesso piangeva senza posa. Le presi la mano e gliela
strinsi forte. Con l'altra mano tir fuori qualche altro fazzoletto
e si soffi il naso. Mi guard.
Poi fu lei ad aiutare la sua mamma. Se ne and.
Le ci volle molto tempo per riprendere fiato.
Mi dispiace cos tanto, Sam.
Non c' niente di cui tu debba scusarti.
Oh, s invece.
Scosse la testa e una lunga ciocca dei suoi capelli ramati
le cadde davanti alla faccia.
Si tratta di Roy. Lo conobbi al liceo. Siamo usciti insieme
qualche volta. Era abbastanza carino, ma, capisci, non molto
interessante. Non per una ragazza come me che smaniava per
andarsene in citt. Roy non aveva di questi desideri, anche se
aveva una vera fissa per i soldi. Suo padre  morto quand'era
piccolo e di fatto i suoi nonni hanno mantenuto lui e sua
madre. Non hanno mai avuto niente. Scommetto che ti sei
sempre chiesto chi vivesse in quelle topaie al margine della
strada. Una era dei nonni di Roy. C' da non crederci in che
condizioni vivevano, cos vicini a tutta quell'abbondanza.
Ma Roy aveva in mente di cambiare le cose. Voleva fare
i soldi, per Dio, e ce l'ha fatta.  stato davvero in gamba. Si 
pagato il college,  andato alla scuola di economia,  entrato
in banca, si  fatto strada. Ero davvero colpita, sinceramente.
Ero fiera di lui per essere veramente riuscito a fare quello che aveva detto.  dura, lo sai Sam, essere vicini a tutti i
soldi che girano da queste parti senza averne di propri. Pu
farti andare fuori di testa, se non stai attento. Ma Roy non 
mai stato il tipo. Ce l'ha fatta lavorando sodo, facendosi il
culo e facendo quello che doveva. Ha mantenuto la sua famiglia
per anni. Adesso ha me, e...
Guard la muta parete di ceneri, riducendo la voce a un
sussurro.
Non avrei mai potuto permettermi questo posto. Neppure
un posticino tanto minuscolo per la mia piccolina. Roy
ha pagato per tutto.
Mi guard per la prima volta. Implorante, o interrogativa,
non seppi dirlo.
Quando tornai da New York cerc di convincermi a vederlo,
ma non ero in grado di affrontare nessuno. Alla fine,
uscii a cena con lui alcune volte. Lo invitai a casa. Era molto
dolce con mia madre. Non  cattivo,  quello che . E mi
amava. Mi disse che mi aveva sempre amata, e che quando
ero partita per New York era stata la cosa pi triste che gli
era capitata. Non sapevo che la pensasse cos. Era cos timido
e impacciato.
Ma poi guadagn un bel po' di soldi - aveva avviato
un'operazione di credito attivo per la Harbor e con splendidi
risultati -  stata un'iniezione di fiducia. Era piacevole. E
facile e io mi sentivo cos stanca e perduta. Quando mi chiese
di sposarlo mi sembr come se un angelo fosse venuto a
salvarmi. Mi ha salvato, davvero.
Sapevo che non era quello che volevo, ma era molto
meglio che togliermi la vita, ipotesi che avevo preso seriamente
in considerazione, oh, forse un migliaio di volte. Ma
poi pensai a mia mamma e a quello che avevo passato con
Monica. Cos ci sposammo e tutto  andato come aveva detto
lui. Non lo amavo, ma gli ero grata per quello che aveva
fatto. Ho cercato di comportarmi come si deve e credo di
essere stata molto brava.  stato sempre paziente con me. Gli
piace tenere le cose sotto controllo e io stavo cos male dentro
che mi ha fatto piacere lasciarglielo fare.
E poi tu. Tu. Tu. Tu.
Mi colp sulla spalla.
Con quell'aria distrutta. Quei grandi occhi tristi e quel
tuo naso ammaccato. Civettare con te non era esattamente
nei miei progetti, ma  stata l'unica cosa bella che mi sia
capitata. Ho pregato che non fosse troppo evidente, che non
ti avessi spaventato, che non ti avessi fatto fuggire. Ma tu
continuavi a venire regolarmente, e io non vedevo l'ora di
vederti arrivare. Mi sembrava di piacerti. Non ero ridotta
cos male. E sapevo che tu mi saresti piaciuto veramente se
solo mi fossi venuto un pochino incontro. Poi hai cominciato
a chiedermi di Regina e quello mi ha fatto pensare a
mia madre e prima che me ne rendessi conto abbiamo cominciato
a trascorrere del tempo insieme. Il cuore faceva le
capriole tutte le volte.
Ma tu sapevi qual era il problema? chiese.
Roy lo sapeva.
No, peggio. Oh, Dio.
Aveva smesso di piangere quando aveva smesso di parlare
di sua figlia, ma poi ricominci.
 stata una sua idea, disse, strappando le parole dalle
lacrime, di Roy.
Aspettai che fosse in grado di riprendere il discorso.
Subito dopo il nostro matrimonio, Roy torn a casa dal
lavoro tutto eccitato. Non l'avevo mai visto cos. Disse che
quella era l'occasione della nostra vita. Un grosso affare
immobiliare, il pi grosso che si era mai visto negli Hampton,
disse, il nostro invito al gran ballo. Avresti dovuto vederlo.
Visto da fuori Roy sembra una persona molto risoluta,
ma quando nessuno lo guarda non fa che preoccuparsi, e
tormentarsi. Nessuno, eccetto me. Questa volta era totalmente
diverso. Era come un bambino. Continu a parlare,
anche se facevo fatica a seguire tutto quello che diceva. Adoro
la scienza e la tecnologia, ma tutta questa roba finanziaria,
mi annoia.
Non  il massimo per un consulente di fiducia.
La banca avrebbe gestito la parte finanziaria e Roy aveva
intenzione di impegnarsi personalmente, e questa era la
cosa principale, ma potevamo farlo anche perch la casa di
mia madre era coinvolta nel progetto. Questo mi aveva fatta
un po' arrabbiare, lo so che  una cosa sciocca, ma sapevo
che mia madre non voleva lasciare la sua casa e invece Roy
voleva che lo facesse e mi pareva ci avrebbe portato solo guai.
Ma, che diamine, era cos felice e sembrava una cosa tanto
lontana. Non so.
L'anno successivo fu meraviglioso. Roy era impegnatissimo
in banca, soprattutto con questo grosso progetto. Lavorava
spesso fino a tardi e andava a New York almeno una volta
alla settimana, il che per me era molto bello. Mi dava un
po' di respiro. Da New York vennero anche delle persone per
parlare con lui, per aiutarlo con il Comune, credo, e altre
cose. Ammetto di non averci prestato molta attenzione.
Poi successe qualcosa. Non accadde tutto in una volta,
ma a poco a poco Roy cominci a diventare sempre pi nervoso.
Distratto. Qualcosa stava andando storto con il progetto,
ma non voleva parlarne. Non all'inizio. Poi mi disse
che c'era un intoppo con quelli della protezione ambientale.
Niente di concreto, solo un mucchio di regolamenti che
potevano bloccare l'avanzamento dei lavori e mettere in
pericolo l'affare.
I vicini, continuava a ripetere. Amanda, i vicini possono
rovinare tutto quanto. Continuava a insistere perch
mantenessimo il massimo riserbo. Se viene fuori anche una
sola parola, potrebbero farsi avanti altri giocatori. Sarebbero
saltati fuori degli investitori da New York e, diceva, non
fare neppure finta di conoscerli. La gente potrebbe fare due
pi due.
Bob Sobol, dissi.
Sembrava colpita.
Esatto. Quel leccapiedi. Ha cercato in tutti i modi di
cogliermi alla sprovvista. Non gli ho dato questa soddisfazione.
Ha portato l'affare a Roy.
No, era l'affare di Roy, lo  sempre stato. Bob Sobol e
quel tizio di Sag Harbor sono investitori. O fanno da facciata
per i veri investitori, non sono mai riuscita a scoprire
come stessero le cose, anche se francamente non me ne
importa. Non mi piace nessuno dei due.
Milton Hornsby.
Ruot sulla panca in modo da potermi guardare bene in
faccia.
Lo conosci? chiese.
Un po.
Che persona sgradevole. Sembrava uno che aveva appena
ingoiato un rospo. Nessun senso dell'umorismo. Come
hai scoperto che era coinvolto?
Anche questa  una storia lunga.
Perci immagino tu sappia che erano vecchi amici, Bob
Sobol e Milt Hornsby. O una cosa del genere. In tutta sincerit
non posso dire che Hornsby fosse amichevole con qualcuno.
Quel vecchio bastardo acido.
Dunque Roy era preoccupato per i vicini.
Diceva che ci sarebbe stata un'udienza pubblica e che i
proprietari delle aree confinanti avrebbero potuto sollevare
un polverone. A preoccuparlo eri soprattutto tu.
Non prendermi in giro.
Oh, sei stato un importante argomento di conversazione
a cena. Diceva che eri un dirigente in pensione con la reputazione
di autentico figlio di puttana. Parole sue non mie.
Sorrise per la prima volta.
Perci potevi essere una persona difficile, disse.
Cos mi dicono.
Era ovvio che ti piacevo. Roy mi disse di fare amicizia
con te. Per scoprire cosa ne pensavi.
Mata Hari.
Non direi. Tutto quello che volevo era illudermi un po'
e trascorrere dei momenti piacevoli. Chi se ne fregava di
quello stupido progetto di Roy. E tu hai facilitato le cose.
Anche quando ho cercato di dirti la verit.
Che cosa gli hai riferito?
Gli ho detto che eri arrabbiato per quella storia di Regina
Broadhurst, il che non era poi una grande novit. Tu eri
il suo esecutore testamentario.
Amministratore.
Distolse lo sguardo da me per guardare il pavimento. Di
nuovo tranquilla, all'improvviso. Pensai che stesse per mettersi
a piangere, ma poi mi accorsi che il suo volto si era indurito
in una maschera.
Non seppi di Buddy fino a quella notte al Playhouse,
disse, quasi tra i denti. Non sapevo che Roy potesse arrivare a tanto.
Guardia del corpo.
Un criminale. Amico di Sobol. Un mafioso del cazzo.
Scusa il linguaggio. Ma sono autorizzata a dire certe cose, sono italiana.
Anch'io. Per circa un quarto.
Dissi a Roy che se quel bastardo ti avesse messo di nuovo
le mani addosso lo avrei lasciato. Non voglio avere la morte
di una persona sulla coscienza.
Ma  ancora in giro?
Lui e Sobol si fanno vedere spesso. Devono incontrare
Roy alla banca stasera. Un altro putiferio. Non so di che si
tratta stavolta. Roy era tutto agitato. Ho pensato che era una
buona occasione per filarmela e venire a trovare Monica.
Guard verso la parete, come se pronunciando il nome
di sua figlia avesse rotto qualche incantesimo.
Il mio tesoro.
Pensai a mia figlia, bella e raffinata, che viveva a New York
come una principessa. Sapevo che lavoro faceva, e dove lavorava,
ma non sapevo se le piacesse o meno. Conoscevo il suo
indirizzo e il suo numero di telefono a memoria, ma non l'avevo
mai chiamata perch lei mi aveva detto di non farlo.
Sapevo che era molto popolare, ma non conoscevo nessuno
dei suoi ragazzi. Che tipo di persone fossero, o che tipo di
vita avrebbero offerto alla mia unica figlia. Non sapevo quasi
nulla se non che l'amavo tanto quanto Amanda amava
Monica e che chiedevo continuamente a Dio, un Dio in cui
non volevo credere, di vegliare su mia figlia. Toglimi tutto
quello che vuoi, ma, ti prego, proteggi mia figlia.
Mi dispiace di averti mentito, disse, hai diritto di odiarmi.
Si stava strofinando le mani, come l'avevo vista fare al
cottage. Riscaldava il clima della sua mente.
Non hai mai conosciuto tuo padre? le chiesi.
No. Quando  morto ero troppo piccola per ricordarmelo.
Ero davvero stanco. Tutte le cose che erano accadute - lo
shock di trovare Hornsby morto nel suo giardino, lo stress
di convincere Jackie e Sullivan a darmi una mano, tutta la
vodka che avevo bevuto, la caccia per Bridgehampton e gli
effetti durevoli della commozione cerebrale provocatami da
quello stronzo che, a quanto pareva, rispondeva al nome di Buddy - mi stavano presentando il conto.
Volevo andarmene a dormire.
Scusami se ti importuno con queste questioni, dissi, non  il posto giusto per affrontare certi argomenti.
Fece spallucce e si guard intorno.
Non possono sentirci.
Scusami lo stesso.
Quanto dobbiamo sentirci in colpa, e per quanto tempo? chiese.
Le persone muoiono, dissi. Non ci possiamo far niente. Non  colpa tua.
Amanda incroci le braccia e le premette contro il petto,
come per evitare che il cuore le uscisse dal corpo.
 questo quello che dici a te stesso?
Rimasi seduto con lei fino a che tutte le lacrime furono
esaurite. Poi la lasciai sola nel piccolo mausoleo. Non c'era
nient'altro che potessi fare, e c'erano delle persone a cui
dovevo telefonare. E un cane da far uscire.
Mentre guidavo il piccolo ed esuberante pickup lungo i
tornanti di Noyack Road mi chiesi quanto ci avrei messo a
pagare tutti i miei debiti verso Jackie Swaitkowski, che aumentavano di minuto in minuto.
Quando emersi dalla copertura degli alberi vidi la luna,
quasi piena, alta sopra la baia di Little Peconic. L'aria era tersa,
ma le acque erano agitate da un forte vento di nord-est.
Un vento insolito per quel periodo dell'anno. A meno che
non stesse per arrivare una tempesta, o non ci fosse una tempesta al largo della costa.
Mi fermai alla cassetta della posta e tirai fuori una pila di
buste e della pubblicit. La luna era talmente luminosa che
si riusciva a vedere chiaramente il cottage, il mio cortile e la
casa di Regina, illuminata soltanto dalla luce della veranda
che avevo tenuta accesa dalla notte del mio incontro con
Jimmy Maddox. Probabilmente questa fu l'unica ragione per
cui vidi la macchina entrare e fermarsi nel vialetto. Era illuminata
da dietro dalla luce della veranda, ma man mano che
gli occhi si adattavano all'oscurit riuscii a distinguerne la sagoma. Una BMW serie sette.
Vidi una sagoma nera esplodere un colpo da dietro una
serie di alberi giusto in tempo perch riuscissi ad alzare le
braccia sopra la testa e schivarlo. Il proiettile mi sfior la
spalla destra con forza sufficiente a farmi cadere, ma non
produsse grossi danni. Mi diede l'opportunit di rotolare via
e di rimettermi in piedi per affrontarlo faccia a faccia. Tanto per cambiare.
Mi misi in posizione e danzai sulla destra. Buddy avanz
verso di me, il lungo cappotto aperto e svolazzante, le catene
attorno al collo che riflettevano la luce brillante della luna.
Us entrambe le mani carnose per indicarsi lo stomaco.
Ehi, stronzo, disse, guarda un po' qua.
Dalla sua cintura sporgeva il calcio di una grossa pistola automatica.
Hai intenzione di spararmi?
La sua bocca era aperta in un ampio sorriso privo di ironia.
No, cazzo. Ho intenzione di pestarti a morte.
Entr con un movimento veloce dentro il mio campo
d'azione e poi indietreggi nuovamente, costringendomi a
spostarmi di nuovo sulla sinistra, una cosa che non mi era
mai piaciuta. Cerc di colpirmi con il destro, ma mi spostai
e mi manc. Non era molto scaltro, ma era veloce per la sua stazza. E molto grosso.
Avanz dritto contro di me, cercando di cogliermi di sorpresa.
Mi avvicinai e provai una combinazione: colpo d'attacco
sinistro e undercut destro, ma non serv a molto contro
quell'ammasso di grasso e muscoli che aveva attorno alla
vita. Oltre a lasciare scoperta la mia di pancia, decisamente meno protetta.
Buddy mi colp al fianco destro in fondo alla cassa toracica.
Sentii l'aria uscire dai polmoni. Fui costretto a rotolare
bruscamente indietro e a lasciar cadere le braccia per riprendere
fiato. Buddy continu ad avanzare, risolutamente, deliberatamente,
ansioso di una nuova occasione per un incontro ravvicinato.
Ruotai sulla sinistra mentre mi spostavo indietro per
tenere protetto il fianco destro. Avevo paura del suo allungo
e non potevo rischiare un clinch. Pesava il doppio di me e
non avevo mai vinto un incontro di wrestling. La mia unica
speranza era entrare e uscire abbastanza in fretta da fargli
male prima che riuscisse a mettere in azione quelle sue braccia
da gorilla. Ma non sapevo come. La luna era cos splendente
che riuscivo a vedergli la faccia. Si stava divertendo un mondo.
Sentii Eddie in casa, che abbaiava come un pazzo. E questo
mi fece venire un'idea. Mi voltai e corsi pi forte che
potei verso la baia.
Corri se vuoi, stronzo mi url contro con quella sua
stupida voce da orso ammaestrato. Sei morto, figlio di puttana.
Corsi dritto verso l'entrata del cottage. Poi mi voltai e mi
fermai davanti alla porta d'ingresso. Buddy mi corse dietro
con lunghe falcate, i pugni serrati e le falde del cappotto di
pelle che gli svolazzavano sotto le braccia. Prima che potesse
raggiungermi tagliai a sinistra e mi precipitai sul lato della
casa.
Fermati e combatti, femminuccia, disse Buddy, con un
tono quasi allegro mentre mi seguiva attorno agli ibischi e
dentro il giardino. Saltai sul ballatoio e mi fermai con la faccia
contro la porta, sentendolo avvicinare. Feci un calcolo
approssimativo di quanto ci avrebbe messo, presi un respiro
profondo, afferrai con la destra il manico della mazza di
Harmon Killebrew e mi voltai con tutta la forza che avevo.
Sbagliai la distanza di pochi centimetri. La punta della
mazza gli colp i denti davanti. Si spezzarono, spruzzandomi
sulla mano saliva, sangue e piccole schegge bianche. Si port
velocemente la mano alla bocca e io vibrai di nuovo il colpo,
questa volta facendo oscillare la mazza come un vero giocatore
di baseball, con tutte e due le mani.
La mazza si schiant sulla tempia, ma le dita pararono in
parte il colpo, riducendone la potenza. Si allontan velocemente
e si pieg a terra, cercando di coprirsi la testa con le
mani. Mi infilai nella breccia e prendendo bene la mira lo
colpii con tutta la mia forza. Questa volta il colpo and a
segno. Le braccia volarono via e la testa scatt all'indietro.
Barcoll tentando di recuperare l'equilibrio, agitando le
braccia. Il sangue usciva a fiotti dalla fronte, accecandolo.
Tenni la mazza con la sinistra e gli sfilai la pistola automatica
dalla cintola con la destra. La gettai nei cespugli, poi gli
sferrai un destro in quella poltiglia rossa che era stata la sua
bocca. Cadde all'indietro, lottando contro l'aria.
Figlio di puttana!
Lasciai cadere la mazza e lo colpii di nuovo con il destro.
Non misurai i colpi come mi avevano sempre detto di fare i
miei allenatori. Non mi importava di mantenere l'equilibrio,
di restare sulle punte o di esporre il fianco destro. Non c'era
bisogno che me ne preoccupassi. L'orso era finito. Lo colpii
con una combinazione di colpi. Le ginocchia cominciarono
a piegarsi e fu costretto ad allargare le gambe per restare dritto.
Stava borbottando qualcosa, ma non riuscivo a sentirlo
per via del boato nelle orecchie. Si pieg in due e cadde con
la faccia sull'erba. Gli diedi un calcio nella testa insanguinata
e tornai a prendere la mazza.
La raccolsi da terra e mi spostai tenendola leggermente
sopra la spalla destra. Ero in piedi chino su di lui, scegliendo
un punto. Non si muoveva. L'ultimo calcio l'aveva fatto
rotolare sulla schiena. La massa di pomodori schiacciati che
adesso formavano il suo viso fissava la luna in cielo. Respirava
ancora, emettendo un debole stridio attraverso il sangue
nella bocca. Posai lentamente la mazza. Gli diedi un colpetto
con la punta del piede. Rimase immobile.
Tirai fuori la pistola automatica dai cespugli, trovai la
sicura e svuotai il caricatore. Misi la pistola nella tasca interna
della mia giacca di jeans e il caricatore nella tasca dei pantaloni.
Poi entrai in casa per chiamare Joe Sullivan.
...
.
...
Capitolo nono.
...
.
...
Le settimane che seguirono il giorno in cui lasciai Abby e il
mio lavoro sono sempre state un po' confuse. Forse perch
le trascorsi bevendo molto e ignorando le convenzioni ordinarie
come gli orari dei pasti e la partita del luned sera. Me
ne stavo nella mia camera d'albergo o me ne andavo in giro
in macchina, la macchina aziendale che avrei dovuto restituire,
per il Western Connecticut e pi a nord nel Berkshires
e nel Southern Vermont. Non perch avessi voglia di visitare
quei posti,  solo che si trovavano proprio nel punto in cui
andavano a finire le strade che conoscevo. Sognavo molto a
occhi aperti mentre guidavo, cercando di ricordare momenti
del passato che non fossero legati a eventi troppo dolorosi
da sopportare.
Evitai di pensare al mio recente passato. Facevo finta che
non esistesse, come se mi fossi appena svegliato da un coma
durato cinque anni, riportando lievi danni cerebrali. Non
era un ruolo tanto difficile da recitare, date le mie condizioni
in quel periodo.
L'albergo era nei pressi del Merrit Parkway, non molto
lontano dalla mia casa di Stamford. Era il genere di albergo
frequentato da dirigenti di medio e alto livello che si trovavano
a passare per il campo economicamente distorto della
contea di Fairfield. Grandi e comodi letti a due piazze, impiegati
disinteressati, un bar insipido e costosissimo e un
ristorante pieno di divertimenti a tema e di tizi solitari e distratti
che cercavano di sembrare a proprio agio nei loro conformistici
abiti casual. Una dozzina di televisori disturbava
il silenzio assoluto e salvava la stanca donna bionda dietro il
bancone del bar dalla necessit di intrattenere le persone
arrivate da altre parti del paese in una conversazione frammentaria.
Avevo lasciato tutti i miei effetti personali nella casa di
Stamford, perci dovetti andare in citt per fare provviste.
Non ero mai stato in un negozio nel pomeriggio di un giorno
feriale per comprarmi un barattolo di schiuma da barba.
Mi sembr insopportabilmente curioso percorrere le scansie
stracolme del negozio circondato da madri casalinghe e pensionati
con il berretto e i pantaloni sintetici elasticizzati. La
donna alla cassa indossava un camicione rosso e un'espressione
distante e disorganizzata. Comprai una quantit di
schiuma da barba sufficiente a tenermi lontano da quel genere
di posti finch fossi riuscito a sopravvivere.
Comprai qualche paio di jeans e qualche maglietta, ma
tenni il completo di Brooks Brothers, pensando che potesse
servirmi un giorno o l'altro. Abby l'aveva pagato un sacco di
soldi. Era stato un regalo di Natale. Ricordavo che mi stava a
pennello e che lei fu delusa dal fatto che non avessi prestato
molta attenzione alla firma. Mi chiesi perch non fosse sufficiente
apprezzare un vestito per le sue qualit intrinseche.
Quando c'era una partita di solito guardavo la televisione,
ma adesso non l'accendevo per niente. Me ne stavo sdraiato
sul letto nel silenzio della stanza a bere Jack Daniels fino a che
non mi addormentavo. Avevo pagato il conto per un intero
mese, perci mi lasciavano tutti in pace.
Due settimane pi tardi arriv un investigatore privato
dell'ufficio di Mason Thigpen con una lettera di Barry Mildrew.
Era una mia copia dell'accordo firmato. C'era anche
una lettera in cui veniva definita la liquidazione che mi spettava.
Firmai anche quella e la rimandai indietro insieme
all'investigatore privato dopo essermi fatto offrire un paio di
bicchieri. Era un ex pugile e frequentava la scuola serale del
Central Connecticut, perci per definizione era un teppista
della mia risma. I commercianti dell'albergo si tennero a
distanza. Istinto di sopravvivenza.
Gli avvocati di Abby mandarono i loro scagnozzi qualche
giorno pi tardi. Li intrattenni nello stesso luogo. Questi
per erano pi del genere assistenti legali che tirapugni perci
avevamo meno cose da dirci. Ma almeno sapevano di
dovermi offrire da bere.
Le pratiche furono un po' pi complicate, il che ebbe
come conseguenza il mio viaggio di istruzione nei Meadowlands
con il contenuto della casa di Abby, ma questo accadde
dopo, dopo essere diventato abbastanza sobrio da riuscire
a decifrarne il significato.
Mia figlia fu l'ultima a farmi visita all'albergo. Mi trov
al bar, in uno dei pesanti tavoli da cocktail di quercia circondato
da un numero spropositato di sedie imbottite con
le rotelle. Erano circa le quattro del pomeriggio, perci mi
stavo tranquillamente avviando verso la prima vera sbronza
della giornata.
Indossava dei jeans sbiaditi decorati con simboli runici
dipinti con inchiostro indelebile, un maglione di lana e
occhiali dalla montatura d'argento. I capelli biondo sporco
erano tenuti indietro da una sciarpa di cotone arrotolata a
mo' di fascia per capelli. Si teneva la giacca stretta contro il
petto con entrambe le mani, come se cercasse di non farsi
uscire le budella. Il viso era pallido, gli occhi segnati.
Ciao, tesoro.
Sedette in una delle sedie e la spinse lontana dal tavolo
per crearsi un'ampia via di fuga. Dovetti salutarla di nuovo
prima che dicesse qualcosa.
Non posso crederci.
Va tutto bene, dissi, decidi tu.
Non riesco davvero a crederci.
Stai benissimo.
Come puoi dire una cosa del genere?
 bellissimo poterti guardare.
Dovresti vederti. Non  uno spettacolo altrettanto bello.
Non ho niente da dire al riguardo.
La mamma  fuori di s.
 al meglio di s. Come sempre.
Per te  sempre tutto uno scherzo.
E neanche tanto divertente. Come va la scuola?
Non riesco a pensare alla scuola in questo momento.
Questo  il momento migliore. Buttati sul lavoro.
Questo  il tuo modo di fare. Buttatici dentro e non
uscirne pi fuori.
Ne sono fuori adesso.
Troppo tardi.
Hai dimenticato troppo poco.
Cos' che ho dimenticato?
Troppo poco, troppo tardi. Le due cose di solito vanno
insieme.
Con te troppo poco  sottinteso.
 questa la mia bambina. Tagliente come una lama.
Quando hai intenzione di farla finita con questa cosa?
Quale cosa?
Quello che stai facendo.  pazzesco.
Stai facendo pasticci con i tempi. Non sto facendo niente.
Ho fatto qualcosa.
Tu e i tuoi giochi di parole. Anche la mamma  brava in
questo.
Il cuore del rapporto.
Non vedo nessun rapporto. E tantomeno un cuore.
Allora perch tanta agitazione?
Non dovresti arrenderti.
Chi lo dice?
Lo dico io. Tua figlia, ti ricordi? Non permetter mai
che ti accada niente di brutto, amore. E questo come lo definiresti?
Sei venuta su bene. Sei bella, intelligente, artistica. Sai
badare a te stessa e sei piena di risorse. Sei veramente una
bella persona, quasi sempre, il che  un'autentica bordata
contro il determinismo genetico.
Stai cambiando argomento.
No invece. Sei adulta. Sei quella che sei. Continua la tua
vita.
Sarebbe a dire, non sono affari miei?
Sono assolutamente affari tuoi, ma non  la tua vita.
Non ammetterai che hai torto.
Si tratta di questo? Va bene, allora, ho torto. Lo ammetto.
Allora torna a casa.
Prima cosa, amore, non  pi casa tua. Tu vivi a Rhode
Island. Seconda cosa, non  neppure mia,  di tua madre.
Sollevai il bicchiere vuoto. Posso offrirti qualcosa?
Non sei capace di rimanere serio.
Pago io.
Con cosa? Ti sei licenziato.
Ti danno una paga per bere. Fa parte della liquidazione.
Feci un cenno alla donna del bar. Mi vide con la coda dell'occhio
e annu.
La mamma mi ha detto che ti sei messo in un brutto
pasticcio, ma non mi ha voluto dire di cosa si tratta, o perch.
Non proprio nei pasticci, ma la notte  ancora giovane.
Hai fatto del male a qualcuno?
Nessuno che abbia qualche importanza.
Tutti sono importanti.
No. Tu sei importante. Tutto il resto  libero e disponibile.
Se davvero fossi importante, staremmo parlando di cose
diverse.
Non mi sono mai piaciute le cose tipo se mi amassi
veramente.
Troppo duro.
Troppo realistico.
Un ingegnere che non scende a compromessi.
La specie peggiore.
Pensi che spaventare la gente sia una specie di trionfo.
Solo i tuoi fidanzati.
Non spaventi me.
Allora qualcosa l'ho azzeccata.
Dovresti spaventarmi, ma non  cos.
Perch non hai niente di cui aver paura. Potresti strapparmi
la gola a mani nude e ti bacerei i polsi mentre lo fai.
Si strinse la giacca sul petto ancora pi forte.
Non capisco.
Non devi capire. Pi tardi, capirai. Forse.
Una cameriera giovane e pallida lasci cadere sul tavolo
un altro Jack Daniels e guard mia figlia per prendere la sua
ordinazione.
Sto bene cos. Grazie.
La cameriera mantenne un'espressione impassibile e se
ne and.
Dunque le cose stanno cos, mi disse, hai intenzione di
restartene seduto qui per il resto della tua vita a bere quella
merda.
Sono molto fiero di te.
Smettila.
 vero. Qualche volta non riesco a crederci. Sei un tale
dono.
Da te non ho avuto nessun aiuto.
Giusto.
Sembr essere rimasta a corto di parole, una cosa del tutto
inusuale per lei. Approfittai di quel silenzio per sorbirmi
un po' di whisky.
Allora questo  quanto, disse, alla fine.
 bellissimo vederti. Anche quando sei arrabbiata con me.
Si alz di scatto dalla sedia.
Allora guardami bene, perch  l'ultima volta che mi
vedrai.
Oh, Cristo.
Mi punt il dito contro.
So cosa stai facendo. So perfettamente cosa stai facendo.
Ma non ho intenzione di stare a guardare. Mi limiter ad
aspettare una comunicazione ufficiale. Ciao, pap. Grazie
per qualunque cosa.
E gir sui tacchi e si allontan con la testa alta, a passo
svelto, ma sicura di s, come se stesse per salire su un treno
che il capostazione aveva tenuto in sospeso per lei. Le dissi
che l'avrei sempre amata, a dispetto di tutto, ma in quel
momento non poteva pi sentirmi e in ogni caso non mi
avrebbe ascoltato.
Dopo di che persi la cognizione del tempo, per circa due
settimane. So che tutto cominci con un viaggio in un quartiere
di Stamford dove incontrai un gruppo di ragazzini che
avevo conosciuto in palestra. Si divertirono a portarmi in
giro nei locali della zona e a sconvolgere le loro famiglie dandomi
da mangiare e facendomi dormire sui loro divani. Per
via del colore della mia pelle fummo coinvolti in un mucchio
di risse e questo ruppe la monotonia degli appartamenti
muffiti e dei fatiscenti bar di quartiere. Durante una
di quelle serate lasciai la macchina, la macchina aziendale,
vicino al marciapiede con il motore acceso. Secondo il pubblico
ministero di Stamford non  pi saltata fuori, anche se
dubito che qualcuno si sia davvero preso la briga di cercarla.
Accaddero un paio di altre cose che ricordo solo vagamente,
anche se nelle accuse che intentarono contro di me
era tutto descritto nei minimi particolari.
Mantenendo fede alla sua parola, mia figlia non parl pi
con me. Sapevo che non l'avrebbe fatto. Era sempre stata
molto testarda e una volta che aveva afferrato qualcosa non
mollava mai la presa.
Joe Sullivan era abbastanza grosso da occupare met del
divano del mio soggiorno, lasciando uno spazio appena sufficiente
perch Eddie potesse accovacciarsi accanto al suo
sedere. Sullivan lo ricompens grattandolo dietro le orecchie,
un trattamento che Eddie trovava instancabilmente
piacevole.
L'ambulanza aveva gi portato Buddy al Southampton
Hospital e tutti i colleghi di Sullivan si erano dispersi. Ross
Semple aveva minacciato di comparire di persona, ma Sullivan
lo aveva cortesemente scoraggiato dal farlo.
Vuole comunque che tu vada da lui domani per fare due
chiacchiere, mi aveva detto Sullivan, riappendendo la cornetta.
Nessun problema.
Non ancora.
Ufficialmente Sullivan era ancora in servizio, perci mi
dispiacque un po' bere di fronte a lui, ma non cos tanto da
smettere. La prese con filosofia.
Aspett finch mi lasciai cadere sul pavimento, con la
schiena contro il caminetto, prima di chiedermi di nuovo se
c'era qualcosa che avevo omesso di dire quando avevo rilasciato
la mia dichiarazione.
Stavo prendendo la posta quando mi ha sparato addosso,
solo che questa volta non  andato subito a segno e sono
riuscito a scappare. Mi ha rincorso fino a casa, dove ho preso
la mia piccola mazza da baseball che ho usato per metterlo
fuori combattimento.
Altro che!
Stai scrivendo tutto?
L'ho gi fatto? Nessun testimone?
Non lo so. Puoi chiedere in giro.
Niente da aggiungere?
Solo che credo di sapere chi .
Sullivan sollev le sopracciglia e lasci cadere le mani in
grembo, un gesto che avevo visto fare a mia madre in pi di
un'occasione. Di solito in circostanze simili.
Ti sta tornando la memoria? Tutto d'un tratto?
Non l'avevo visto al Playhouse. Solo i suoi stivali. Ma l'avevo
visto prima, vicino all'oceano. Stavo correndo sulla
spiaggia. Quando sono tornato al parcheggio questo tizio
stava curiosando attorno alla mia macchina. Probabilmente
non sono stato tanto cortese. Qualche parola. Ho finito col
fare marcia indietro sulla sua auto. Gli ho dato un colpetto
con la Grand Prix. Lo sai, i cretini della sua risma si offendono
facilmente.
Pi facilmente quando si tratta di te.
Andiamo, Joe. Non ne voglio pi sapere di quella roba.
Lo giuro su Dio, dissi, come se lo pensassi veramente, perch
lo pensavo veramente. Anche se credo di averlo provocato
in qualche modo. In ogni caso, mi avrebbe ucciso se
avesse potuto. Ne sono certo.
Sullivan scartabell il suo registro dei casi.
Non saresti stato il primo.
Che vuoi dire?
Buddy Florin. Viene dal nord dell'isola. Dieci anni per
omicidio colposo. Due altre imputazioni, che in seguito
furono fatte cadere. Un libero professionista di New York. 
un bulletto. Vecchio stile. Ti dice niente?
Sfortunato.
Nient'altro, eh? Non ti risuona nessun altro campanello?
Nient'altro di cui vorresti parlarmi?
Ci pensai un minuto.
Sono contento di essere stato io a farlo incazzare ammisi.
Oh tu l'hai fatto incazzare, d'accordo.
Meglio io che Eddie. Se l'avessi lasciato fuori, Dio solo
sa cosa sarebbe successo.
Eddie sollev la testa sentendo pronunciare il suo nome.
Sul lato sinistro il pelo era tutto sollevato per averci dormito
sopra e gli dava un'aria di squilibrio folle. Sullivan abbass
gli occhi per guardarlo e gli sistem il pelo.
Gi. Mi rende nervoso anche solo starmene seduto qua.
Sei sicuro di non poterti bere una birra o qualcos'altro?
Una birra la posso bere. Anzi, ce lo consigliano. Serve a
fraternizzare con la gente.
Gliene presi una e trascorremmo un'oretta a parlare dei
Knicks, un argomento che mi faceva sentire molto pi a mio
agio, che ne discutessi con un onesto poliziotto irlandese o
con un integerrimo magnate gay.
Per qualche stupida ragione misi Eddie al guinzaglio prima
che andassimo a dormire. Fu per via dell'odore della
malvagit fuori sul prato o dell'adrenalina che ancora mi
pizzicava i nervi. Qualunque cosa fosse, mi tenne sveglio,
perci anche dopo che Eddie si fu profondamente addormentato
sul letto io continuai ad andarmene avanti e indietro.
D'impulso tirai fuori la pistola di Buddy dal cassetto dei
calzini dove l'avevo infilata prima che arrivasse Sullivan. Era
una Glock 23, calibro 40. Una pistola alla moda per un bulletto
all'antica. Probabilmente gli piaceva esteticamente.
Nero opaco, polimero e acciaio. Un gran bel divertimento.
Troppo teso per dormire e non avendo nient'altro da fare,
portai la pistola nello scantinato, sul tavolo da lavoro di mio
padre per guardare com'era fatta dentro. Tipico ingegnere
che non scende a compromessi. Perennemente incuriosito
dagli strumenti di morte.
Eddie mi diede un calcio sulle costole con le zampe posteriori
quando salt gi dal letto, abbaiando come un matto.
Era giorno, ma non avevo dormito molto, perci mi ci volle
un po' per orientarmi. Nonostante i guaiti frenetici, riuscii
a sentire qualcuno che picchiava con forza contro la porta
principale.
Che cavolo, Eddie.
Mi misi addosso un paio di jeans e una felpa e risposi alla
porta. ,
Ciao, Jackie.
 la macchina pi stupida che esista al mondo.
Il cambio manuale manda nel pallone un sacco di gente.
Ti ho svegliato? Spero di s. Cosa ti  successo alla mano?
Eddie aveva recuperato il controllo ed era fuori sul prato
a correre di qua e di l con il naso a un centimetro dall'erba.
Un caff? le chiesi.
No. Il pickup.
La mia macchina del caff automatica aveva fatto il suo
dovere mezz'ora prima e il risultato aleggiava in tutta la casa.
Andiamo, l'ho appena fatto.
Hai una bella faccia tosta.
Non vuoi sapere cos' successo?
Cristo Santo.
Dopo che le ebbi riempito le mani con la tazza di ceramica
pi grande che avevo, potei dirle di aspettarmi in veranda
mentre facevo una doccia. Era ancora molto incazzata,
ma la curiosit, come sempre, la tenne inchiodata. Dissi
a Eddie di tenerle compagnia.
Ti prego solo di non dargli nessuna droga.  gi abbastanza
strambo di suo.
Mi versai una tazza di caff e me la portai nella doccia
all'aperto che usavo finch le tubature minacciavano di congelare,
di solito dopo il primo dell'anno. Anche nella luce del
primo mattino, l'aria era tersa e piena di colore, il cielo di un
azzurro intenso.
Sprecai litri e litri di acqua bollente, creando nuvole di
vapore che fluttuavano dalla doccia e turbavano l'equilibrio
climatico della zona. Il pavimento della doccia era pieno di
foglie rosse, gialle e arancioni cadute dalle querce e dagli aceri.
Pulii lo scarico con i piedi e guardai l'acqua sgorgare via
formando un minuscolo vortice. Aumentai un altro po' la
temperatura dell'acqua per massaggiarmi le spalle e la nuca.
Presi un sorso di caff. Cercai di immaginare Regina che
seduceva Carl Bollard, ma senza successo. Mi chiesi come
fosse da giovane, e questo fu pi facile. Alta e diritta, una
stretta di mano decisa, lo sguardo circospetto. Una dura
corazza difficile da rompere, ma che una volta rotta rivelava
un interno morbido e malleabile. Pieno di speranze, ma
timorosa di essere ferita. Bisognosa di aiuto, nonostante le
sue migliori intenzioni.
E sempre pronta alle pi cocenti delusioni.
Riuscii a tenermi alla larga dalle domande di Jackie fino
a che non fui vestito. Sentivo la sua frustrazione penetrare i
muri tra la mia camera da letto e la veranda. Stava camminando
avanti e indietro quando arrivai.
Ti devo un sacco di tempo, le dissi, prima che avesse la
possibilit di aprire bocca, lo so bene.
Indossava una giacca corta di lana a grossi quadri rossi e
neri. I folti capelli biondo-ramati erano raccolti in una coda
di cavallo che sgorgava come una fontana dalla sommit della
testa. Ai piedi portava un paio di stivali da cowboy ultra-
logori. Pronta a tirare calci.
Non dirmi che hai intenzione di chiedermi scusa, disse.
In realt, avrei bisogno di un altro favore.
Adesso chi  che si  fatto una canna?
Ti chiedo solo di venire al Village con me. Ti dir tutto
strada facendo.
Mi guard di traverso come se stesse pensando di tirarmi
un gancio destro. Probabilmente sarebbe stata capace di
sferrare un pugno pi efficace di quello di Jimmy Maddox.
Pensi che non abbia niente di meglio da fare?
Okay. Sei assunta.
Cosa?
Sei assunta. Per davvero stavolta. Dov' che devo firmare?
Non posso farlo.
Il tuo ultimo cliente si  appena sparato. Hai un posto
libero.
Cristo Santo.
Muoviti. Dobbiamo sbrigarci. Non ti pago per startene
l senza far niente.
Eddie era scontento di doversene restare nel sedile posteriore
della Grand Prix. Abbassai i finestrini per permettergli
di mettere fuori la testa. Il vento rendeva difficoltosa la conversazione,
ma sentivo che glielo dovevo, dopo averlo lasciato
in casa per cos tanto tempo il giorno prima. Riuscii lo
stesso a dire a Jackie la sostanza di quello che avevo intenzione
di dirle prima che arrivassimo al grande parcheggio
dietro Main Street. Quello che le fornii fu un guazzabuglio
di informazioni disorganizzato e sconclusionato, senza tanti
dettagli, ma andava bene cos. Se le avessi raccontato di pi
si sarebbe fiondata fuori dalla macchina.
E quale sarebbe il mio ruolo in questo caso? chiese,
mentre parcheggiavo la Grand Prix dietro la banca.
Guardia del corpo.
Fantastico.
Devi solo stare all'erta e guardarmi le spalle.
In senso metaforico.
Esatto.
Si poteva arrivare al piano principale della Harbor Trust
da un'entrata sul retro che dava sul parcheggio. Era una semplice
porta a vetri con il nome della banca stampigliato in
foglia d'oro. Una volta entrati si accedeva a un lungo corridoio
che si apriva in una grande stanza dove c'erano gli sportelli,
i funzionari addetti alla gestione dei prestiti e i consulenti
personali. Non ero mai arrivato da questa parte, perci
mi ci volle qualche istante per individuare Amanda. Era alla
sua scrivania, lo sguardo fisso al computer. Quasi non si
accorse di noi quando le passammo accanto, ma all'ultimo
momento gli occhi lasciarono lo schermo e incrociarono i
miei. Sembr allarmata.
Siamo qui per vedere Roy, dissi, senza fermarmi, anche
se cercai di apparire allegro e disinvolto. Punt lo sguardo su
Jackie Swaitkowski. Sorrisi e salutai con la mano mentre passavamo
accanto agli altri consulenti e arrivammo vicino al
tizio che gestiva la scrivania subito fuori dell'ufficio di Roy
Battiston. Non sapevo quale fosse il suo compito ufficiale,
ma pensai che gli calzasse a pennello.
Sono Sam Acquillo. Questo  l'avvocato Jackie Swaitkowski.
Siamo qui per vedere il signor Battiston.
L'uomo guard automaticamente sopra la sua spalla verso
l'ufficio di Roy.
Non sono sicuro che ci sia. Posso dirgli di che si tratta?
Gli dica solo chi vuole vederlo. Ci ricever senz'altro,
dissi. Poi rivolgendomi a Jackie: La sua macchina  nel parcheggio.
Il tizio torn nell'ufficio di Roy e spar dietro la porta.
Jackie e io rimanemmo l ad aspettarlo. Amanda se ne stava
immobile al suo posto, le mani rigide sulla tastiera, il volto
tirato. E all'erta. Gli altri impiegati ci ignorarono, continuando
a svolgere il loro silenzioso lavoro con un'aria di placida
determinazione. C'erano dei clienti in fila davanti agli
sportelli e alcuni alle scrivanie dei consulenti, o in attesa,
seduti sulle panche di legno rivestite di camoscio sintetico.
Niente musica registrata, notai con gratitudine.
Il tizio usc richiudendosi la porta alle spalle, ma non prima
che vedessi Roy alla sua scrivania, in maniche di camicia,
che scriveva qualcosa su un blocchetto per appunti.
Dategli solo qualche minuto, disse l'uomo, poi si risedette
alla sua scrivania.
Tornammo ad aspettare nella calma piatta della banca. Jackie
se la stava cavando egregiamente avendo assunto un'aria
neutrale e disinteressata. Come se avesse il pieno controllo
della situazione. Calma e pronta a ogni eventualit.
Cominciai a chiedermi se ci fosse un'altra uscita dall'ufficio
di Roy quando la porta si apr e ci fece segno di entrare.
La sua stretta di mano era ancora energica e fiduciosa, ma
il palmo era caldo e sudato.
Sam. Jackie.
Ciao, Roy, dissi.
Vi conoscete, disse, con un tono che era in parte interrogativo
e in parte sorpreso.
Jackie  il mio avvocato, gli dissi mentre affondavo in
una delle sue sedie. Jackie si sedette nell'altra. Aveva una bella
postura da avvocato, anche se era vestita come se avesse
appena ripulito una stalla.
Ho collaborato con Jackie, disse Roy, lasciandosi cadere
sulla sua sedia dietro la scrivania, dico bene?
Annu. Roy aspett che lei dicesse qualcosa, ma non disse
niente. Rinunci subito ad aspettare.
Roy non aveva un gran bell'aspetto. La pelle era umidiccia
e questo conferiva un certo splendore alla sua carnagione
anemica. Aveva il genere di testa che  pi stretta in cima
che in fondo. Si allargava lungo la mascella, conferendogli un
mento cascante che non sarebbe mai riuscito a far andar via,
neppure se si fosse sottoposto a un drastico digiuno.
Allora, gente, cosa posso fare per voi?
L'ufficio era rivestito da fogli di compensato noce chiaro,
la moquette era verde scuro, la scrivania era cromata e rivestita
da un laminato che ricordava la masonite che si trovava
nei progetti di ristrutturazione degli scantinati. Niente
foto o trofei o insipidi giochini per dirigenti che ricevevi a
Natale dai parenti o come segno di riconoscimento per aver
parlato con il Kiwanis. Due tavoli erano disposti a lato della
scrivania come due bilancieri. Erano coperti da cartelle e da
pile di fogli sciolti.
Sono qui per prendere un documento.
Roy mi sembr sollevato. Anche se potrei solo essermelo
immaginato.
Okay. Riguarda il tuo conto corrente? Forse Amanda
pu aiutarti.
No, non  mio. Sai che sono l'amministratore dei beni
di Regina Broadhurst.
Certo. Anche il suo conto  qui. Amanda pu tirare fuori
i documenti contabili, fare le fotocopie.
Non  quello che intendevo.
Aveva ancora un'espressione di incoraggiante curiosit.
Va bene, scusami. Perch non mi dici di che si tratta.
Non era mai stato facile essere Roy Battiston. Deve essersi
accorto gi da bambino di essere l'unico in famiglia con
un cervello in grado di pensare. Mentre cresceva e passava
da una scuola a un'altra, incontrando altri bambini e altre
famiglie, mentre leggeva e osservava la gente di Southampton,
deve essersi sentito terrorizzato all'idea del destino che
lo attendeva. Canzonato, probabilmente, come tutti i bambini
grassottelli, intelligenti e con gli occhiali, ma per lui era
anche peggio, per via dei brutti vestiti e dei parenti imbarazzanti.
Il risveglio deve essere avvenuto lentamente, per
poi farsi strada incessantemente e con sempre maggior vigore,
conducendolo sempre pi in profondit dentro la sua
mente. Formando un letto di preoccupazione e risentimento.
E alla fine la cupidigia deve aver preso il sopravvento. La
bramosia. Accesa dalla segreta consapevolezza che lui fosse
in grado di fare cose che nessuno avrebbe mai sospettato fosse
in grado di fare. Alimentata dalla determinazione e dalla
convinzione. Forse dalla promessa fatta a se stesso di lenire
il dolore con i buoni risultati. Cancellare la vergogna con il
successo, il genere di successo che interessava alle persone
che interessavano a lui.
Non conoscevo Roy molto bene, ma capivo cosa gli era
successo.
Il fondo fiduciario. Il fondo fiduciario di Carl. Ho bisogno
di vederlo.
Stava per appoggiarsi allo schienale della sua sedia, poi ci
ripens e si rimise diritto. Pos le mani sulla scrivania con il
palmo rivolto verso il basso e respir profondamente.
Non so proprio di cosa tu stia parlando, disse.
In qualit di amministratore della propriet di Regina,
disse Jackie, Sam ha l'obbligo di individuare e di deliberare
in merito a tutte le attivit e passivit ancora in essere. Anche
quelle di cui Regina poteva non essere a conoscenza.
Il viso di Roy si era inumidito ancora di pi mentre parlava,
anche se il tono della voce era ancora pacato. La verit
gli si leggeva negli occhi. Perfino da dietro gli occhiali potevo
vedere che si era accesa una luce d'allarme.
Potresti avere una tua opinione su questa cosa, dissi a
Roy, pensi che Hornsby l'avesse progettato fin dall'inizio o
 una cosa che  successa e basta?
A cosa ti riferisci? Milton Hornsby e io eravamo soci.
Non ho altre opinioni su di lui.
Davvero? Allora non sapevi che la Bay Side Holdings era
di propriet di un fondo fiduciario creato per gestire i beni
di un tizio che  morto da pi di vent'anni?
Certo che no.
Personalmente, ritengo che abbia semplicemente lasciato
che le cose seguissero il loro corso. In un certo senso le
cose continuavano ad andare avanti senza che ci fosse nessuno
che potesse fare niente. Dopo che Carl e la WB sono
usciti di scena, Hornsby  andato avanti, continuando a
pagare le fatture, compilando le dichiarazioni dei redditi,
ottemperando a tutti gli statuti e a tutti i regolamenti e continuando
a tenere la testa bassa. Dirottando una parte del
denaro sul suo conto per garantirsi una bella entrata.
Oh, e continuando a versare a Regina e a tua suocera il
loro assegno mensile. Appena sufficiente per tirare avanti,
soprattutto se uno considera quale cifra era in ballo. Ma
puntualmente, ogni mese.
Il volto di Roy aveva preso un po' di colore. Un tocco di
rosso su ciascuna delle guance.
Non ho la pi pallida idea di quello che stai dicendo,
disse.
Sappiamo tutto, Roy, disse Jackie. L'unica domanda 
come dobbiamo comportarci.
No, mi correggo. Voi non avete idea di quello che state
dicendo.
Mi colse di sorpresa quando si alz a mezzo dalla sedia.
Mi alzai a mia volta.
Siediti, Roy. Devi ascoltare tutto per bene. Concentrati
su quello che stiamo dicendo. Questa  l'unica possibilit che
ti viene offerta.
Lentamente si lasci ricadere nella sedia. Io feci altrettanto,
cercando di mettermi comodo su quel rivestimento
pizzicante.
Roy sapeva che Hornsby era un avvocato, nonch capo
della contabilit della fabbrica WB, ma glielo ripetei lo stesso.
In parte a beneficio di Jackie. Continuai parlando loro di
Carl Bollard Senior, che aveva creato un fondo fiduciario
dopo la morte della moglie, comprendendo che il suo capriccioso
bambino era il prossimo nella linea di successione.
Anticipando la sua stessa scomparsa, voleva trovare il modo
di tenere le briglie su Carl Junior, tutelare i beni del patrimonio
immobiliare e mantenere la fabbrica in attivit. Diede a
Carl Junior cinque anni per diventare un uomo. Dopo di che,
avrebbe avuto tutto quanto, qualunque cosa fosse accaduta.
A un certo punto, Carl Senior nomin Milton Hornsby, il suo
giovane capo della contabilit, amministratore fiduciario,
probabilmente per legare suo figlio ancor pi fortemente agli
affari di famiglia.
Nel far questo si rivel preveggente, dato che la sua mossa
successiva fu morire, lasciando a Hornsby il controllo sulla
societ, con tutte le sue propriet e i suoi beni, nonch
sul patrimonio personale di Carl Junior. E, di conseguenza,
il controllo sullo stesso Carl. Entrambi hanno dimostrato di
aver gradito l'accordo, considerando i vantaggi reciproci.
Carl poteva vivere come un re, o meglio come un legittimo
amministratore delegato, mentre Hornsby di fatto dirigeva
lo spettacolo. Probabilmente Carl era pi che contento di
lasciarglielo fare. Hornsby era molto pi giovane di Carl, ma
era la sua fata madrina.
E il fondo era la sua bacchetta magica. Non avrebbe potuto
esserci un modo migliore per coprire gli atti sconsiderati
di Carl. Carl era ricco, viziato e indisciplinato, inserito nella
vita sociale degli Hampton, almeno come attore. Regina
lavorava alla WB, all'impianto. Una bella ragazza, dura come
una roccia. Ma non troppo in gamba con gli uomini. L'aveva
abbordata, qualche bicchiere, qualche risata e quel che
segue. Non ha intenzione di sposarla, ma si prende cura di
lei, da un punto di vista economico, quantomeno. Spinto
dalla coscienza, o dalla paura, chi lo sa. Regina  sempre stata
una persona che era meglio non contrariare, almeno non
apertamente.
Nel 1960 Carl Junior ottiene il pieno controllo del fondo.
Ordina a Hornsby di inserire il nome di Regina nell'accordo
in qualit di beneficiaria di tutti i beni e di piazzarla in una
casa di propriet della societ. L'unico inconveniente adesso
 che Regina  beneficiaria alla pari del fondo e dunque
anche socia alla pari di tutta l'impresa. Di fatto. Ma in realt
non ha nessuna importanza perch lei non lo sa. Perch
dovrebbe? Carl non  cos stupido. E Hornsby non gliel'avrebbe
certo detto, questo  poco ma sicuro. Immagina che
tra qualche anno Carl si sarebbe rinsavito e che a lui sarebbe
bastato cancellarla dalla lista e la WB sarebbe andata allegramente
avanti per la sua strada.
Roy mi stava ascoltando, ma non aveva un'aria felice.
Cercava di mettersi comodo sulla sedia, come se gliel'avessero
appena comprata e non ci si fosse ancora abituato.
Non so proprio cos'abbia a che fare tutto questo con me
o con la Harbor Trust, disse.
Lo ignorai.
Il guaio  che i tipi come Carl Bollard hanno l'abitudine
di mettersi nei casini. Nell'ufficio arriva una nuova pollastrella,
probabilmente una delle dattilografe, una piccola e
avvenente italiana che si chiama Julia Anselma. Che se ne va
in giro per l'ufficio fasciata in quegli abiti sexy che erano di
moda negli anni Cinquanta. In men che non si dica, Carl ci
casca di nuovo.
Carl Bollard era il capo di Julia, disse Roy, come a voler
mettere in discussione il concetto.
Esatto. Solo che questa volta c' un'altra complicazione.
La pollastrella mette al mondo una creatura. Tua moglie,
come si  scoperto.
Il viso di Roy perse ogni espressione mentre vedeva il
resto della sua vita salire su un treno e allontanarsi dalla stazione.
Quando  nata Amanda, Carl era gi passato a un'altra
ragazza. Ma Julia ottenne lo stesso trattamento di Regina.
Un'intera vita di tranquillit in cambio di una bocca cucita.
Puoi dire quello che vuoi, ma penso che Julia sia stata coraggiosa.
Ha permesso ad Amanda di crescere in un ambiente
sicuro e confortevole, senza troppa agitazione. Tutto quello
che ha dovuto fare  stato tenere il segreto.
Non avevo raccontato a Jackie di Julia o di Amanda. Ma
continu a conservare il suo riserbo professionale. Quella
ragazza sapeva giocare le sue carte.
Naturalmente, nemmeno Julia sa niente del fondo fiduciario.
Anche se possiamo benissimo immaginare Hornsby
su tutte le furie che rimprovera Carl: Basta cos! Questa 
l'ultima volta!. Non era un tipo simpatico, Hornsby, ma chi
poteva biasimarlo se si sentiva un po' frustrato. Lui si fa un
sedere tanto per la societ, la fa crescere, riesce a farla passare
indenne attraverso una serie di periodi bui e tutto questo
per cosa? Per ritrovarsi a fare da babysitter al figlio viziato e
svitato del suo fondatore, che finisce col prendersi tutto
quanto, mentre a Hornsby non resta altro che il ruolo di
fedele servitore di famiglia. Deve essergli roso parecchio.
Fortunatamente per lui, per, lo stile di vita godereccio
di Carl prevedeva fiumi di alcol, perci subito dopo il fallimento
della societ, a chiudere i battenti  anche Carl.  qui
che Hornsby decide che  venuto per lui il momento di
riscuotere la giusta ricompensa. Il testamento di Carl lascia
tutti i beni al fondo. Dato che Regina e Julia sono state inserite
come beneficiarie, il fondo  tecnicamente ancora valido,
tutti i beni fanno ancora capo a lui, solo che le ragazze
semplicemente non lo sanno.
Alla morte del firmatario  obbligatorio procedere alla
registrazione del testamento, disse Jackie, interrompendomi,
ma non di eventuali fondi fiduciari. Spetta all'amministratore
fiduciario rivelare quel genere di informazioni.
Hornsby fa tutto tranne una cosa. Chiude l'impianto,
paga i debiti e le tasse societarie, riempie moduli, soddisfa le
richieste dei dipendenti, vende le attrezzature ancora utilizzabili.
Il patrimonio adesso  perfettamente pulito. Solo il
patrimonio immobiliare e il portafoglio degli investimenti,
che copre l'imposta sulle successioni, e che comunque continua
a garantire entrate sufficienti per mandare avanti tutto
il resto. Ed  su tutto questo che se ne resta comodamente
seduto per circa vent'anni.
Fino a che non sei arrivato tu, eh Roy? chiesi.
Adesso si teneva la testa tra le mani, incapace di sostenere
il peso della sua paura.
Alla fine avevi individuato la ragazza pi bella della classe.
 sull'orlo della bancarotta, ma che diamine,  disposta a
farsi accudire e, chi lo sa, col tempo forse potresti cominciare
a piacerle sul serio. Ti piace sua mamma, ti piace scambiare
due chiacchiere durante la cena del Ringraziamento.
Sei nato e cresciuto a Southampton, ossessionato dai soldi, e
per di pi sei un banchiere, uno che se ne intende di propriet
immobiliari. Nessuno si stupirebbe se te ne saltassi
fuori con una domanda del tipo: Allora, Julia, hai finito di
pagare il mutuo?. Oh, no, Roy, la casa non  nostra,  della
ditta per cui lavoravo, la WB Manufacturing. Fa parte di un
accordo. Davvero? pensa Roy, com' possibile?  stato
troppo facile controllare il conto corrente di tua suocera alla
Harbor Trust e scoprire i bonifici mensili, poi rintracciare i
proprietari della casa attraverso i ruoli delle imposte alla Bay
Side Holdings, che ti hanno portato direttamente alla fonte
del profitto. Milton Hornsby Il fedele capo della contabilit
di Carl Bollard, che fa la bella vita a Sag Harbor.
Hai scoperto che Hornsby aveva violato il suo dovere di
amministratore fiduciario. Una faccenda molto seria, disse
Jackie, nell'impeto del momento, o forse solo offesa dalla
scorrettezza di Hornsby.
Dev'essere stata una gran bella conversazione, dissi. Sei
il marito di Amanda, dopo tutto. A New York vige la comunione
dei beni. Quello che  suo  anche tuo. La cosa pi
semplice, pi elementare da fare sarebbe stato smascherare
Hornsby e assumere il controllo dei beni. Ma tu sei un ragazzo
in gamba, un ragazzo ambizioso che smania per il grande
gioco. Perch accontentarsi di qualche milione di dollari
se puoi averne molti ma molti di pi? Meglio ancora, essere
l'artefice di un progetto immobiliare di dimensioni spropositate?
Fare in modo che le stesse persone che ti avevano
ignorato o trattato come un pezzente ti baciassero i piedi. E
perch aspettare che fosse il mastodontico sistema legale a
mettere le cose al loro posto quando puoi avere tutto subito.
Cio, se Milton Hornsby  stato capace di tenere il segreto,
perch non poteva riuscirci Roy?
Hai fatto un'offerta a Hornsby, disse Jackie. Andare
incontro a una totale rovina o aiutarti con il tuo progetto di
sviluppo immobiliare. Per quanto ne sapesse chiunque, la
Bay Side Holdings  un'entit legittima, di cui Milton
Hornsby deteneva il controllo. Non c'era bisogno di scombinare
l'accordo con i fatti reali.
Avevo tenuto gli occhi fissi su Roy mentre parlavo, ma
adesso diedi una sbirciatina a Jackie. Sentivo che la sua indignazione
era sul punto di esplodere.
Cos adesso avevi Hornsby nel ruolo di proprietario, ma
ti serviva un imprenditore immobiliare, proseguii, scavalcando
Jackie. Hornsby sugger il nome di un altro adepto
della WB, Bob Sobol, che Hornsby sapeva avrebbe tenuto la
bocca chiusa, e che avrebbe portato dei contatti utili, al limite
della legalit, ma anche oltre.
Insieme avete organizzato un piano. Tu ti occupavi del
lato economico, naturalmente, il che ti dava il pretesto di
recarti regolarmente in sede. E questo ti rendeva pi facile
rimanere in contatto con gli architetti e i progettisti di New
York, che avevi preferito a quelli della zona per evitare che le
notizie riguardanti il progetto trapelassero troppo presto.
Sentii Jackie emettere un minuscolo, quasi impercettibile
sbuffo.
Tutto procedeva per il meglio fino a che non sei stato
pronto a suddividere la propriet per adattarla alle esigenze
di una moderna lottizzazione. Bay Side pu anche essere il
legittimo proprietario, ma le norme che regolano la propriet
sono stabilite dalla municipalit. Avevi bisogno di
alcune varianti. Il che significa che dovevi procedere prima
dell'intervento della commissione urbanistica.
Nessun problema, disse Jackie, Sobol ha portato Hunter
Johnson, un pezzo grosso di New York, e l'ha posto in
squadra con me, che, non per vantarmi, sono l'avvocato di
spicco della zona, e insieme abbiamo messo in piedi un caso
eccellente. Il caso  grosso e complesso, ma niente che la
municipalit non avesse gi visto. Tranne per il vecchio
impianto fatiscente al centro del progetto.  un ostacolo. Ma
non insormontabile. Significa solo una portata pi ampia
del normale per una richiesta di variante. Tutti gli abitanti
di Jacob's Neck e di Oak Point devono essere portati a conoscenza
del caso. E invitati a un'udienza pubblica.
Compresa Regina, mi intromisi, prima che potesse arrivarci
lei. Ti venne in mente all'improvviso: quando Regina
ricever l'avviso, chi sa cosa potr succedere. Legalmente la
met di tutto  sua. E se lo scoprisse? Julia Anselma non sapeva
niente, ma chi sa cosa sapeva Regina? Era una vecchia pazza
che parlava troppo. Potevi permetterti di correre il rischio?
Sei andato nel panico. Hai messo tutto a tacere. E hai
aspettato. Sperando che ti venisse in mente un'idea. Una via
d'uscita. Un modo per riportare tutto in carreggiata. Hornsby
 pi che contento di questa interruzione, gli permette di allentare
un po' la pressione. Ma Sobol non  altrettanto contento.
 ancora abbastanza giovane da potersi godere quel colpo di
fortuna. E non gli va gi che l'unico ostacolo tra lui e la sua
fortuna siano due vecchie.
Roy si stava ancora tenendo la testa, gli occhi chiusi, ma
mentre parlavamo cominci a scuoterla avanti e indietro.
Stai ascoltando, Roy? chiesi.
Smise di scuotere la testa e annu.
Bene, perch non ho ancora finito.
Rimase immobile.
Non so com' andata. Se ne hai parlato tu, se sei stato
direttamente coinvolto, o se si  occupato di tutto Sobol
tenendo voi due all'oscuro di tutto. Sobol aveva conosciuto
tutt'e due le ragazze bazzicando il Centro per Anziani. Pu
avere escogitato tutto da solo. Si occupava di controllo della
qualit. Ci vedo il tocco dell'ingegnere nel modo in cui ha
gestito la cosa. Non credo sia stato Buddy.  solo un ammasso
di muscoli.
Roy alz la testa.
Cosa stai dicendo? chiese.
Pensai a Sullivan che mi diceva che Regina poteva anche
essere una vecchia cagna rognosa, ma restava la sua vecchia
cagna rognosa.  cos che la pensavo su mio padre. Era un
padre rognoso, ma era il mio padre rognoso. Ed  stato lui a
darmi la mia vita schifosa. Le persone come Regina e mio
padre, che sono vissute fianco a fianco all'estremit di Oak
Point, ai piedi della sacra baia di Little Peconic, non sono mai
riusciti a capire perch fossero sulla terra, non hanno mai
avuto la possibilit di conoscere molto pi che speranza,
duro lavoro e delusione. E tutto quello che hanno ottenuto
alla fine  stato il privilegio di essere pestati a morte da persone
che credevano di avere uno scopo pi grande nella vita,
che pensavano di potersi togliere dai piedi quelle vite squallide
e storpie come fossero state inutili rifiuti.
L'hai uccisa. E hai ucciso Julia Anselma.
Jackie era in piedi prima che mi accorgessi che Roy stava
piangendo. Aveva sudato talmente tanto che le lacrime si
erano confuse in mezzo al sudore.
Chiudete a chiave la porta, stava dicendo, per favore
chiudete a chiave la porta. Non voglio che entri nessuno.
Aspett che Jackie si rimettesse a sedere. Gli gett un fazzoletto
spiegazzato che tir fuori dalla sua giacca di lana. Lui
lo ignor.
Quei bastardi, disse, parlavano di fare fuori le due vecchie.
Che nessuno avrebbe battuto ciglio. Non so se volevano
solo provocarmi o se parlassero sul serio. Ma lo giuro,
non avrei mai fatto una cosa del genere.
Non ha importanza. Loro sono coinvolti, tu sei coinvolto,
gli dissi.
Guardai verso Jackie. Annu.
Oh, Dio.
Lasci cadere la testa sulla scrivania.
Roy ascoltami. Guardami.
Alz di nuovo la testa.
Facciamo un passo per volta. Tu hai il documento originale
del fondo fiduciario. Lo voglio.
Cominci a negare, ma lo interruppi.
Era la tua assicurazione. Finch il documento fosse
rimasto nelle tue mani, avresti potuto continuare a tenere
Hornsby per le palle.
Mi sporsi in avanti e dissi tra i denti: Dammelo.
Era in fondo a una pila di fogli su uno dei tavoli. Tutto
quello che dovette fare fu spostarsi sulla sua sedia da ufficio
di qualche metro e tirarlo fuori. Il documento aveva gli
angoli ingialliti. Sul frontespizio c'era la stessa etichetta che
Hornsby aveva riportato sulla busta. Era stata scritta con una
macchina da scrivere manuale e sul retro di ogni foglio si
potevano sentire le impronte delle lettere. C'era un indice.
Andai all'articolo in cui venivano indicati i beneficiari, il cui
titolo era Distribuzione della propriet del fondo. La prima
sezione recitava: Alla morte di ciascun beneficiario, cos
come indicato all'articolo sei, la propriet del fondo dovr
essere suddivisa in tante quote quante saranno necessarie
affinch sia attribuita una quota di pari valore a ciascuno dei
beneficiari viventi e a ciascuno dei beneficiari defunti i cui
discendenti risultino ancora viventi.
Andai all'articolo sei. A Regina e Julia era dedicata una
sezione ciascuna. Altre sezioni descrivevano in che modo
l'intero capitale e l'intero utile netto del fondo spettassero ai
beneficiari. All'amministratore fiduciario venivano attribuiti
pieni poteri, anche se i beneficiari avevano il diritto di
nominare o ricusare l'amministratore fiduciario. Alla fine
almeno Hornsby aveva avuto la buona grazia di autoricusarsi.
Lo porsi a Jackie.
Avevo intenzione di dirglielo, disse Roy.
A chi? chiese Jackie, mentre sfogliava il documento.
Amanda, risposi io al suo posto, che sapevi se ne sarebbe
andata immediatamente non appena avesse saputo di
essere immensamente ricca. Da sola, senza di te. Per non parlare
del tradimento. Perci avevi senz'altro intenzione di dirglielo
cos come Hornsby aveva in mente di confessare tutto
sulla prima pagina del New York Times!'
Stavo solo cercando di prendermi cura di lei.
Uccidendo sua madre?
Fece una smorfia poi cominci a piagnucolare.
Te l'ho gi detto, cominci
Lo interruppi.
Roy, chiudi il becco. Se dici un'altra parola  possibile
che cambi idea.
A questo punto era troppo disperato e terrorizzato per
riflettere con chiarezza.
Di cosa stai parlando?
Jackie alz lo sguardo dal documento, anche lei curiosa.
C'erano talmente tante cose del mondo che non capivo.
E che mai avrei capito. Tipo perch i miei genitori avessero
deciso di sposarsi, tanto per cominciare. Nessuno l'ha mai
spiegato. Non se n'era mai neppure parlato, ma mia sorella
e io avremmo preferito tagliarci un arto piuttosto che chiedere.
Era come se qualche evento esterno li avesse involontariamente,
ma irrevocabilmente, messi insieme, e loro si erano
rassegnati al loro destino. Esistevano come coppia ufficiale,
gravati dalla responsabilit di sfamare e dare un tetto a due
bambini, di tenere la casa pulita e il prato falciato, e l'appartamento
nel Bronx senza piatti sporchi nel lavandino o biancheria
da lavare per terra. Per la maggior parte del tempo mio
padre era sull'orlo di infuriarsi, dirigendo la sua rabbia quasi
sempre verso mia madre, ma solo perch era pi vicina.
Mia sorella ed io eravamo dei veri esperti nel renderci invisibili,
altrimenti avremmo attratto la sua collera molto pi frequentemente.
Forse tanto quanto il tizio alla pompa di benzina,
o la ragazza alla cassa dell'alimentari o i poliziotti locali,
statali e federali, o l'agenzia delle entrate o qualunque atleta
professionista che avesse mai vinto o perso qualcosa. L'ira
era la sua condizione naturale, a differenza di mia madre, per
la quale la situazione comportava un grado maggiore di
casualit. Sopportava in silenzio, almeno per quanto ne so io.
E tuttavia immaginavo che lei cercasse soccorso, in qualunque
forma si presentasse. Lei non l'aveva mai detto, ma io l'ho
sempre pensato. Durante la mia adolescenza, quando il mio
intuito si fece pi maturo, cominciai a sentire la responsabilit
di offrirle delle circostanze che le permettessero di andare
avanti. Sviluppai un'irrefrenabile pulsione a fare qualcosa.
Solamente non sapevo cosa dovesse essere. Cos non feci nulla,
sperando che le cose sarebbero cambiate. Che sarebbe successo
qualcosa che avrebbe posto fine a quel terribile stato di
disperazione e indecisione.
E poi accadde. Due anonimi teppistelli, agenti di una
potenza segreta, arrivarono sulla terra e gettarono mio padre
nell'oblio.
Mia madre aveva ricevuto il suo soccorso. Ma in realt
non voleva essere soccorsa. Era piena di dolore e di rabbia,
improvvisamente in rotta con il mondo intero, come se
prendere su di s la furia cieca di mio padre fosse stata la sua
giusta eredit.
Non mi sentivo molto sollevato. Tutto quello a cui riuscivo
a pensare erano i miei pessimi calcoli. Che i miei desideri
si erano trasformati in realt, negando ai miei genitori la
loro vita e a me stesso qualunque speranza di allentare il
rimorso che provavo, per il resto dei miei giorni.
Perci sembr inevitabile che sposassi qualcuno che non
avevo mai voluto conoscere e che avessi contribuito a mettere
al mondo una figlia che non aveva voluto conoscere me.
Che avessi distrutto la mia vita lavorativa e ridotto in cenere
il mio futuro. Non ero stato capace di salvare niente.
Cos come non ero stato capace di salvare Regina, anche
se lei era l'unica cosa che mi era rimasta da salvare.
Questo  l'accordo che ti propongo, dissi. Tu racconti
agli sbirri e ad Amanda tutto l'imbroglio, compreso il tuo
affare con Hornsby e il progetto immobiliare. In cambio
lascer che le due signore restino morte per cause naturali.
Jackie spalanc letteralmente la bocca.
Cosa stai dicendo?
Voglio cos.
Non credo spetti a te decidere, disse, Questa  la verit.
Sono io responsabile della verit. Ho tutte le prove, tutte
le informazioni. Non si va da nessuna parte senza di me.
E, in ogni caso, questo  nel miglior interesse del tuo cliente,
il signor Battiston.
Aspetta un attimo, cominci a dire.
Tu sei l'unica a poter fare le cose per bene. Roy affonda
per aver defraudato Amanda e sua madre in collusione
con Hornsby. Nessuno, meno che meno Amanda, verr
mai a sapere di Julia. O di Regina, se  per questo. Questo 
il patto.
Ci volle qualche altro minuto perch Jackie accettasse
l'incarico. In realt non avevo nessun buon motivo per convincerla
e questa forse fu la cosa che alla fine le piacque.
Insieme alla possibilit di essere esclusa dall'intera faccenda,
di qualunque cosa si trattasse. Quello era il tallone d'Achille
di Jackie. La paura di essere la stramba del gruppo, costretta
a rimanersene seduta da sola mentre tutte le altre ragazze
sono invitate sulla pista da ballo.
Mentre Roy ci ascoltava la sua faccia non sapeva se assumere
un'espressione di speranza o di terrore. Quando gli
puntai il dito contro, per poco non salt dalla sedia.
Ma se solo provi a sfidarmi o a sottrarti a una delle tue
responsabilit, allora dovrai prendertele tutte. Non mi
importa quanto tu sia davvero coinvolto. Non mi importa
cosa significher per Amanda. Far in modo che lei creda
che tu c'eri dentro fino al collo. Puoi provare a giustificarti
per averla rapinata. Ma non per averle ucciso la madre.
Prima che avesse il tempo di rifletterci, Jackie lo aveva fatto
alzare in piedi, gli aveva fatto asciugare la faccia e indossare
la giacca. Lo accompagnammo attraverso la grande sala
della banca, passando di fronte ad Amanda, che non ci disse
una parola, e uscimmo nel parcheggio. Dovette mettersi
sul sedile posteriore della Grand Prix con Eddie, che era
indifferente ai suoi peccati e alla sua avidit, fino alla stazione
di polizia a Hampton Bays, che avevamo chiamato in
anticipo per assicurarci che Joe Sullivan e Ross Semple fossero
l ad aspettarci.
Lo lasciai l con Jackie, che sembrava essersi entusiasmata
all'idea. E Roy aveva una tale paura di me che dovette
accettare lei. Sullivan disse che le avrebbe dato un passaggio
fino a casa mia per riprendersi il pickup. Fui contento di
lasciare tutto a loro. Non sapevo come sarebbe andata a finire
con Roy, ma mi sentivo tutto ammaccato per il balletto
con Buddy e stanco per essere rimasto in piedi quasi tutta la
notte ad adulare Sullivan e a sviare le sue domande. Dovevo
solo fare un'ultima sosta.
Il Centro per Anziani era nel suo solito stato di frastuono
glaciale. La mia amica alla ricezione mi accolse come se
ci vedessimo per la prima volta.
La signora Filmore  qui? le chiesi.
Viene dal Mississippi?
No, signora.
Mia nonna era del Mississippi. Voleva che la chiamassimo
signorina Clarke.
Una femminista.
Tutte noi Clarke eravamo delle femmine, signore.
Credo di poter entrare a cercare Barbara da solo.
Fece un ampio gesto verso la porta.
Aprs vous, Senior.
Grazie., rispose in italiano
Fu facile individuare la folta chioma di capelli tinti in
mezzo a tutto quel grigio e bianco. La mano destra era posata
sul fianco mentre la sinistra stava agitando l'indice contro
uno spaventato gnometto che reggeva un vassoio della caffetteria
con una pila di bricchetti per il latte e zuccheriere. Si zitt quando mi vide avvicinarmi.
Signor Acquillo.
Salve, Barbara.
Non credo che il signor Hodges sia qui oggi.
Peccato. Sembra che abbia bisogno di aiuto.
La sua vittima era gi sgusciata via. Lei finse di ignorarlo.
Niente affatto, signor Acquillo.  tutto perfettamente
sotto controllo.
In realt stavo cercando Bob. Il suo Bob. Sobol.
Se avesse raddrizzato ancora di pi la schiena si sarebbe
spezzata la spina dorsale.
Il mio Bob? Ma via.
D'accordo. Bob  padrone di se stesso. Sa dov'? Ho una
dritta per lui. Propriet immobiliare.
Si addolc un po'.
Davvero?  il suo campo.
Beh, lo devo trovare per dirglielo. Carpe diem e tutto il
resto.
Ci pens un attimo.
Conosce Moses Lane?
S. A sud, vicino al Mar Rosso.
Divertente. Questo  l'indirizzo.
Lo scrisse su un pezzo di carta, poi mi guard uscire dall'edificio.
E altrettanto fecero quasi tutti i vecchi che stavano
giocando a carte o parlottando tra loro. Pensai che se mi fossi
voltato all'improvviso urlando bu la met di loro si
sarebbe presa un infarto. Per un istante mi immaginai al loro
posto, ma poi ricordai che erano tutti l per socializzare e che
a me non piacciono le persone. Che sollievo.
Dovetti attraversare la zona commerciale del Village per
arrivare a Moses Lane. Era piena di esponenti del Popolo
Estivo che avevano imparato che l'estate poteva essere prolungata
fino al Giorno del Ringraziamento. Erano per lo pi
ben vestiti e ben nutriti, ma non completamente sicuri di s,
come se temessero di essere scoperti. Il Village mi piaceva di
pi quando se n'erano andati tutti, dopo la Festa del Lavoro,
ma bisogna anche essere realistici. Non era colpa loro se
Dio aveva messo un posto come questo a sole due ore da
Midtown Manhattan. In una giornata senza troppo traffico.
Notai che c'erano zucche e pannocchie ovunque e sagome
di streghe e fantasmi appesi alle vetrine dei negozi. Non
erano molti i bambini che venivano al cottage ad Halloween.
Li costringevo sempre a dire per favore e grazie e questo
mortificava mia figlia. Gli altri genitori a Stamford dicevano
che era la bambina pi educata del quartiere. Probabilmente
non lo  pi da quando vive a New York insieme a tutti gli
altri ambiziosi sgobboni.
Moses Lane era una laterale di Hill Street, subito a ovest del
Village. Era una via tipica delle zone un tempo abitate dalla
gente di Southampton, case modeste e ben tenute, prati curati
e vialetti di ghiaia. Adesso si assiste all'invasione di postmodernismo
e macchine tedesche, che dal quartiere residenziale
si diffonde come una marea scura per tutto il quartiere.
Barbara Filmore abitava in un bel bungalow prerestaurazione
con una minuscola dpendance sul retro. Si accedeva
alla porta d'ingresso passando attraverso un cancello ad arco
coperto di glicine. Lasciai Eddie dentro la macchina e andai
a suonare il campanello. Nessuno rispose. Cos cominciai a
battere alla porta abbastanza forte da essere sentito dal vicino
e questo provoc un grido soffocato dal giardino sul
retro. Lo spirito di Milton Hornsby. Quando arrivai sul retro
trovai Sobol seduto a un tavolo da picnic in mezzo al giardino,
subito a sinistra della baracca. Stava fumando una sigaretta
e buttava la cenere in una grossa ciotola piena di cicche
poggiata sulla sedia che aveva accanto.
Regole della casa, disse, mentre mi avvicinavo.
Quale casa?
Tutte e due. Io ho questa pi piccola, punt il dito verso
la dpendance, ma ho ambizioni pi grandi.
A quanto pare.
Mi sedetti di fronte a lui e tirai fuori una Camel. Mi offr
il suo accendino.
Barbara mi ha detto che stava arrivando con una dritta.
Ottima sorveglianza.
Voleva essere sicura che ci fossi.
Allora, voi due, feci il gesto universale che si usa a New
York per... beh, quello per cui di solito si usa quel gesto. Non
gli piacque.
Credo sia una faccenda privata.
Ha ragione. Non sono affari miei.
Annu.
Allora, questa dritta.
Un grosso progetto immobiliare a North Sea. Proprio
vicino a casa mia, a quanto pare.
La testa di Sobol era un po' troppo piccola per il suo corpo,
che era una solida palla rotonda. I pochi capelli e i piccoli
baffi sudici non miglioravano certo l'effetto complessivo.
Aveva cercato di migliorare le cose tingendosi i capelli
che gli erano rimasti di un nero innaturale, che creava un
ben misero contrasto con il bianco della barba incolta. L'unica
parte del corpo che non lo faceva assomigliare a un
autentico deficiente erano gli occhi. Erano neri e mi fissavano
intensamente.
Potrei gi saperne qualcosa, disse lentamente.
Gi, lo so.  per questo che ho pensato che potesse interessarla.
Interessarmi. Certo. Mi interessa sapere quale sarebbe
questo buon affare che mi vuoi proporre.
Riguarda il mio quartiere. Sono il capitano della guardia
del quartiere.
Sarebbe una grossa notizia per i suoi vicini.
Mi piace tenere certe notizie riservate.
Autonominato, eh?
No. Ereditario.
Quello che .
Insieme a tutta la formazione professionale.
Dev'essere un quartiere difficile.
Per lo pi tranquillo. Giusto qualche topo di fogna ogni
tanto.
Davvero? Ne ha visti di recente?
La notte scorsa, effettivamente.
Sobol finalmente smise di cercare di fissarmi come se
volesse cavarmi gli occhi dalle orbite e abbass lo sguardo sul
suo pacchetto di Marlboro. Pensai fosse il momento giusto per
sbattere le palpebre. Tir fuori una sigaretta e l'accese.
 a questo che servono i disinfestatori, disse, soffiando
il fumo insieme alle parole.
Dovrebbe conoscerlo il nostro topo di fogna. Credo che
si sia occupato di disinfestazione personalmente.
Tirai fuori da sotto la giacca un sacchetto di stoffa dentro
il quale avevo messo la pistola di Buddy, che gettai sul
tavolo. Colp il legno con un tonfo, abbastanza forte che mi
accorsi che stavamo parlando sottovoce. Sobol non batt ciglio.
Si limit a scuotere la testa, riprendendo a fissarmi.
Non conosco nessuno del genere, disse, ma qualcosa
ho sentito. Ho sentito dire che c' n' a bizzeffe di quelle a
New York.
Una ragione in pi per una zonizzazione restrittiva.
Giusto, disse, gesticolando verso di me con la sigaretta,
lavori nel campo immobiliare?
Sono solo uno spettatore.
Lo immaginavo. Come alcune di quelle vecchie quand'ero
piccolo. Che spiavano tutto quello che succedeva per
strada da dietro le veneziane. Nient'altro di meglio da fare.
Ti facevano incazzare, vero? Quelle vecchie?
Sobol si allontan dal tavolo e tir indietro le spalle.
 faticoso stare seduti su queste panchine senza schienale,
disse, credo che la Filmore le abbia messe qui apposta.
Una ragione in pi per smettere di fumare.
Si rimise nella scomoda posizione originaria.
Non eri venuto fin quaggi per darmi una dritta? chiese.
Allora, dov' questa dritta?
Il progetto a North Sea. Pare che Roy stia per cedere tutto
alla moglie, adesso che  in galera per averla defraudata.
A dire il vero, in questo momento sta passando un po' di
tempo in compagnia del comandante Semple. Capisci, sta
vuotando il sacco. Si sta ripulendo la coscienza, credo. Scommetto
che  una storia molto interessante. Ma ho pensato
che dovessi sapere che al posto di comando adesso c' Amanda.
Mi ricordo che le avevi chiesto di aiutarti a trovare una
sistemazione.
Una bella ragazza, Amanda. Dici che Roy ha cercato di
fotterla?
Gi, pensa come dev'essere, fottere la propria moglie.
Non sono mai stato sposato.
Non toccarla.
Cosa?
La mano di Sobol si era spostata lievemente verso la
pistola di Buddy. Posai la mano sul tavolo tenendola all'incirca
alla stessa distanza.
Sono un ex pugile, Bob. Ho i riflessi di una mangusta.
Sobol tir indietro la mano di qualche centimetro.
Odio i coglioni strambi come te, Acquillo.
E questa sarebbe gratitudine.
Coglioni e fuori di testa. Credi che non sappia niente di
te? Di quello che hai cercato di fare? Sapevo che avresti ficcato
quel tuo naso del cazzo nei miei affari. Razza di idiota
del cazzo.
Troppo tempo a disposizione.
Sobol continuava a parlare a bassa voce, ma su quella sua
piccola faccia era comparso finalmente un po' di colore. Gli
donava.
Non mi hai ancora detto di che accordo si tratta, mi disse,
pazientemente.
Sono l'amministratore.
Che cazzo significa?
Quando Regina, la mia vicina di casa,  morta, non c'erano
parenti disponibili, perci la Contea mi ha nominato
amministratore allo scopo di sistemare le sue faccende terrene.
Questo  quanto. Sto solo cercando di sistemare le
cose.
Ci riflett un istante. Soppesando la situazione.
Non so cosa credi di sapere, ma se pensi che quel sacco
di merda, quel Battiston, sia un problema per me, sei pi
idiota di quel che pensavo.
Proruppi in una risatina. Non riuscii a trattenermi.
Non  Roy il tuo problema, Bob. Sono io il tuo problema.
Sobol aveva qualcos'altro a cui pensare, cos perse un attimo
di tempo guardando il giardino di Barbara Filmore.
Non  male vivere qui, disse, ma ho bisogno di una
casa un po' pi grande. Ho bisogno di un po' pi di spazio
in cui muovermi.
Io no. Ho fatto la scalata in senso opposto.
Lo sai quanto vale questo buco? Diciamo, due milioni di
sacchi. Che te ne pare? Vivevo in questa citt vent'anni fa. A
quel tempo potevi comprarti una di queste case per circa
cinquantamila dollari. Adesso sembra che tutti quegli stronzi
di ricchi abbiano deciso che a nessuno della mia specie sia
consentito vivere qui. I prezzi sono saliti alle stelle. Non 
normale.
La borsa merci  andata meglio.
Oh, gi, giusto.  quello che sto dicendo.
Forse dovresti solo cercare da qualche altra parte, Bob.
Puntare il cannocchiale su un altro orizzonte.
Decisamente improbabile.
Stavo solo cercando di aiutarti.
Continui a ripeterlo, ma non ho ancora sentito niente
che possa anche solo sembrare un aiuto.
Hai ragione, Bob, gli dissi, hai ragione quando dici che
ho ficcato il naso nei tuoi affari. Credimi, so tutto dei tuoi
affari. Tutto, ogni singolo passo. Perci, la mia dritta , se
vogliamo, pi una proposta.
La parola proposta sembr fargli effetto, cos continuai
a parlare.
Non parlerai con Amanda Battiston. In effetti, non parlerai
con nessuno. Darai una ripulita a quel buco in cui vivi
e te ne tornerai a gambe levate da dove sei venuto. Non possiamo
farci niente per tutto quello che Roy spifferer su di
te. Ma per tutto il resto, terr quello che so per me.
Bob non recep immediatamente l'idea. Anzi, abbozz un
mezzo sorriso.
A meno che sia la mia immaginazione, mi sembra di
avere appena sentito una minaccia, disse.
La definirei piuttosto un'opportunit irripetibile.
Gi. Una minaccia.
D'accordo, una minaccia. Vediamola a modo tuo.
Nessuno mi minaccia.
Voglio solo che tu te ne vada. Se consideri l'alternativa,
non  un brutto patto.
Non hai niente, disse.
Ho tutto. Diavolo, Roy mi ha detto quasi tutto, tutto
quello che devo fare  spingere la cosa oltre il limite.
Aveva ricominciato quella cosa di fissarmi. Mi sottrassi a
quello sguardo letale accendendomi la seconda sigaretta.
Non c' niente di meglio di una sigaretta per tenere le mani
occupate. L'unica cosa  non dimenticare che dovrebbero
anche stare a guardia di una Glock automatica.
Sobol l'afferr di scatto, controll il caricatore, lo richiuse
con violenza e fece ruotare il calcio prima che accendessi
il fiammifero.
Proprio una mangusta del cazzo, disse, puntandomi la
canna contro il petto.
La canna cattur la mia attenzione quasi completamente,
tanto che fui sul punto di bruciarmi le dita, ma alla fine
riuscii ad accendermi la sigaretta. Un altro modo in cui il fumo
pu ucciderti.
Questo non risolver il tuo problema, gli dissi.
Gi, beh, chi se ne sbatte. Diciamo che mi far sentire
meglio.
Non avevo visto la canna di una pistola da quel punto
di vista privilegiato dai giorni spensierati dopo che avevo
lasciato Abby. L'esperienza non aveva reso la cosa pi affascinante.
Era una sensazione strana, ultramondana. Uno
pensa che si immaginer l'impatto imminente e lacerante di
una calibro 40 contro il proprio corpo, mentre in realt uno
pensa soprattutto a tutte le stupidaggini che lo hanno ficcato
in quella situazione. Dev'essere una forma di rifiuto della
realt, altrimenti uno non penserebbe affatto.
Questa volta, per, i miei pensieri erano rivolti soprattutto
a mia figlia. Dopo il divorzio, l'unico bene di valore che
mi era rimasto, a parte il cottage, era un'enorme assicurazione
sulla vita interamente pagata. Ero riuscito a far togliere
Abby come beneficiaria, cos sarebbe andato tutto a mia
figlia. Aveva una certa simmetria. L'avrebbe fatta finita con
me e si sarebbe sistemata per tutta la vita in un colpo solo.
Non me ne importa, dissi a Bob Sobol.
Di cosa?
Se spari.
A tutti importa.
No, a me non importa veramente. Non mi importa da
anni. In realt, mi fa piacere che tu ci abbia pensato. Risolvi
i problemi di tutti e due.
Altri giochini mentali. Con me non attacca.
Classico atteggiamento da ingegnere.
Ci hai preso in pieno. Villanova. Tre punti sopra la
media.
Almeno l'hai messo a buon frutto.
Mica come te, patetico esaurito di uno stupido.
Non riuscii a pensare a molto altro da aggiungere. Mi
chiesi cosa avesse detto mio padre quando aveva capito che
quella sua boccaccia alla fine lo avrebbe ucciso. Volevo credere
che aveva tenuto fede a se stesso, fino in fondo.
Hai davvero intenzione di farlo? chiesi a Sobol.
Non c' dubbio.
Perci qualunque cosa dicessi non avrebbe alcuna
importanza.
No, suppongo di no.
Okay, allora diciamo soltanto, vaffanculo, Sobol. Sei uno
stronzo.
Le tue ultime parole?
Va bene.
E tir il grilletto.
Il suono fu veramente forte. L'aria si riemp di un fumo
grigio e acido, di spruzzi di sangue e di minuscoli pezzettini
di Bob Sobol. Miracolosamente pochissima di questa roba
arriv fino a me. La violenza del colpo mi fece risuonare il
cervello nel cranio e le orecchie mi fischiarono per giorni,
ma tutta la forza distruttiva fu rivolta verso Bob. Sembr sollevarlo
e farlo ricadere, fino a che fu spazzato via dal tavolo
e spiaccicato sull'erba. In qualche modo la ciotola con i mozziconi
di sigarette fu trascinata nel vortice dell'azione, cos
quando mi piegai su di lui a colpirmi di pi fu la bruttezza
di tutta quella cenere che non l'otturatore della pistola in
frantumi che gli spuntava dalla fronte. Quegli occhietti ambigui
erano ancora aperti, che guardavano il cielo limpido di
ottobre attraverso il sangue rosso brillante.
Una cosa che non sai delle manguste, Bob, gli dissi, 
che non attaccano mai un ratto direttamente. Ma non poteva
pi ascoltarmi, ormai.
Avevo promesso a Sullivan che sarei passato a trovare
Ross Semple in giornata, perci lasciai Sobol l per terra e
andai a Hampton Bays. Immaginai che Barbara Filmore
sarebbe passata di l dopo essere tornata a casa, mentre invece
lo trov soltanto la mattina dopo. Questo mi costrinse a
passare gran parte del giorno successivo in compagnia di
Sullivan e Ross, ma trascorsi la serata in modo produttivo,
bevendo un'Absolut mescolata a un po' di soda all'arancia e
lanciando palline da tennis attraverso il prato senza alzarmi
dalla mia Adirondack. A Eddie piaceva quando ci mettevo
un po' pi di impegno, ma fece ugualmente la sua parte,
andando a recuperare le palline gialle dalla spiaggia e depositandole
ai miei piedi.
La baia era agitata per qualche ragione, anche se il cielo
era sereno e rischiarato dalla luna e i venti che soffiavano da
sud-sudovest erano solo un po' pi intensi del solito. Le
acque erano solcate da creste bianche e sulla superficie si era
inciso un disegno a spina di pesce. La baia, come spesso accade,
rivel il suo volto profetico, quando presero a soffiare i
pi impetuosi venti da nord, spingendo alla rinfusa cupi
nuvoloni grigio-scuro e un'aria pi fredda densa di una
foschia gelida. La sera lentamente lasci il posto alla notte,
perci alla fine fummo costretti ad arrenderci e a rientrare in casa.
Il vento fresco proveniente da nord era gelido, ma pensai
che contenesse un pizzico di redenzione mescolato agli
spruzzi salmastri e alla pungente acqua di mare della sacra baia di Little Peconic.
...
.
...
Capitolo decimo.
...
.
...
In febbraio la baia di Little Peconic si tinge di tenui sfumature
grigio-argentee. Il sole lotta per schiarire l'orizzonte prima
di ritirarsi nuovamente, solo poche ore pi tardi, dietro le verdi
colline del North Fork. Il dolce vento di sud-ovest che mitiga
i mesi estivi si trasforma in un vento di burrasca, brutale e
fradicio, che cala impetuosamente da nord per abbattersi
furiosamente contro le doppie finestre che mio padre aveva
installato per proteggere la veranda durante i mesi invernali.
La stufa a legno mantiene vivibile il soggiorno fintanto
che continua a essere alimentata e se metto un piccolo ventilatore
per terra rivolto verso la porta comunicante riesco a
riscaldare la veranda abbastanza da leggere un libro o accendermi
una sigaretta. In questo modo posso starmene l fuori
tutto l'inverno. Se non tenessi costantemente d'occhio la
baia potrei perdermi qualcosa di importante. Come un
transatlantico, o l'improvvisa apparizione di un plesiosauro.
Eddie sembra indifferente al freddo, soprattutto quando
 fuori a fare il giro del giardino, ma una volta dentro viene
calamitato dal tappetino di fronte alla stufa.
Assomigli a un catalogo della L.L. Bean, gli dico, ma
rimane imperterrito.  tutta questione di educazione.
Quel pomeriggio di febbraio scatt in piedi e cominci
ad abbaiare quando sent qualcuno bussare alla porta, ma si
vedeva che era solo per fare scena.
Era in cerca di qualcosa.
Cristo Santo, Sam, pensavo che questo posto avesse il
riscaldamento centralizzato, disse Burton, abbassandosi per
accarezzare la testa di Eddie dopo essersi sfilato i guanti di
vitello marrone chiaro.
Non finch ci sono le querce nane di North Sea. Fonte
energetica del buon Dio.
E per riscaldarsi dentro?
Vodka o bourbon, anche se per entrambi il ruolo di Dio
 discutibile.
Versami qualcosa lo stesso, per amor del Cielo.
Il cappotto era di cammello e la sciarpa di un cachemire
cos fine che lo si sarebbe potuto versare in una bottiglia.
Erano macchiati e leggermente lisi, come se li avesse indossati
per spaccare la legna o buttare l'immondizia e probabilmente
era proprio cos.
Versai un bourbon con ghiaccio per tutti e due nelle mie
tazze migliori. Si sedette sulla poltrona vicina alla stufa, perci
io scelsi un angolo del divano in cui potevo tenere una
conversazione educata tenendo un occhio sulla baia. Le
acque erano ancora di un grigio cupo, anche se la luce del
sole calante aveva posato un debole luccichio sopra le piccole
onde. Un aitante uccello marino ondeggiava in cerchio
sopra l'acqua, in cerca di prede obnubilate dal freddo.
Ho appena avuto una lunga e piacevole conversazione
con Ross Semple, disse Burton, dopo aver gradito il whisky
di malto.
Come sta?
Scettico, credo si possa dire cos.
Una qualit importante per un capo della polizia.
Indubbiamente. Voleva parlarmi di Bob Sobol.
Peccato per Bob. Ma non ha niente a che fare con te.
Non l'ho mai incontrato. Anche se avevamo una conoscenza
in comune.
Sono l'ultimo ad averlo visto vivo.
Ross ha fatto la stessa osservazione.
Com' quel bourbon?
Deliziosamente vellutato. E penetrante, come la compagnia.
Non io. Sono un libro aperto.
Eddie cerc di reclamare il tappetino, ma i piedi di Burton
erano d'intralcio, perci salt sul divano e si liber un
posticino spingendomi da parte. Gli concessi una porzione
di territorio sufficiente a non infangare la mia dignit.
Ross voleva sapere se pensassi che doveva dichiararlo
deceduto accidentalmente. La contea gli sta dando il tormento
perch chiuda il caso.
Mi ha chiesto la stessa cosa.
Gli ho detto che non c'erano altre interpretazioni plausibili,
sulla base dei dati che avevamo a disposizione.
Anch'io. O una cosa del genere. Ma l'esperto sei tu. Ha
pi valore se lo dici tu.
La saldatura nella canna della pistola  l'unico aspetto
inspiegabile. Direi che si tratta di una questione tecnica, che
rientra piuttosto nella tua sfera di competenza.
Gi, anch'io non me lo so spiegare. Anche Sobol era ingegnere,
forse ha armeggiato dove non doveva.
 quello che penso anch'io, disse, guardandomi con le
sopracciglia sollevate come solo gli uomini del suo lignaggio
possono permettersi.
Indubbiamente, dissi, usando una delle parole preferite
di Burton.
Sollevai il mio barattolo di marmellata alla luce. Beh, io
ho finito. E tu?
Tornai in cucina per riempire entrambi i bicchieri. Quando
tornai Eddie si era accaparrato una posizione dominante
sul divano, ma lottando riuscii a riconquistare la mia
parte.
Una spina nel fianco.
E pare che Roy Battiston intenda dichiararsi colpevole,
disse Burton.
Cos mi ha detto Jackie, dissi, dopo essermi rimesso
comodo.
Molto gentile da parte sua.
 disposta a dirti qualsiasi cosa se la trovi nel momento
giusto.
Burton cap quello che volevo dire. Conosceva Jackie,
almeno di fama. Mi chiesi che idea avesse lei di lui.
Si far solo un po' di prigione, ma non ha molta importanza,
disse Burton. La sua vita  finita. Almeno la vita che
voleva vivere.
Non sapevo esattamente cosa dire in merito, perci non
dissi nulla. Me ne rimasi seduto a bere bourbon, a grattare la
testa di Eddie e far finta di essere immerso nei miei pensieri.
Alla fine Burton ci trasse d'impiccio rompendo il silenzio.
Non indovinerai mai chi ho accettato di rappresentare.
Non credo lo facessi quaggi. A meno che non stia parlando
di Spielberg, o della General Motors.
La signora Battiston.
Davvero? Interessante.
L'ho pensato anch'io.  venuta lei da me. A quanto pare
tramite te.
Non  stata una mia idea.
Indirettamente. Ha detto che avevi solo cose positive da
dire sul mio conto.
Gi, ma non le ho detto di venire da te per diventare tua
cliente. Perch diavolo poi.
Ha chiesto il divorzio, disse Burton, a quanto pare ne
ha tutte le ragioni.
Il vecchio Burt era pieno di informazioni. Mi sentivo come
uno appena uscito dal coma che viene aggiornato sugli ultimi
avvenimenti. E questa era un po' pi di una metafora.
Non lo sapevo.
Mi sorprende. Mi chiede di te ogni volta che la vedo. Mi
dice di dirti di chiamarla. Lei non ti chiamer, suppongo.
Non riesco a immaginare il perch. Hai il telefono, o almeno
a un certo punto ce l'avevi.
Si guard intorno con fare indagatorio.
 in cucina, gli dissi. Un buon vecchio apparecchio della
Western Electric.
Allora, cosa le devo dire?
Burt LeWis mi piace veramente. Mi fa sempre piacere
vederlo. Anche se qualche volta vorrei che fosse un po' pi
perspicace, che il suo istinto lo aiutasse a capire un po'
meglio di cosa ho voglia di parlare e di cosa non ho voglia di
parlare.
Che ha il miglior avvocato del mondo.
Uno molto abile a fronteggiare le risposte evasive.
Non sapendo esattamente come replicare, mi alzai dal
divano e uscii in veranda per guardare la baia da una prospettiva
migliore. Cessato allarme. Le nuvole formavano
ancora una copertura grigia e uniforme, ma lungo l'orizzonte
occidentale si cominciavano a intravedere i primi
segni di un'imminente schiarita. Un segno premonitore.
Tornai dal mio ospite, sperando che non si fosse accorto della
mia breve assenza.
Allora, come va con tutto il resto, Burt? Isabella ti tiene
in riga?
Suppongo che dal momento che la signora Battiston 
proprietaria della casa di Regina, tu sei diventato, di fatto, il
suo vicino di casa.
Amanda. Che presto diventer Amanda Anselma.  quasi
tutto suo qui attorno, il che significa che prima che tu te
ne renda conto potrebbe diventare una tua vicina.
Sai cos'ha in progetto di fare?
Nessuna idea. Non le parlo da quattro mesi. E non lo
voglio sapere. Potrebbe diventare proprietaria di tutto questo
mondo del cazzo e questo non interferir in alcun modo
con i miei nove decimi di acro.
Ero solo curioso.
Indubbiamente.
Parlando delle tue inclinazioni sociali. Hai intenzione di
rintanarti di nuovo? Prese un altro sorso del bourbon e mi
guard con aspettativa.
Vuoi uscire di nuovo in veranda prima di rispondere?
Ogni volta che faccio una ricapitolazione mentale delle mie
amicizie passate e presenti tendo a tracciare una linea di
demarcazione tra il periodo precedente e quello successivo al
giorno in cui venni a sapere che Billy Weeds era morto in Vietnam.
Lo avevo sempre considerato il mio migliore amico,
anche se, a posteriori, credo che lui fosse l'unico amico che avevo.
Perci dopo la sua morte ebbi qualche difficolt ad attaccare
quell'etichetta a qualunque altra persona conosciuta in
seguito. Anche a persone che mi piacevano, come Burton
Lewis o Jason Fligh. O Paul Hodges. Questo rendeva pi semplice,
forse, ignorarli. A non investire quasi niente nel mantenere
i rapporti con altri esseri umani, in questo modo potevo
dedicare tutte le mie attenzioni a fare quello che pensavo di
dover fare in quanto adulto. Raggiungere degli obiettivi, produrre
delle cose, risolvere enigmi e sviluppare tecnologie per il
potenziamento degli ottani. E evitare minacce mortali, come
la tenerezza e l'affetto. La pi mortale di tutte.
Cristo, Burt, e io che me ne sto qui e ti offro pure da bere.
Era solo una domanda.
Ges.
Perci sei in vena di socievolezza.
Che diavolo credi stia facendo? Se non te ne sei accorto,
siamo seduti qui a parlare, per amor di Dio.
Dunque posso chiederle di entrare. Probabilmente star
prendendo freddo in macchina.
C' qualcuno fuori nella tua macchina? Per quale cavolo
di motivo?
Stavo per alzarmi, ma lui mi fece segno di restare seduto.
Eddie si alz sulle quattro zampe e si guard attorno, sull'allerta.
Le ho promesso che avrei prima verificato la temperatura
qua dentro. Che ti avrei addolcito un po'.
Mi rimisi a sedere sul divano.
Che cosa stai facendo, Burt? Lo sai che odio queste cazzate.
Lo so. Per questo ho dovuto convincerla a venire. Ma
adesso che  qui, cerca di comportarti come una persona civile.
 la tua unica figlia, dopo tutto.
Quando usc con Eddie per andare in macchina mi misi
sull'altro lato della veranda, dove tenevo un vecchio e miserabile
tavolo da cucina a ribalta, una lampada a stelo di ottone
e un assortimento di posaceneri. Mi sedetti e guardai verso
la baia. A ovest la copertura di nubi aveva raggiunto l'altezza
del sole a mezzogiorno, aprendo una fascia di cielo di
un pallido azzurro.
Perci rimasi seduto ad aspettare, corroborato dal bourbon
con ghiaccio e dal pallido e bianco bagliore del sole
invernale che illuminava le creste delle onde che si infrangevano
nella sacra baia di Little Peconic.
...
.
...
FINE.